MONTEMURLO

Venerdì, 07 Dicembre 2018 07:52

Montemurlo, Lia Levi racconta la ribellione al femminile

Presenterà il libro 'Donne nel Sessantotto'

MONTEMURLO - Il Sessantotto, laboratorio di ribellione, fabbrica di speranze e illusioni. Alla biblioteca “Bartolomeo Della Fonte” (piazza Don Milani, 1) lunedì 10 dicembre ore 21 il ciclo “50 anni fa il 1968” si chiude con la presentazione del libro “Donne nel Sessantotto”, alla presenza di due delle autrici, Lia Levi e Paola Cioni. « La rassegna dedicata al Sessantotto si chiude con una presentazione di spessore e grande interesse - spiega l'assessore alla cultura, Giuseppe Forastiero – Un appuntamento che conferma il valore della biblioteca come polo culturale di riferimento sul territorio».

Non sempre i giovani di allora sono riusciti a portarsi dietro nella loro vita di adulti se non l’intransigenza, almeno i valori fondanti di quel Movimento che, negli anni a venire, avrebbe prodotto delusione e rassegnazione, ma anche ondate di estremismo violento, una degenerazione che avrebbe a lungo ferito il Paese . Fu invece il femminismo a prosperare e a rigenerare l’anima e la mente delle donne e, da quel tempo di rivolta, iniziò nell’arte, nella cultura, nelle professioni, nella politica e nella società civile un percorso denso di passioni e di conquiste. Una vera e propria “rivoluzione femminile” pacifica e capace di raccogliere il testimone di quel grande passaggio d’epoca che è stato il Sessantotto e di trasformarlo in un germe positivo che ha cambiato per sempre la vita delle donne.

Lia Levi, nata a Pisa nel 1931 da una famiglia piemontese di origine ebraica, ha vissuto da bambina le persecuzioni razziali e la deportazione nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha voluto testimoniare la sua esperienza nel suo primo romanzo, Una bambina e basta, pubblicato nel 1994 e vincitore del Premio Elsa Morante opera prima; da allora ha continuato a scrivere romanzi sia per adulti che per ragazzi, più volte premiati e apprezzati da pubblico e critica. Ora vive e lavora a Roma, dove ha anche fondato e diretto per trent’anni il mensile della comunità ebraica Shalom.

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