PISTOIA

Giovedì, 28 Febbraio 2019 11:27

Il Pd verso le primarie, perché votare Roberto Giachetti

Roberto Giachetti e Lisa Innocenti Roberto Giachetti e Lisa Innocenti

Intervista a Lisa Innocenti sostenitrice della lista

di Lorenzo Cristofani

PISTOIA – Domenica 3 marzo gli elettori del Pd avranno la possibilità di decidere chi dovrà guidare il Partito democratico a livello nazionale. Tre i candidati: Roberto Giachetti, renziano della prima ora e ancora fedelissimo dell'ex premier, Maurizio Martina, ex vice segretario nazionale con Matteo Renzi e ministro dell'agricoltura nel governo Renzi, Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, che rappresenta l'anima un po' più a sinistra del Pd.

Abbiamo intervistato tre esponenti pistoiesi – uno per ogni lista – sui temi al centro del dibattito, interviste che vi proponiamo a partire da oggi iniziando da Lisa Innocenti, sostenitrice della coppia Giachetti-Ascani.

Era passato il messaggio che le primarie del 3 marzo fossero la conta tra Zingaretti, il centrosinistra “non compromesso”, e Martina, cioè i protagonisti della disfatta – elettoralmente parlando – governativa. Che c’azzecca Giachetti?

Giachetti è la candidatura più riformista, dato che la sua mozione è l’unica che rivendica con forza e orgoglio le riforme iniziate con i Governi della scorsa legislatura, soprattutto quello Renzi. Se Giachetti non si fosse candidato, moltissimi elettori ed elettrici di centrosinistra non avrebbero manifestato alcun interesse per questo congresso del Partito Democratico.

Rimane però l’impressione di una candidatura di testimonianza, considerando anche che si tratta di un mestierante della politica, non esattamente il cambiamento fatto persona…

Credo che domenica 3 marzo la partita sia tutta aperta e vorrei definire Roberto Giachetti un “politico di razza”, non certo un mestierante della politica: ciò che lo caratterizza sono le battaglie per gli ideali in cui ha creduto e crede, non i “caminetti” tra capibastone di turno. 

Rimanendo nella galassia renziana si nota una certa allergia all’autocritica. Possibile che dal 2016 sia stata solo colpa degli elettori, delle correnti interne, di Travaglio e delle fake news?

Secondo me, una delle cause principali della sconfitta, unita a quelle sopracitate, è stata soprattutto il vento contrario che ha iniziato a soffiare in Europa con la Brexit e poi con l’elezione di Trump a Presidente Usa... La scomparsa dei socialisti in Francia, il crollo dei consensi dei socialdemocratici in Germania e Olanda.... 

Quale invece il risultato migliore, o comunque l’azione politica concretamente più riuscita, che può rivendicare il governo Renzi?

L’introduzione del contratto di lavoro a tutele crescenti è stata sicuramente la riforma più importante del Governo Renzi che doveva fronteggiare la piaga della disoccupazione, la quale affondava radici nei malgoverni degli ultimi venti anni. Il Jobs act è talmente innovativo da essere stato introdotto anche in Francia. Poteva essere ancora più incisiva, l'azione politica, al riguardo del cuneo fiscale.

Qual può essere il reale contributo del lanciatissimo Calenda alla causa Pd?

Tutte le energie politiche che riescono ad aggregare consenso e a sottrarlo a Lega e M5S sono apprezzatissime.

Quali i temi forti, a livello nazionale, per recuperare credibilità ed elettori?

Lavoro, lavoro e lavoro, contro la visione meramente assistenzialistica del reddito di cittadinanza. E più legalità.

Come mai in molti è sedimentata la convinzione che il Pd rappresenti solo le “elites”, “i Parioli” o comunque chi ha il posto fisso e un discreto benessere?

Perché la macchina del fango in perenne campagna elettorale di Lega e M5S ha lavorato ininterrottamente per far emergere tale visione, assolutamente distorta della realtà. Inoltre la misura del Reddito di inclusione, già deliberata ad Ottobre 2016 doveva partire subito, non un anno e mezzo dopo.

 

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