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Lorenzini: «Il 25 aprile è la festa che ci rende fieri di essere italiani»

La cerimonia del 25 aprile a Montemurlo La cerimonia del 25 aprile a Montemurlo

MONTEMURLO - Il Comune di Montemurlo ha celebrato questa mattina la festa del 25 aprile, 72esimo anniversario della liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo.

«Un giorno di importanza fondamentale nella storia democratica del nostro Paese, un giorno che ci rende fieri di essere italiani». Queste le parole con le quali il sindaco Mauro Lorenzini ha aperto il discorso commemorativo di fronte al monumento ai caduti in piazza della Libertà. Alla cerimonia ufficiale hanno preso parte i carabinieri della Tenenza di Montemurlo, i Vigili del Fuoco, i rappresentanti delle associazioni d'arma locali, le associazioni di volontariato (Misericordia, Vab, Gruppo Storico, Filarmonica “G. Verdi”, Auser) e numerosi cittadini.

Il sindaco ha ripercorso le tappe storiche che dopo l' 8 settembre 1943 portarono tanti italiani di estrazioni diverse - operai, intellettuali, contadini, professionisti - a scegliere l'impegno civile contro la violenza, la sopraffazione e la dittatura nazi-fascista. « Una storia che dobbiamo ricordare per rendere onore a chi perse la propria vita per lasciarci in eredità un'Italia libera e democratica. Dopo 72 anni dal quel 25 aprile del 1945 a chiedercelo sono gli antifascisti condannati a morte per i loro ideali, che nelle loro ultime lettere ancora ci dicono: "Non piangete, ricordateci".».

I valori del 25 aprile non sono vecchi o superati. Per Lorenzini «la lotta per un mondo di pace, giustizia e libertà è oggi quanto mai attuale». In un tempo lacerato dalle guerre, la Siria su tutte, dall'emergere di nuovi nazionalismi e protezionismi, con il pericolo terrorismo incombente su tutti noi « il 25 aprile rappresenta una luce di libertà e di speranza per costruire un mondo migliore».

Il sindaco ha poi ricordato le vittime innocenti degli attentati terroristici di Parigi, Londra, San Pietroburgo, Il Cairo, Berlino e gli oltre 29 mila migranti che dall'inizio dell'anno sono arrivati in Europa, sfidando la morte alla ricerca di una vita migliore:« in un mondo complesso, opaco, dove niente è come appare, la bandiera della libertà, della giustizia e della democrazia deve vederci tutti uniti per dire no a ogni forma di paura e di violenza. Come fecero i nostri nonni in quel lontano 1945, anche noi oggi dobbiamo essere capaci di “resistere” per consegnare alle nuove generazioni un mondo migliore e più giusto».

Infine, come da consuetudine il sindaco ha voluto ricordare alcuni martiri della libertà montemurlesi: Gino Gelli e Erasmo Meoni, arrestati all'indomani degli scioperi del 7 marzo 1944 a Prato e deportati nei campi di concentramento in Germania e il giovane Tamare Meucci, ucciso dai nazi-fascisti nei boschi, poco fuori Montemurlo, dov'era andato alla ricerca del suo bestiame.

 

 

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