PISTOIA

Martedì, 26 Febbraio 2019 22:10

Cristiana, le sue paure e la sua rabbia raccontate alle amiche

Inchiesta interna dell'Asl sulla morte della ragazza di 28 anni

di Ilaria Lumini

PISTOIA - Il cuore di Cristiana si è fermato alle 20 di domenica sera, ma la sua fine è cominciata dieci giorni prima, quando ha iniziato a sentire un dolore al petto. E quella fatica a respirare.

Il suo ultimo messaggio alle amiche risale a venerdì pomeriggio, alle 16.20: “Ho la polmonite – scrive -. Sono rinchiusa in casa da una settimana, sono stata tre volte al pronto soccorso e non mi hanno voluto ricoverare. Oggi sto un po’ meglio, ma mi ci vuole ancora un po’ di tempo mi sa. Almeno la febbre m’è passata e ho meno dolori. Settimana prossima vado anche da un pneumologo a farmi controllare”.

La visita, Cristiana, l'aveva fissata per giovedì 28 febbraio. 

Cristiana Capecchi, è morta all’età di 28 anni due giorni dopo quel messaggio. Sul divano di casa, uccisa da una crisi respiratoria, davanti ai suoi genitori. Che immediatamente hanno chiamato il 118, ma ogni tentativo di rianimazione è stato inutile. Cristiana era la più grande di due sorelle. Si era laureata alla facoltà di lingue, e da poco lavorava come interprete in una azienda vivaistica.

“Era felice di aver trovato un lavoro che magari le permettesse di andare a vivere da sola – racconta la sua amica con le lacrime agli occhi – Aveva dei progetti, Cristiana. Era felice, ‘Mi comprerò una macchina' mi diceva, ‘Magari se poi questo lavoro continua, riesco a trovare una casa a Pistoia'”.

I sogni, le speranze di una ragazza che avrebbe dovuto avere davanti una vita intera.

Cristiana viveva con i genitori in una paesino in collina. Un po’ lontano dalla città. Le sue amiche ricordano l’ultima volta che hanno vista la loro amica.

“Era venerdì 9 febbraio. Stava bene. Ha lavorato fino al 14 di febbraio”.

Cristiana, raccontano ancora, è andata tre volte al pronto soccorso nel giro di pochi giorni: “La prima volta le hanno diagnosticato una polmonite e le hanno dato dei farmaci. La seconda volta è tornata perché non stava bene, diceva che la cura non le faceva effetto. La terza volta era arrabbiata perché non la ricoveravano”.

Le amiche ricordano che a Cristiana faceva male il petto e provava dolore a respirare: “Domenica sera si è sentita male a casa, ha avuto un blocco respiratorio, le mancava l’aria. Il 118 è stato chiamato dai genitori...”.

Una volta arrivati a casa della ragazza, i volontari dell’ambulanza e il medico del 118 hanno iniziato le manovre di rianimazione. I tentativi di far ripartire il suo cuore sono continuati anche durante il trasporto verso l’ospedale. E proseguiti al pronto soccorso. Invano.

Per chiarire le cause della morte ed eventuali responsabilità, il direttore del dipartimento di emergenza urgenza della Asl Toscana Centro ha convocato nel pomeriggio di oggi, martedì 26 febbraio, un 'audit clinico' interno con il responsabile del Dea di Pistoia e con gli operatori medici che hanno gestito il caso.

Disponendo per giovedì l’autopsia sanitaria sul corpo della giovane. La direzione sanitaria dell’ospedale inoltre ha segnalato il decesso al rischio clinico aziendale che ha iniziato, secondo le procedure nazionali, i percorsi di analisi del caso.

Ma non è escluso che su questa vicenda possa intervenire anche la Procura della repubblica, aprendo una inchiesta.

 

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2 commenti

  • Link al commento Anna 50 Mercoledì, 27 Febbraio 2019 15:59 inviato da Anna 50

    Invece di pensare a sostituire i colori con i numeri, farebbero meglio a controllare chi assumono, incapaci che non sono altro!

    Rapporto
  • Link al commento Manuel Mercoledì, 27 Febbraio 2019 01:35 inviato da Manuel

    Un applauso a chi si è interessata veramente di Cristiana,a chi prima di scrivere giusto 2 righe per far notizia ha domandato, chiesto ed ascoltato le persone che meglio la conoscevano ed erano a conoscenza dei fatti, per far sì che questa cosa non passi in secondo piano e che la gente sappia come realmente siano andate le cose e chi era Cristiana. Ilaria Credo di parlare a nome di tutti ringraziandoti per aver dato voce alle nostre parole.

    Rapporto

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