PISTOIA

Giovedì, 07 Marzo 2019 15:21

Giampaolo Pagliai: sulla ex-Nissan non ci sto

La zona dell'area ex-Nissan. Sotto Giampaolo Pagliai all'incontro di stamani La zona dell'area ex-Nissan. Sotto Giampaolo Pagliai all'incontro di stamani

L'esponente di Forza Italia spiega il suo voto contro la maggioranza

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Il “gran rifiuto” di Giampaolo Pagliai. In consiglio comunale con Forza Italia dopo un lungo percorso politico nel Partito Socialista, ha detto no alla scelta della sua maggioranza sull'Area ex-Nissan, varata nell'ultimo consiglio di lunedì. Pagliai ripesca nella sua memoria dettagli e ricostruisce scelte urbanistiche lungamente contrastate, anche quando alla guida della città c'erano altre maggioranze.

Non può bastare – per Pagliai – la esigenza sacrosanta di eliminare “la bruttura di questa officina abbandonata da anni”, perché questo “può e deve essere fatto rispettando le regole che il Comune si è dato negli anni e soprattutto le caratteristiche di quel pezzo di città che, da quasi un secolo, è chiamata Pistoia Nuova”.

Pagliai spiega ai giornalisti che ha convocato il lungo iter dell'area, che ha una storia complessa, fin da quando ospitava una trafileria per la pasta (proprietà Landucci-Lotti). Radici lontane insomma. Nel 1964 nasce lì la concessionaria Fiat Lotti, poi trasferita in viale Adua (1982). A questo punto arriva la Nissan e negli anni la storia urbanistica della zona si complica, con l'acquisto di quella che Pagliai definisce “la tristemente nota Edilcom” (e siamo nel 2006) che presenta allora (firmato dall'architetto Roberto Brunetti) un progetto molto simile a quello di oggi, “con un fabbricato che stranamente veniva indicato in tre piani, ma dai disegni risultava essere di quattro”.

Negli anni qualche intervento viene concesso, sempre attraverso varianti alle norme urbanistiche. Poi arrivano le sanatorie. Dopo il dissesto di Edilcom la zona passa ancora di proprietà. Ed è già storia di oggi, rimasta però per anni sospesa in aria.

Con la giunta Tomasi arriva il colpo di acceleratore: ma per Pagliai la scelta non può, oggi come allora, essere accolta: “tre sono i motivi chi impongono un no a questo progetto – dice – e sono l'altezza del fabbricato, l'arretramento di 15 metri dell'edificio rispetto all'asse stradale, gli 11 incredibili posti macchina a pettine in quella via Ciampi, attualmente carica di tutto il traffico che scende da viale Petrocchi a Porta Lucchese”.

Il “palazzone” che è in progetto in qualche modo “tradirà” insomma quello che è (o era) lo spirito di questa zona: fatta di edifici e cortili, “di giardini e orti tal quali alla struttura del nostro centro storico”.

Pagliai ricorda altre operazioni del genere, che si sono ripetute fra via Petrocchi e viale Adua, come “il palazzo Arlecchino, Conad, i Palazzi Rossi, il palazzone di via Mazzini”. Consistenti insediamenti residenziali che Pagliai dice di non aver mai digerito e contro i quali di essersi anzi sempre battuto. Ora l'Area ex-Nissan corre il rischio di essere l'ultimo tradimento urbanistico, che per risolvere un problema ne crea altri.

Per questo Pagliai, che è in maggioranza, dice no alla decisione varata dal “suo” Consiglio. E sottolinea un'altra contraddizione, fra l'altro già stigmatizzata da tutti i gruppi di minoranza: domani è previsto un incontro convocato dai cittadini della zona. Nel frattempo però la decisione è già stata presa. “Il modo in cui è stata gestita la cosa con il Comitato dei cittadini, con la decisione prima dell'incontro, mi lascia allibito. Si poteva rinviare il Consiglio e sentire i cittadini, almeno per rispetto”.

“Non fo guerre alla maggioranza – conclude Giampaolo Pagliai – fo quello che ho sempre fatto, quando negli anni ho sempre votato contro a questi regolamenti che producono questi troiai”. Parole dure. La ex-Nissan è una ferita da sanare. Ma non si può correre il rischio che il rimedio sia... peggiore del male.

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.