PISTOIA

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 11:11

Montalbano assediato dai pesticidi, servono regole severe

Uno scorcio del Montalbano Uno scorcio del Montalbano

La proposta ai 10 sindaci del “Bio-Distretto del Montalbano”

PISTOIA - Limitare l'uso dei fitofarmaci e renderne più restrittivo l'uso. Definire inoltre i preparati si sintesi ritenuti più nocivi alla salute da bandire nei regolamenti di polizia rurale dei comuni. E' quello che il “Bio-Distretto del Montalbano” chiede ai 10 comuni del Montalbano diffusi sulle tre province di Pistoia, Prato e Firenze:  Carmignano, Quarrata, Poggio a Caiano, Monsummano, Serravalle Pistoiese, Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Larciano, Lamporecchio e Vinci.

La richiesta insomma è quella di regolamenti più restrittivi che puntino alla tutela dell'ambiente ed alla salute della popolazione. Il Bio-Distretto del Montalbano ha messo a disposizione di Sindaci – i primi responsabili della salute della popolazione – una proposta da inserire nei regolamenti comunali di polizia rurale.

“La proposta - scrive in una nota il Bio-Distretto - è un contributo fattivo alla tutela del nostro territorio e alla salvaguardia della salute della popolazione. Esso è perfettamente in linea con le intenzioni e i propositi del 'Manifesto per il futuro del Montalbano', già approvato dai Consigli Comunali dei Comuni del Patto del Montalbano, che tra gli obiettivi e le azioni prioritarie chiede di attivare procedure per limitare l'uso dei fitofarmaci e di intraprendere azioni che definiscano delle distanze minime da insediamenti, strade, scuole, corpi idrici… Inoltre il Manifesto sollecita di bandire nei regolamenti di polizia rurale i preparati di sintesi ritenuti più nocivi alla salute”.

La nota richiama l’art. 32 della Costituzione Italiana, dove sancisce che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”. Invece il territorio del Montalbano è “pesantemente oppresso dall'uso dei pesticidi, risultando già nel 2016 nei dossier dell’Arpat, dell’Ispra e dell’OMS come una delle aree più inquinate del mondo, a causa dell’intensa attività florovivaistica, viticola ed olivicola, che riversano nell’aria, nel terreno e nelle falde acquifere, più residui di quanto gli obiettivi UE indichino come tollerabili in termini di rischio per la salute”.

Una situazione dunque assai preoccupante. “Chiediamo ai Sindaci di procedere rapidamente - sottolinea ancora il Bio-Distretto - all’integrazione della nostra proposta nei loro regolamenti”.

 

La proposta, con regole stringenti per ogni prodotto fitosanitario

La proposta del regolamento del Bio-Distretto disciplina in 21 paragrafi l’utilizzo dei prodotti fitosanitari nelle aree agricole ed extra agricole e prevede tra l’altro il divieto per l’utilizzo di qualunque prodotto fitosanitario, non ammesso per l’agricoltura biologica, a distanze inferiori di 50 metri da strade pubbliche e piste ciclabili, parchi gioco per bambini, giardini pubblici, ospedali, centri per anziani, centri sportivi, edifici scolastici, strutture sanitarie, cimiteri, borghi abitati ed abitazioni in genere...

Verranno tutelate anche le coltivazioni amatoriali e le aziende biologiche: è fatto obbligo agli operatori confinanti di utilizzare sui confini delle fasce tampone larghe almeno dieci metri, non coltivando nulla o utilizzando esclusivamente fertilizzanti e prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica. La fascia tampone dovrà assolutamente garantire che nessun trattamento chimico contamini le produzioni confinanti.

Sarà vietata l’irrorazione di prodotti fitosanitari tossici o nocivi per gli organismi acquatici e comunque con effetti negativi per l’ambiente acquatico nella fascia di almeno 200 metri di distanza da corsi d’acqua, sorgenti, fiumi, pozzi, canali e altri corpi idrici.

Vicino ai punti di prelievo di acque destinate al consumo umano eventuali trattamenti convenzionali non ammessi in agricoltura biologica manterranno un’area di rispetto di 200 metri dal punto di captazione dell’acqua.

“La presente proposta è stata elaborata da cittadini del Montalbano (agricoltori e non) con l’aiuto di agronomi, geologi, biologi, politici ed amministratori”. Occorre ora che il Sindaco diano risposte concrete. (m.d.)

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