PISTOIA

Sabato, 02 Marzo 2019 18:23

“L'amministrazione non ci coinvolge nelle scelte”

I cinque capogruppo della minoranza nel consiglio comunale pistoiese, durante l'incontro di stamani (da sinistra: Bonacchi, Cenerini, Tripi, Maglione, Nuti I cinque capogruppo della minoranza nel consiglio comunale pistoiese, durante l'incontro di stamani (da sinistra: Bonacchi, Cenerini, Tripi, Maglione, Nuti

Pistoia, tutte le opposizioni: progetti decisivi vanno avanti senza confronto

di Marzio Dolfi

PISTOIA - Si sentono figli di un Dio minore gli esponenti della minoranza in consiglio comunale a Pistoia. Non sono coinvolti, non sono messi in grado di lavorare sugli argomenti in ordine del giorno . E così temi decisivi per la città vanno avanti senza una discussione e un confronto d'idee: quasi “nascosti”, avanzano formalmente “alla chetichella”, come ha detto qualcuno nella sala dei gruppi consiliari, denunciando una situazione che non ci stanno ad accettare.

E non si tratta di piccole cose, ma di argomenti decisivi, determinanti per il futuro stesso della città. Pezzi della sua storia. Sono stati ricordati in primo luogo il destino dell'ex Ceppo e delle Ville Sbertoli, l'area ex Pallavicini, la ex Breda, la ex Nissan di via Ciampi, che finirà proprio lunedì in consiglio comunale. Molti targati “ex” e destinati a divenire decisivi per il futuro stesso della città. E che avrebbero bisogno di confronto, discussione, concorso di idee. Avrebbero bisogno insomma di essere messi sul piatto di chi su questo è chiamato ad occuparsi, in primo luogo i consiglieri comunali.

E' quello che, metodicamente, non succede secondo gli esponenti della minoranza.

Non è facile vedere tutti i capogruppo dell'opposizione insieme per sottolineare, con la stessa voce e la stessa determinazione, che qualcosa non va nelle “abitudini” dell'amministrazione. Lo hanno fatto stamani tutte le minoranze, puntando il dito sul metodo con cui la giunta-Tomasi gestisce i rapporti con il consiglio comunale. Attorno al tavolo c'erano Federica Bonacchi ('Pistoia Città di tutti'), Alessandro Cenerini ('Pistoia Sorride'), Nicola Maglione ('Movimento 5 Stelle'), Tina Nuti (''Pistoia spirito libero') e Walter Tripi ('Partito Democratico').

La falla più grossa secondo i cinque esponenti della minoranza sta nel settore dell'Urbanistica (ma non è il solo). “Siamo stati chiamati a deliberare su un tema delicato come l'adozione della pianificazione urbanistica di Pistoia, con 10 soli giorni per analizzarlo. Nel settore, altre a non lavorare come si dovrebbe, i documenti arrivano sempre in ritardo”.

“Siamo stati mesi e mesi – sottolinea Tripi - in cui non arrivava in commissione nessun provvedimento. E quando arrivano l'iter è sempre so stesso: da ultimo e per forza e con risposte mancanti”.

Sul piatto Tripi, Maglione, Nuti, Cenerini e Bonacchi mettono come esemplare il caso ex-Nissan, che considerano emblematico. In commissione prima di Natale, poi un lungo periodo senza consigli comunali. Una forte sollecitazione per ascoltare i cittadini della zona e sentire la loro voce. I cittadini avevano chiesto un incontro, ma la richiesta si è “persa per strada” dopo essere stata protocollata e non è arrivata che il 27 febbraio scorso ai capogruppo di minoranza. E solo dopo una loro sollecitazione. Morale: lunedì l'argomento è all'ordine del giorno in consiglio comunale e l'incontro con la gente è fissato.... quattro giorni dopo. Certo non è un esempio di proficua partecipazione.

“Ma è stato così anche per tutto il resto – sottolinea Tina Nuti – la stessa forzatura c'è stata sull'area Pallavicini, finita in consiglio e via. E poco cambia sul Ceppo: alle mie interpellanze ci sono state solo risposte generiche ed evasive”.

“Una mancanza che ferisce il consiglio comunale – aggiunge Cenerini – ma anche la città stessa”.

Tripi tira in ballo anche il progetto-Bottegone: “anche lì ci saranno modifiche rispetto al piano originale, ci saranno rinunce. Lo abbiamo saputo di sguincio”. “Si tratta insomma – rincara la dose Maglione – di un percorso partecipativo con vuoti colossali”.

“Certo niente in confronto con il clima che c'era nelle precedenti amministrazioni – aggiunge Tina Nuti, unica che del gruppo dei cinque ha avuto esperienze in consiglio comunale anche in passato -: c'era possibilità di discussione su tutto. E spesso ci sentiamo rispondere quando chiediamo la possibilità di approfondire 'questi non sono argomenti da portare in commissione'”.

“E' paradossale – aggiunge Cenerini – questa forte reticenza a parlare”. E cita la vendita (che definisce “anomala”) del ramo d'azienda del Copit che gestiva l'affitto di pullman con autista, che è arrivato in consiglio ma l'assessore Semplici ha più volte detto che “non si doveva trattare”.

Federica Bonacchi torna sulla “particolare inattività soprattutto dell'assessorato all'urbanistica, che è sotto gli occhi di tutti. Per la città siamo in un momento di forte cambiamento strutturale e la partecipazione dovrebbe essere l'unica chiave di lettura”. E' questo il minimo comune denominatore su cui tutti concordano: negare percorsi partecipativi – come dice Maglione – vuol dire “tenere il cittadino prima di tutto e le minoranze poi all'oscuro”. “Il cambiamento di rotta sull'ex Ceppo – riprende Tripi – lo abbiamo saputo dall'Asl”.

Certo i rapporti fra maggioranza e minoranza sono ai ferri corti. Per avere un ritratto significativo della situazione basta ricordare che – come dicono all'unisono tutti i capogruppo sui banchi dell'opposizione – nello stesso periodo in cui con la precedente giunta erano state convocate 50 commissioni consiliari, con la maggioranza-Tomasi ce ne sono state 33 (di cui almeno 8 “richieste” dall'opposizione). E non esiste una sola mozione di minoranza che sia stata accolta. L'amministrazione insomma sembra arroccata in fortino. Ma le opposizioni non ci stanno.

 

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1 commento

  • Link al commento bibi Domenica, 03 Marzo 2019 10:49 inviato da bibi

    L'opposizione è arte difficilissima. Ancor più quando si viene da una maggioranza di 71 anni che naturalmente può essere additata come la responsabile di ogni problema . Ritagliarsi uno spazio senza paura , richiede una attività "fantasiosa" , che non può arenarsi semplicemente nel contare il numero delle commissioni o neel non coinvolgimento nelle scelte . Chi vince comanda e chi perde controlla . Il rispetto delle regole è essenziale . Cominciamo sempre dal controllare che le regole siano soddisfatte . Si metta il naso nelle scelte urbanistiche e se queste sono nel rispetto del principio della "moglie di Cesare" . I circoli non servono solo per la "fettunta" o per il libro di Matteo ma sono mille occhi sul territorio . Ad esempio : cosa sta succedendo alle ex Martinelli ? Cartelli , recupero , nuovo incubatore etc. Ma chi fa tutto questo e con quali fondi ? Siamo sicuri che certe domande se le debbano sempre fare altri ?

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