PISTOIA

Lunedì, 04 Marzo 2019 17:59

Luca, il grande dolore del "popolo" del Cofax

Tantissime persone ai funerali del bancario 53enne morto a Careggi

di Gina Nesti

PISTOIA – Sulla bara, insieme ad una composizione di rose rosse e fiori bianchi (i colori del Pistoia Basket), la maglia della Fiorentina, la foto insieme alla nipotina mentre raccoglie le olive, un asso di cuori, ricordo delle partite a carte del giovedì con gli amici. Una parte del mondo di Luca Cappellini, da sempre Cacio per gli amici e i colleghi, racchiuso nei pochi centimetri della sua ultima dimora.

I funerali di Luca, nella chiesa della Misericordia in via del Can Bianco, hanno fatto tornare indietro di alcuni decenni, ai tempi del Cofax, la “fossa” del tifo biancorosso, il luogo dove basket e musica si intrecciavano quasi naturalmente.

Tantissime persone per l'ultimo saluto a “Cacio”, morto a 53 anni dopo aver subito un delicato intervento chirurgico al cuore all'ospedale di Careggi.

Tutti con gli occhi lucidi e con lo sconcerto stampato sul viso per quella inaspettata e improvvisa scomparsa di un collega, un amico, un fratello che fino a qualche giorno fa era lì con loro, insieme a loro a condividere la vita quotidiana.

Luca lavorava in ChiantiBanca, nella filiale di Prato, prima del passaggio all'istituto di credito di San Casciano, aveva lavorato per tantissimi anni nella filiale di via Guerrazzi della Banca di Pistoia.

Alla cerimonia funebre la banca era presente ai massimi livelli: il presidente, il direttore generale.

La chiesa era piena: colleghi di ieri e di oggi, gli amici storici del bar Cofax e i tantissimi amici che lo conoscevano e lo amavano, perché, dicono tutti, era impossibile con amare “Cacio”, il gigante buono.

“Guardiamo al di là di questa vita perché dopo ce n'è è un’altra che ci aspetta – ha detto don Innocenzio nell'omelia - siamo tutti in attesa, siamo tutti in pellegrinaggio, la nostra vita è un viaggio verso Dio, senza la fede non si può accettare la volontà di Dio che a volte ci mette in crisi. La sua a volte è una volontà amara che, senza la fede, non possiamo capire né accettare la morte dei nostri cari che il Signore chiama a sé come oggi ha chiamato Luca”.

Sono proprio  gli amici storici del Cofax a portare la bara fuori dalla chiesa per poi accompagnarlo nell’ultimo viaggio verso il cimitero in attesa di essere cremato.

“Un collega perfetto - ha detto il presidente della banca, Cristiano Iacopozzi -. Non ci sono parole, solo un grande dispiacere per questa perdita”.

“Luca è stato un grande amico del bar - ricorda Stefano -. Si commentava qualsiasi cosa: dallo sport a qualsiasi altro avvenimento, alle cose della vita comune. Era veramente l’amico di tutti. E' stata una grande perdita”.

“Prima della fusione della Banca di Pistoia con ChiantiBanca, ho lavorato due anni gomito a gomito con Luca ha - racconta Giacomo Barontini, collega e amico -. Dal punto di vista lavorativo era molto in gamba e come amico era eccezionale. Una persona generosa e sensibile con tutti, un ragazzo che si preoccupava degli altri. Luca era una persona per bene come non se ne trovano tante. Teneva molto alla famiglia, al fratello, alla nipotina e alle amicizie. Per tutti noi è una grande perdita”.

“Ho lavorato tanti anni con Luca, oltre che collega era un grande amico  – ricorda Enrico Mondani - L’ho visto proprio mercoledì, prima che si sentisse male. Nel tardo pomeriggio di mercoledì sono andato a casa sua  a trovarlo, era sul divano e stava bene, abbiamo un po' 'cazzeggiato' come sempre, poi l'ho salutato come si fa normalmente, non aveva dato nessun segnale, nessun malessere. Poi ho saputo che dopo un'ora Luca ha telefonato al fratello Lorenzo  per dirgli che non stava bene. Da lì è iniziata la trafila al pronto soccorso poi il trasferimento a Firenze dove giovedì è stato operato. E venerdì ci ha lascito. Un grande perdita, un grande dolore”.

Anche Giacomo Carobbi lo ricorda come il ritratto della calma: “Era grande e grosso, ma era buono e riusciva a diffondere tranquillità a tutti, soprattutto a noi della generazione più giovane”.

"Era una persona rispettata da tutti, non ha mai litigato con nessuno – ricorda Mucci, un vecchio amico ai tempi del Cofax -, aveva sempre con il sorriso sulle labbra era una persona davvero speciale”.

"Era il gigante buono, bravo con tutti - dice Alessandro Taddei un altro amico del Cofax - . Mai un diverbio, una parola storta, e con i bambini era bravissimo. Ci siamo incontrati di recente al bar Crudelia, ci siamo abbracciati e salutati con la promessa di andare una sera a cena. Purtroppo questa cena non si farà più".

Alessandro Sabella, ricordando Luca, ha sottolineato come tutte le persone presenti al funerale facessero parte, insieme a Luca, del gruppo storico di Cofax”. 

"Il Cofax è uno dei gruppi storici degli anni ottanta - ha ricordato Sabella – rappresenta tutta la nostra giovinezza: ci siamo fidanzati, sposati, avuto figli, trascorso vacanze insieme. L'ultima volta che ho visto  Luca, era sulla Sala, l’altro sabato, a prendere il caffè insieme a Claudio. Questo è un legame di amicizia di una storia che viene da lontano”.

Claudio faceva coppia fissa con Luca, ma non è riuscito ad esternare niente se non il dolore che traspariva dal suo sguardo.

 

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