PRATO PROVINCIA
Martedì, 08 Maggio 2018 18:14

Montemurlo ha partecipato al Viaggio della Memoria

Nel trentennale del gemellaggio Prato – Ebensee

MONTEMURLO – Anche il Comune di Montemurlo nei giorni scorsi ha preso parte al Viaggio della Memoria in Austria. Viaggio che quest'anno ha avuto un valore particolare: nel 2018 ricorre il trentesimo anniversario dalla firma del gemellaggio tra Prato ed Ebensee.

A rappresentare l'amministrazione comunale era presente la consigliera comunale Amanda Ravagli, con il gonfaloniere Enzo Cella del Gruppo storico di Montemurlo.

“È stata un'esperienza molto toccante, perché ho avuto modo di capire e conoscere in prima persona la fredda e lucida follia dello sterminio - ha raccontato Amanda Ravagli. - Credo che sia estremamente importante la partecipazione dei giovani a viaggi della memoria come questo, affinché tutto ciò non si ripeta mai più. Chi non ha memoria non può avere futuro. Si ritorna da questi luoghi consapevoli di come solo la cultura, la libertà, il lavoro, nel senso più nobile del termine, possono salvare dal ripetersi di tragedie come quelle dello sterminio attuato dai nazi-fascisti”.

Insieme a due giovani di Montemurlo, Lorenzo Palumbo e Lucia Biagianti, che hanno partecipato al Viaggio con le scuole superiori, la consigliera ha poi deposto una corona d'alloro al memoriale di Gusen in ricordo di Erasmo Meoni, l'operaio di Bagnolo catturato a Prato in seguito agli scioperi del marzo 1944 e morto nel lager nel dicembre dello stesso anno. Tra gli altri giovani montemurlesi era presente anche Federico Stabile.

Il Viaggio anche quest'anno è stato organizzato dal Museo della Deportazione di Prato che con la sua direttrice, Camilla Brunelli, porta avanti la ricerca e l'approfondimento sulla deportazione. A Ebensee i giovani studenti e le rappresentanze istituzionali hanno percorso insieme il “cammino della pace” fino alle gallerie, poco distanti dalla cittadina sul lago, dove i nazisti stavano progettando la costruzione di armi di distruzione di massa e dove lavorò anche l'indimenticato Roberto Castellani, deportato pratese e promotore del gemellaggio con la cittadina austriaca.

 

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