PISTOIA

Lunedì, 18 Marzo 2019 17:49

Alimentare non consumato in cambio di riduzione della Tari

Proposta di Confesercenti alle imprese pistoiesi

PISTOIA - Uno degli obiettivi principali delle iniziative di Confesercenti sul territorio è quello di ridurre la pressione fiscale alle imprese. 

“S’impone un cambiamento radicale, perché i margini di utile delle imprese – almeno quelle che hanno resistito alla crisi - sono sempre più ridotti. Centinaia di attività, anche nel territorio pistoiese, hanno infatti chiuso la saracinesca. Molte sono alle prese con rateizzazioni di contributi Inps e imposte dirette e indirette all’Agenzia delle entrate, oltre alla crescente difficoltà di far fronte agli impegni finanziari assunti per l’accesso al credito”.

Lo scrive in una nota Confesercenti di Pistoia, che si sofferma poi sul tema delle imposte: “senza ridurre la pressione fiscale non c’è possibilità di crescita e di nuova occupazione. Il tema è centrale, di interesse nazionale e locale. Il versante delle imposte locali è molto significativo. La Tari sta diventando uno dei principali introiti per le finanze comunali. Tari e Cosap vedono Comuni limitrofi applicare tariffe differenziate che ledono il principio della concorrenza e la competitività di imprese analoghe vicine tra loro. Questa situazione – tanto assurda quanto incredibilmente vera - evidenzia differenze che sulla Tari arrivano, ad esempio per attività di bar, anche al 68 per cento”.

“E’ poi inaccettabile da parte di Alia ripartire il non riscosso a chi paga regolarmente: si recuperi il gettito mancante in altro modo. La stessa raccolta differenziata può contribuire al recupero del non riscosso e Confesercenti ritiene che questa non debba costare di più, anzi al contrario l’utente andrebbe premiato riducendo la tariffa.

Questo sistema non può andare avanti così. Bisogna cambiarlo – aggiunge Confesercenti - e non può avere ricadute negative sull’economia locale con aumenti a pioggia. Oggi l’attenzione ad ambiente, clima, sprechi alimentari sono temi molto importanti per il futuro del pianeta, delle imprese e dei cittadini”.

Confesercenti avanza quindi una domanda-proposta alle amministrazioni comunali del territorio: “se le imprese che dispongono di prodotti alimentari, anche giornalieri, non utilizzati, li mettessero in donazione, i Comuni sarebbero disposti ad applicare una riduzione della Tari? I titolari di ristoranti, negozi, bar, laboratori, operatori del settore alimentare, donando il non consumato giornaliero per il 'riuso' dimostrerebbero solidarietà e cultura ambientale che potrebbe crescere con l’incentivo della riduzione proporzionata della tassa sui rifiuti”.

Tema sul quale Confesercenti chiederà ai Comuni “un serio e costruttivo confronto sul forte peso fiscale che grava sulle attività economiche e su efficaci e innovative azioni di cambiamento del rapporto istituzione/imprese/consumatori”.

 

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