PRATO

Venerdì, 12 Settembre 2014 16:13

Via al nuovo anno scolastico. Studenti delle superiori oltre quota 10 mila e tre nuovi indirizzi

PRATO – Conto alla rovescia per la prima campanella dell'anno scolastico 2014-2015.

Nelle scuole superiori gli studenti hanno superato quota 10mila, partono tre nuovi indirizzi (liceo musicale, sportivo e internazionale), ma le enormi difficoltà causate dal patto di stabilità che blocca ogni capacità di spesa dell'ente e le incertezze sull'assetto definitivo delle Province condizionano pesantemente la situazione degli edifici scolastici. In queste settimane si è lavorato per risolvere le urgenze di alcune scuole che hanno visto aumentato il numero degli studenti e si sono trovate soluzioni, grazie alla disponibilità dei dirigenti, per risolvere le criticità al Dagomari, al Livi e al Buzzi.

“Inizia un nuovo anno scolastico e mi preme fare un augurio agli studenti e a tutto il personale, docente e non docente della scuola. Vorrei anche ringraziare tutti per il tanto lavoro speso in questi anni così difficili per la scuola pesantemente penalizzata dai tagli - dice l'assessore provinciale Ambra Giorgi (foto in basso a destra) - E' grazie all'impegno di dirigenti, insegnanti e di tutto il personale che siamo riusciti a mantenere un buon livello di offerta formativa”.

“Buon anno a tutti e un grazie davvero grande ai presidi delle superiori - prosegue il presidente della Provincia Gestri - e soprattutto a quelli di Buzzi, Dagomari e Livi, che in questi mesi davvero drammatici per la Provincia hanno lavorato con noi, mettendosi a servizio del bene comune, per trovare soluzioni alle emergenze”.

Quest'anno saranno 10.031 gli studenti sui banchi delle scuole superiori della provincia di Prato, compresi i 2.033 ragazzi che in questi giorni stanno sostenendo gli esami di riparazione. Rispetto ai dati di inizio anno scolastico 2013/14 la popolazione aumenta di 98 unità.

Il Buzzi (1.506 alunni) diventa l’istituto con più iscritti, superando Copernico (1.477 alunni) e Gramsci Keynes (1.445). In aumento gli iscritti al Livi (1.225 iscritti, compreso il liceo artistico di Montemurlo), mentre prosegue la fase di riequilibrio di Datini (che scende a 1.220 alunni) e Dagomari (che arriva a 963). Nelle classi prime gli studenti saranno 2.792 (un dato in linea con quello dello scorso anno), suddivisi in 114 classi (come nel 2013/14), con una media di 24,5 alunni. Le classi prime più numerose sono al Copernico (26,1 alunni), seguito dal Datini (25,7). Rispetto allo scorso anno ci sono 3 sezioni in più al Buzzi (da 17 a 20; gli iscritti in prima sono 494), 2 sezioni in più al Dagomari (da 14 a 16), una al Copernico (da 11 a 12) e allo scientifico Gramsci Keynes (da 6 a 7); 2 sezioni in meno invece al Rodari (da 11 a 9) e agli indirizzi tecnici del Gramsci Keynes (da 11 a 9), una sezione in meno al Marconi (da 7 a 6) ed al Livi (da 11 a 10). Complessivamente gli iscritti al biennio sono 4.878, quelli al triennio successivo 5.153, di cui 1.452 diplomandi.

Gli alunni di cittadinanza non italiana sono 1.573, il 15,7% del totale (erano il 15,8% all’inizio dell’anno scorso) a fronte di una media nazionale del 6,6% e regionale del 9,9%. Quasi la metà degli stranieri sono iscritti in prima (666, cioè il 42,3%), 373 sono in seconda, 253 in terza, 171 in quarta e 110 in quinta. Nelle prime gli stranieri rappresentano il 23,8%. Dal secondo anno in poi, la percentuale diminuisce progressivamente: 17,8% in seconda, 12,5% in terza, 10,2% in quarta e 7,6% in quinta. Tutti dati in linea con quelli dello scorso anno. Il Dagomari si conferma la scuola a maggior presenza straniera (44,1%), seguono Marconi (23,3%), Livi (19,8%), Datini (18,7%) e Gramsci-Keynes (15,9%). Anche in valore assoluto il Dagomari è la scuola con più stranieri (425), seguito da Livi (242) e Gramsci Keynes (230). Nelle classi prime del Dagomari gli stranieri arrivano al 52,8%, percentuale peraltro in lieve diminuzione.

Le novità più importanti riguardano la nascita del liceo sportivo al Gramsci-Keynes, del liceo musicale al Cicognini Rodari e del liceo scientifico internazionale al Convitto Cicognini. Nell'accordo stretto nell'autunno del 2013 con i dirigenti scolastici di tutti gli istituti superiori c'era anche il rafforzamento dei corsi serali per potenziare la lotta alla dispersione e all'abbandono scolastico.

“Dopo mesi di stop e innumerevoli complicazioni per i pagamenti alla ditta incaricata, i lavori per lo spazi polivalente al Dagomari sono conclusi e sono in corso le procedure di collaudo della struttura - annuncia l'assessore provinciale Ivano Menchetti (foto a sinistra) - Abbiamo fatto tutto il possibile per fronteggiare i vari problemi. Anche i lavori al Buzzi sono finiti e nelle prossime settimane porteremo a termine anche quelli necessari nelle altre scuole, che sono pronte ad accogliere gli studenti”. Nel frattempo, sempre con il Dagomari, sembra trovato l'accordo con la scuola, grazie alla preside Maria José Manfré, per l'adeguamento di alcune aule nell'attuale aula magna dell'istituto, così come è stato fatto nei mesi scorsi con il Buzzi, che ha dovuto allestire aule in più per il boom di iscrizioni. Anche in questo caso la scuola dovrebbe anticipare le risorse per i lavori e sarebbe poi rimborsata dalla Provincia. In questi giorni sono in corso verifiche con la ditta che dovrebbe eseguire l'intervento.  Anche con il nuovo preside dell'Istituto Livi, Gaetano Flaviano, si profila un accordo dello stesso genere per trovare gli spazi, sia in via Marini che a Montemurlo, per 6 classi in più. In tutti i casi la parte tecnica e la conduzione dei lavori saranno responsabilità della Provincia.

Per tentare di fornire un quadro delle difficoltà in cui l'ente si dibatte basti dire che la Provincia ha attualmente opere immediatamente cantierabili per oltre 3 milioni di euro, ma negli ultimi anni molti altri progetti hanno subito uno stop per l'impossibilità di derogare al patto di stabilità, con effetti devastanti. Nell'elenco, compilato la primavera scorsa per il Governo e trasmesso dall'Upi, compaiono la palestra del polo scolastico di San Paolo, un intervento da 2,7 milioni di euro che doveva realizzare l'impianto per Rodari e Marconi. E una serie di manutenzioni straordinarie: al Gramsci-Keynes le cabine elettriche (circa 110 mila euro), al Buzzi cabine elettriche, impianto di rilevazione incendi e strutture di compartimentazione come le porte tagliafuoco (150 mila euro) e al Dagomari servono 52 mila euro per l'adeguamento dell'impianto di rilevazione incendi.

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