PISTOIA

Mercoledì, 06 Marzo 2019 15:38

Il prof. Vasco Gaiffi nel ricordo dei suoi studenti

La festa per i 90 anni dell'insegnante La festa per i 90 anni dell'insegnante

I funerali domani alle 15 nella chiesa di San Francesco

PISTOIA – Profondo dolore ha suscitato in città la morte del prof. Vasco Gaiffi i cui funerali si svolgeranno domani, giovedì 7 marzo, alle 15 nella chiesa di San Francesco.

Molti si sono affidati a Facebook per ricordarlo, soprattutto ex studentesse ed ex studenti che ebbero la fortuna di averlo come docente. E proprio dai loro ricordi emerge una figura amatissima.

Silvia Barontini, insegnante, lo ricorda così: “La mia formazione è stata segnata dalle sue parole e dal suo esempio. Il mio lavoro, oggi, cerca ancora di avvicinarsi a quella comprensione dei ragazzi e della vita che mi ha trasmesso durante gli anni del liceo. Ne serbo un ricordo meraviglioso”.

Per Maria Chiti, il prof. Gaiffi è stato una delle persone più autorevoli della città. “Oltre a tutto il resto per chi, come me, ha avuto la fortuna e il privilegio di averlo per maestro, più che come professore, negli anni belli del liceo”.

Molto bello il ricordo di Riccardo Panerai: “Piuttosto che di ex-allievi, credo che ci possiamo tuttora definire “allievi” del prof. Gaiffi, perché ogni volta che il ricordo torna alle sue lezioni, alle conversazioni avute con lui, si avverte che il suo insegnamento è ancora efficace. Negli anni trascorsi insieme al Forteguerri - anni che, per ciascuno di noi, sono coincisi con il passaggio da una età protetta e guidata dai genitori ad una progressiva apertura verso scelte sempre più autonome - il professore è stato guida e maestro: amava la nostra libertà e curava di fornirci gli strumenti, non solo linguistici, per essere più responsabili. La sua vita è stata esemplare: tutti gli siamo grati per la sua capacità di illuminare il percorso che proponeva, di renderlo accessibile e attraente, con il proprio lavoro accurato, chiaro ed elegante”.

Molto simpatico, un ricordo di Alessio Bartolomei: “Vasco Gaiffi è stato un uomo e professore di altri tempi, maestro di italiano di latino e di vita, severo ed inflessibile, ma con il sorriso sulle labbra. Con il suo atteggiamento educatissimo ed un po' paternalista si sapeva guadagnare la stima ed il rispetto anche dei più discoli ed indisciplinati. La sua vita è stato il più fulgido esempio di quella 'pietas' e di quella 'humanitas' che ci insegnava da dietro la cattedra. Non potrò mai scordare quando, dopo aver letto il motivo da me addotto per la giustificazione dell' assenza del giorno precedente: 'assente per influenza astrale negativa', mi guardò con gli occhi severi ma dolci dicendomi: 'Che cosa significherebbe, signor Bartolomei?' E dopo la mia breve e provocatoriamente 'guitta' spiegazione: 'Professore, avevo letto l'oroscopo e tutti i pianeti erano ieri a me avversi, non potevo permettermi di essere interrogato con quel quadro astrale. ' Mi disse: 'Ah, lei adesso crede anche agli oroscopi?' ed io replicai senza alcuna esitazione: 'Se ci credeva Platone, non pensa che ci possa credere anch'io?' Mi sarei aspettato una reazione stizzita, una nota negativa sul registro, un rimprovero per la sfrontatezza e la provocazione ed, invece, mi guardò come un babbo comprensivo ed indulgente guarda il proprio figlio quando combina le peggiori marachelle, e mi disse: 'Senta, le va bene se cancelliamo 'astrale negativa' e lasciamo solo 'influenza'? Non potei che annuire, apprezzando, una volta ancora, la fulgida intelligenza e la incredibile capacità umana di entrare sempre in sintonia con tutti, anche con chi con lui non aveva alcuna intenzione di farlo. Che la terra ti sia lieve, Vasco, con te se ne va un grande Maestro al quale devo buona parte di quello che sono diventato”.

Anche per Cristiano Mazzei, il prof. Gaiffi non è stato semplicemente un professore di liceo, "ma un autentico maestro, nel senso più nobile del termine. Attraverso l'amore per la bellezza delle Lettere, mi ha insegnato ad amare il mondo e anche a volermi più bene e a credere in me stesso. Una delle poche persone che, nel periodo non facile dell'adolescenza, mi è stata davvero vicina. Cristiano oggi non sarebbe stato lo stesso senza di lui, senza i suoi consigli o i suoi bonari rimproveri, senza quel "lei" che come i professori di altri tempi, rivolgeva a noi ragazzini. Un "lei" che però racchiudeva un rispetto e calore immensi. Grazie di tutto professore, la porterò per sempre nel mio cuore, nei miei passi, nella mia anima”.

 

 

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