PRATO PROVINCIA

Lunedì, 10 Settembre 2018 14:28

Montemurlo festeggia la Liberazione sul ricordo di "Nebbia"

Il Sindaco: una cerimonia doverosa

MONTEMURLO - Sono iniziate ieri 9 settembre le celebrazioni della Liberazione di Montemurlo.

Il Comune, insieme al Gruppo trekking “La storia camminata”, il circolo Arci Tamare Meucci, l’Anpi e l’associazione Combattenti e Reduci, ha organizzato un trekking ad Albiano sulle tracce della Resistenza.

Alla presenza dell’assessore alla cultura, Giuseppe Forastiero e dei familiari è stata deposta una targa in ricordo di Ernesto Taiti detto il “Nebbia”. Questo personaggio, proprietario di una bottega di generi alimentari ad Albiano, divenne un punto di riferimento fondamentale per la brigata partigiana Bogardo Buricchi, ricostituita nel giugno 1944 sui Faggi di Javello.

Per tutto il 1944 i collegamenti tra partigiani e gli abitati di Tobbiana, Cicignano, Migliana, Schignano furono continui, anche per l’approvvigionamento di vettovaglie. Alcune case coloniche divennero punti di riferimento vitali per la formazione, come Cicignano e Albiano: la casa del ‘Nebbia’, fu un vero e proprio punto di raccordo con la formazione Buricchi, che per un periodo aveva istituito una sede del comando nelle vecchie scuole.

Le celebrazioni andranno avanti domani, martedì 11 settembre, con la cerimonia ufficiale, promossa dal Comune di Montemurlo del 74esimo anniversario della festa della Liberazione della città dal nazi-fascismo.

Il ritrovo delle autorità e dei cittadini è previsto per le ore 10 in piazza Donatori del sangue (di fronte al municipio) per la deposizione di una corona d'alloro al monumento ai caduti e per la commemorazione ufficiale da parte del sindaco Mauro Lorenzini, che dice: "Da circa dieci anni il Comune di Montemurlo celebra la festa della Liberazione dal nazi-fascismo. Una cerimonia doverosa per rendere omaggio a quelle persone semplici e umili- operai contadini- che a rischio della propria vita, offrirono protezione e sostegno alla lotta di liberazione e ai soldati alleati. - spiega il sindaco - Quelle donne e quegli uomini del 1944, silenziosamente e senza clamori, dimostrarono quel coraggio che oggi forse a noi manca .Questi nostri concittadini, che con il loro sostegno alla lotta di liberazione rischiarono in prima persona l'arresto, ci insegnano il valore della dignità di ogni essere umano, che è uguale a quella di ogni suo simile".

Le celebrazioni della festa della liberazione di Montemurlo proseguiranno, sempre domani 11 settembre, alle ore 21 in Villa Giamari- saletta Peppino Impastato (piazza Don Milani, 2) con la presentazione del libro di Francesco Venuti “Internati militari italiani nella Seconda Guerra Mondiale”, a cui seguirà una video proiezione a cura dell'associazione Combattenti e reduci di Prato.

Interverranno l’autore e il sindaco Lorenzini che porterà il saluto dell’amministrazione comunale. L’8 settembre del 1944 i primi carri armati alleati giunsero a Montemurlo ma non poterono procedere oltre Bagnolo, perché il ponte sul torrente era stato interrotto dai tedeschi.

Così, l’avanzata continuò i giorni seguenti e proprio l’11 settembre di settantadue anni fa, nelle vicinanze del palazzo comunale, dove ci troviamo oggi, si verificò un terribile scontro a fuoco tra le truppe alleate che avanzavano e i tedeschi in ritirata. Una battaglia cruenta che costò la vita ad un uomo, il ferimento di altre due donne ed il danneggiamento del municipio, ma che di fatto segnò la liberazione del centro di Montemurlo dall’oppressione del giogo nazi-fascista.

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