PISTOIA

Mercoledì, 06 Marzo 2019 17:33

Da Prato e Pistoia organizzava le spedizioni di eroina dal Pakistan

Il trafficante viene portato al carcere di Santa Caterina in Brana Il trafficante viene portato al carcere di Santa Caterina in Brana foto Carlo Quartieri

Il 54enne arrestato dalla finanza provvedeva anche all'acquisto dei biglietti per i corrieri

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Lavorava in proprio M.H, anche se alcuni contatti erano in comune con il gruppo criminale di pachistani, di stanza a Reggio Emilia e a Bologna, che importava eroina attraverso corrieri 'ovulatori'.

E il trafficante aveva cercato di far arrivare in Italia, in pochi mesi, oltre 1 chilo di eroina.

Con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti è finito in manette un 54enne pachistano residente a Prato ma di fatto domiciliato a Pistoia. Da stamani si trova al carcere pistoiese di Santa Caterina in Brana. Per competenza territoriale verrà processato dal tribunale di Prato. 

L’uomo è stato arrestato nella notte dalla Sezione Mobile della guardia di finanza di Pistoia in un appartamento nei pressi della Galleria Nazionale.

Si chiama 'Loto Bis' l'indagine che ha avuto inizio nel 2017, portata avanti dalla Guardia di Finanza di Bologna e dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico).

Coordinata dai pm Stefano Orsi e Michele Martorelli della Dda, ha portato all’arresto in carcere di 22 persone e a 9 obblighi di dimora (tutti cittadini pachistani) disposti dal gip del Tribunale di Bologna, Domenico Panza.

Il pachistano 54enne è stato intercettato nell’ambito dell’operazione che ha smascherato un'organizzazione criminale, con a capo tre fratelli pachistani residenti a Reggio Emilia, e che faceva arrivare in Italia dal Pakistan, tramite Grecia e Spagna, ingenti quantitativi di eroina, attraverso corrieri che ingerivano gli ovuli, poi espulsi una volta arrivati a destinazione.

E il trafficante pratese è finito nella rete degli investigatori proprio per i contatti in comune con il gruppo criminale emiliano.

L'uomo in tutta autonomia, organizzava, reclutava corrieri, provvedeva all'acquisto dei biglietti per il viaggio, facendoli arrivare in Italia dal Pakistan con l’eroina nell’intestino.

In tre occasioni - a giugno, luglio e a settembre 2017 - i suoi ovulatori erano stati intercettati e arrestati dalle fiamme gialle. 

La prima, a giugno 2017: il trafficante aveva acquistato la droga in Pakistan e pagato il viaggio all'ovulatore dall’Italia al Pakistan e ritorno. Il corriere era stato arrestato all’aeroporto di Napoli e trovato con una quantità di ovuli nell’intestino pari 328 grammi di eroina.

La seconda, a luglio 2017: solito acquisto, solita spedizione, corriere differente. L’ovulatore, arrivato in Italia con un volo dalla Spagna, era stato arrestato all’aeroporto di Firenze e trovato con 295 grammi di eroina nell’intestino.

Infine la terza, a settembre 2017: il trafficante era riuscito a far arrivare dal Pakistan, all’aeroporto di Pisa, sempre servendosi di un ovulatore, ben 607,9 grammi di eroina. Una spedizione, l’ultima, bloccata sempre dalla guardia di finanza all’arrivo in Italia.

Per eseguire le 22 ordinanze di custodia cautelare, le fiamme gialle di Bologna e dello Scico si sono avvalse anche del supporto dei comandi territoriali e della sezione aerea di manovra di Grottaglie (Taranto).

Le misure sono state eseguite nelle province di Bologna, Reggio Emilia, Ravenna, Pistoia, Arezzo, Brescia, Roma, Monza e Milano.

Oltre ai destinatari dell'ordinanza, sono stati arrestati nel corso dell'operazione anche 17 corrieri presi in flagranza e droga è stata sequestrata negli scali di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Firenze Peretola, Pisa Galileo-Galilei, Napoli Capodichino e Vienna, ingenti quantitativi di eroina destinati principalmente alla piazza emiliana.

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