PISTOIA

Giovedì, 28 Febbraio 2019 19:02

Morte Cristiana, la Procura sequestra la salma e apre una inchiesta

nella foto il direttore generale della Asl Toscana Centro nella foto il direttore generale della Asl Toscana Centro foto Carlo Quartieri

Il direttore generale della Asl Tc: "Siamo sconvolti, enorme disperazione dei medici coinvolti"

di Ilaria Lumini

PISTOIA - La Procura della Repubblica di Pistoia ha sequestrato la salma di Cristiana Capecchi e ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo

Cristiana Capecchi è morta all’età di 28 anni, domenica 24 febbraio, sul divano di casa, uccisa da una crisi respiratoria, davanti ai suoi genitori.

Per acquisire notizie utili alle indagini, stamani gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Pistoia hanno raccolto sommarie informazioni dai genitori e dal medico di famiglia. La Polizia ha poi sequestrato il cellulare della ragazza. In Questura il legale della famiglia Capecchi, Pamela Bonaiuti, ha chiesto che venga disposta l'autopsia sulla salma ai fini di appurare le cause del decesso e ha nominato come consulente tecnico di parte il dottor Giuliano Piliero. 

A Cristiana le era stata diagnosticata dai medici del pronto soccorso “uno stato infiammatorio acuto del polmone”: pleuropolmonite. La 28enne, in una settimana, si è recata al pronto soccorso tre volte: il 12 febbraio intorno alla mezzanotte; il 14 febbraio alle 16,30 (i medici del pronto soccorso le diagnosticano una pleuropolmonite); il 18 febbraio alle 8.30.

Il suo ultimo messaggio alle amiche risale a venerdì pomeriggio, 22 febbraio, alle 16.20, due giorni prima della morte: “Ho la polmonite – scrive -. Sono rinchiusa in casa da una settimana, sono stata tre volte al pronto soccorso e non mi hanno voluto ricoverare. Oggi sto un po’ meglio, ma mi ci vuole ancora un po’ di tempo mi sa. Almeno la febbre m’è passata e ho meno dolori. Settimana prossima vado anche da un pneumologo a farmi controllare”.

Quando i volontari dell’ambulanza e il medico del 118 sono intervenuti a casa di Cristiana, in codice rosso, la giovane era già in blocco respiratorio. Hanno iniziato le manovre di rianimazione e i tentativi di far ripartire il suo cuore sono continuati anche durante il trasporto verso l’ospedale. E proseguiti al pronto soccorso. Invano.

“I genitori di Cristiana sono sconvolti dal dolore e non rilasciano alcuna dichiarazione. Attendo che la Procura disponga l'autopsia” fa sapere l’avvocato Bonaiuti del Foro di Prato.

Oggi era previsto il riscontro diagnostico, richiesto dalla Asl Toscana Centro, per chiarire le cause della morte. Una autopsia bloccata dalla magistratura.

Il direttore generale Paolo Morello Marchese – nel corso della conferenza stampa tenuta oggi all’ospedale San Jacopo - ha espresso massima vicinanza alla famiglia “per questa disgrazia che ha colpito il nucleo familiare con la morte della giovane di 28 anni. Faremo il massimo per avere massima chiarezza sui comportamenti sanitari e quanto è avvenuto. Ci siamo immediatamente mossi già da martedì con l’attivazione prevista dalla Regione Toscana del nucleo del rischio clinico che analizza nel dettaglio tutti i momenti che si sono susseguiti dal punto di vista documentale. Era stata ritenuta necessaria una autopsia che però non è stata realizzata”.

“Siamo sconvolti – continua Marchese - i medici sono sconvolti. Sono coinvolti storici professionisti da sempre storicamente attenti nel procedere. Enorme dispiacere e disperazione quando capita un caso che porta addirittura la morte. Abbiamo attivato un supporto psicologico”.

Il responsabile del rischio clinico aziendale, dottor Francesco Venneri, ha sottolineato che il decesso è stato segnalato tempestivamente alla direzione sanitaria, con una preliminare analisi della documentazione e dell’iter diagnostico terapeutico.

“La mia speranza era che si potesse approfondire con il riscontro diagnostico cosa che non è consentita, quindi non possiamo dire la reale causa di morte della giovane. L’esame dei percorsi diagnostici terapeutici intrapreso dai professionisti del pronto soccorso risultano rispondenti alle attuali linee guida nazionali”.

 

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