PISTOIA

Venerdì, 15 Marzo 2019 22:30

Morte Cristiana, si cerca la verità in tac e radiografia

La Procura affida a una specialista l'incarico di capire se la ragazza poteva essere salvata

PISTOIA - Dai primi accertamenti eseguiti in sede di autopsia, la causa di morte di Cristiana Capecchi è tromboembolia polmonare.

Ed è proprio sui due esami diagnostici, una angiotac e una radiografia, a cui Cristiana era stata sottoposta il 14 e il 18 febbraio al pronto soccorso (la ragazza è morta sette giorni dopo, domenica 24 febbraio, per una crisi respiratoria sul divano di casa sua) che il pubblico ministero Giuseppe Grieco vuole far luce.

Per questo motivo la Procura ha affidato a uno specialista, il primario di radiologia dell’ospedale di La Spezia, professor Teseo Stefanini, l’incarico di esaminare i supporti magnetici dei riscontri diagnostici fatti. 

Il conferimento è avvenuto stamani alla presenza dei legali degli indagati e dell’avvocato della famiglia Capecchi, Pamela Bonaiuti.

Al perito il compito di accertare un nesso causale tra la condotta professionale dei medici (quattro professionisti indagati per omicidio colposo: i tre medici che hanno firmato le dimissioni della ragazza dal pronto soccorso e un radiologo che ha effettuato l’angiotac) e la morte della 28enne: una diagnosi errata ed eventuali esami non prescritti; o una diagnosi giusta ma ignorata nel predisporre tale terapia.

La Procura valuterà poi eventuali colpe nell’ambito del rispetto dei protocolli previsti nella fase della medicina d’urgenza. (i.l)

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