PISTOIA

Lunedì, 25 Febbraio 2019 15:59

Tomasi, ecco il perché della revisione del progetto dell'ex Ceppo

La presentazione del nuovo accordo sull'Area ex-Ceppo. Nella foto: Daniele Mannelli, Anna Maria Celesti, Alessandro Tomasi, Alessandro Capecchi La presentazione del nuovo accordo sull'Area ex-Ceppo. Nella foto: Daniele Mannelli, Anna Maria Celesti, Alessandro Tomasi, Alessandro Capecchi foto Carlo Quartieri

L'accordo tra fra Comune, Asl e Regione. In estate nuovi abbattimenti

di Marzio Dolfi

PISTOIA - “L'obbiettivo è liberare l'area da questo mostro e renderla a servizio della città”, dice così il sindaco Alessandro Tomasi, indicando sulla carta l'ex padiglione delle nuove degenze dell'area-Ceppo.

Si presenta il nuovo accordo appena firmato con Regione e Asl che segnerà il destino di questo pezzo di città: ci sono stati cambiamenti di rotta sostanziali rispetto al piano-Bertinelli. E il sindaco spiega perché: “non era realizzabile dal punto di vista economico, né il comune poteva assumersi l'onere delle opere di urbanizzazione: si sarebbe trattato di 15 milioni di euro e, anche togliendo il finanziamento Piu, sarebbero rimasti circa 9 milioni di euro. Se pensiamo che fra il 2012 e il 2017, in cinque anni insomma, il comune ha speso per tutti i suoi investimenti circa 16 milioni di euro, si capisce – aggiunge il Sindaco – che avremmo dovuto investire tutto lì. E questo non è sostenibile. Se poi aggiungiamo che solo nel progetto del Bottegone dobbiamo partecipare con un cofinanziamento di 6 milioni, è chiaro il perchè della revisione del progetto-Ceppo”.

Il sindaco poi ricorda, come premessa decisiva, che sono andate buca le alienazioni del patrimonio comunale, da cui era stato previsto di ricavare circe 3 milioni di euro. Villa Baldi Papini, l'ufficio tecnico di via Macelli, l'anagrafe di via Sant'Andrea e le stesse quote della Centrale del latte sono rimaste al palo.

Ecco che allora cambiano rotta progetti e destinazioni.

“Attraverso il nuovo accordo – dice ancora il sindaco Tomasi - abbiamo superato l’insostenibilità finanziaria della precedente programmazione, guidati dalla volontà di andare avanti per avere un potenziamento dei servizi per i cittadini”.

Un ripensamento che l'amministrazione ha ritenuto “obbligatorio”. “Ma non c'è in questo – commenta ancora il Sindaco rispondendo alle polemiche arrivate dal Pd negli ultimi giorni – non c'è niente di opaco o di non trasparente. Ci sono solo tre soggetti, lo ricordo: pubblici, che si sono messi a un tavolo a cercare di fare insieme l'interesse pubblico”.

“Nessuna volontà di stravolgimento. I conti tornano – aggiunge l'assessore Alessandro Capecchi - non solo al comune, ma anche a Asl e Regione”.

L'argomento è di quelli che pesano, anche perchè inevitabilmente è destinato a cambiare la faccia della città in una zona-chiave del suo cuore storico e, se possibile, anche degli aspetti più intimi delle emozioni di ciascuno e delle radici.

Le ipotesi del comune si sono intrecciate con idee e necessità della Azienda Usl: nel padiglione Cassa di Risparmio, in un primo tempo previsto come nuova sede di servizi comunali, andrà la nuova Casa della Salute, che il vecchio accordo collocava nel padiglione delle degenze.

La CASA DELLA SALUTE nel padiglione Cassa Risparmio

Gli ingressi saranno almeno due: i principali da Piazza Giovanni XXIII e dal giardino interno, entrando da via del Ceppo che diventerà accessibile in seguito alla demolizione dell’attuale centro prelievi, che sarà collocato all’interno del Cassa di Risparmio. I servizi saranno distribuiti per la maggior parte al piano terra e primo dei due padiglioni assicurando la contiguità anche con gli altri servizi e professionisti presenti nell’area.

All’interno della Casa della Salute troveranno posto tutti i servizi già oggi presenti al Ceppo (il Cup, il centro prelievi e trasfusionale) oltre agli Ambulatori dei medici di Medicina Generale e saranno accentrati, in questa unica struttura, una serie di attività sanitarie. Ad esempio “un percorso di salute per la donna – precisa l'assessore alla salute Anna Maria Celesti - che concentri tutte le attività di prevenzione e sanitarie a partire dal Centro Donna e da quello Senologico, gli Ambulatori della Libera Professione (ora situati nell’ex Convento di S. Maria delle Grazie), il Servizio Infermieristico territoriale e la Continuità Assistenziale (Guardia medica). Sarà anche realizzato un setting di degenza per le Cure Intermedie: i posti letto ospiteranno quei pazienti che prevalentemente, ma non esclusivamente, in seguito ad un ricovero ospedaliero si trovano  in una condizione di instabilità clinica tale da non poter fare ritorno nell’immediato al proprio domicilio”. 

La Palazzina dell’attuale SerD continuerà a ospitare questo servizio oltre a ricevere un ampliamento attraverso strutture attigue e l’edificio che oggi è sede del Servizio di prevenzione e protezione aziendale accoglierà, invece, il Centro di Salute Mentale che ora si trova in viale Matteotti. La terza palazzina (ex guardaroba) sarà adibita ai servizi socio assistenziali della Società della Salute.

“Sarà anche realizzato il secondo Hospice dell'area pistoiese – aggiunge l'assessore Celesti - per offrire un percorso assistenziale alle persone malate fino alla fine della vita, così da garantire loro, ed anche ai familiari, dignità e sostegno efficace”.

 

A settembre il nuovo CENTRO PRELIEVI

Il direttore della zona distretto pistoiese, dottor Daniele Mannelli, ha annunciato che a settembre sarà inaugurato il centro prelievi all'interno del padiglione Cassa di Risparmio e rappresenterà uno dei primi avamposti della Casa della Salute.

La seconda inaugurazione avverrà nei primi mesi del 2020 con l'apertura del nuovo SerD ristrutturato e il nuovo Centro di Salute Mentale; sempre il prossimo anno il padiglione del Convento in via della Crocetta sarà liberato e, con gli ambulatori della libera professione trasferito nel Cassa di Risparmio.

 

In estate giù il PADIGLIONE DEGENZE, che sparirà entro gennaio 2020

Quello che il sindaco chiama “il mostro”, e che ha anche delle parti abusive, sarà demolito a partire dall'estate. Fra giugno e luglio cominceranno a lavorare le ruspe, per eliminare uno stabile in cui molti pistoiesi hanno ricordi e legami, saldati dal dolore o dalla speranza.

“A breve – ha precisato l’ingegnere Ermes Tesi, direttore investimenti Asl Pistoia - saranno concluse le demolizioni che hanno riguardato già 130.000 metti cubi a cui si aggiungono ulteriori 40.000 della zona degenze. Resteranno poi da eliminare l'e3x laboratorio analisi e il fabbricato della centrale elettrica”.

 

Il MUSEO nell'area storica

 Comune e Asl sottoscriveranno una specifica convenzione che prevederà il futuro passaggio di proprietà dell’edificio storico al Comune e la gestione condivisa del Museo (compreso il settecentesco Teatrino Anatomico) integrandolo con la rete museale civica. Nell’accordo l’Azienda sanitaria s’impegna all’ampliamento e alla riorganizzazione del Museo stesso.

 

Il TRIBUNALE, progetto possibile 

Resta aperto l'argomento del trasferimento degli uffici giudiziari: “sapete le perplessità che avevamo dell'uso per questo del padiglione Cassa di Risparmio – dice il Sindaco rispondendo alla richiesta di un giornalista – resta invece la possibilità di verificare l'utilizzo della zona di Santa maria delle Grazie”.

 

MESSA IN SICUREZZA IDRAULICA, il ponte sulla Brana

L’accordo di programma introduce anche il tema del superamento delle criticità idrauliche sul torrente Brana, all’altezza del ponte di Viale Italia, nell’ambito della più generale messa in sicurezza idraulica della città. Il Comune, con l’atto appena sottoscritto, s’impegna a progettare e realizzare le opere necessarie a mitigare il rischio idraulico sentiti il Genio civile e l’Autorità di distretto.

“Un tema questo – commenta l'assessore al governo del territorio – che non era assolutamente previsto e che è invece decisivo per il futuro dell'area ex-Ceppo. La zona deve essere messa in sicurezza e solo così potrà diventare anche appetibile per chi vorrebbe andare a investirci”.

 

VILLE SBERTOLI, investitori da trovare

 In base al percorso condiviso tra Comune, Asl, Regione Toscana e Soprintendenza, sarà avviata una ricerca di possibili investitori, anche tramite il portale regionale “Invest in Tuscany”, destinata a individuare ipotesi di trasformazioni tali da garantire la tutela dell’interesse generale. Gli interventi del piano di recupero si dovranno attuare attraverso un unico lotto e dovranno garantire il restauro degli edifici storici di rilevante valore destinabili a residenziale, direzionale, ricettivo oppure servizi d’interesse pubblico.

Il parco dovrà essere ricompreso nel lotto unico e restituito alla collettività, ad eccezione dei giardini storici di pertinenza delle ville.

Le destinazioni - stabilisce l’accordo siglato - potranno prevedere l’ampliamento delle vigenti destinazioni d’uso ammissibili, dando priorità all’uso residenziale o ricettivo con possibilità di commerciale di vicinato in base alle superfici utili recuperate dalle demolizioni di alcuni edifici. Le valutazioni saranno comunque successive all’eventuale proposta di valorizzazione da individuare tramite opportuna ricerca d’investitori.

“Finora c'è stata partecipazione su questo argomento, tutto molto bello – ha detto il sindaco Tomasi – ma l'effetto qual è? le Sbertoli sono in pieno degrado”.

“Noi – aggiunge il Sindaco – non abbiamo mai accusato nessuno, quando eravamo all'apposizione, di voler usare l'area per speculazioni. Non capisco allora chi oggi ci accusa di questo: se sarà trovata la strada, si potrebbe anche fare in questa zona zero appartamenti. Si tratta però di trovare chi vuole investire”.

 

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2 commenti

  • Link al commento bibi Sabato, 02 Marzo 2019 08:51 inviato da bibi

    L'impressione di un poveretto che girella e cerca di capire ? Poche idee ma ben confuse !

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  • Link al commento arch.Roberto Agnoletti Lunedì, 25 Febbraio 2019 22:59 inviato da arch.Roberto Agnoletti

    La demolizione del padiglione degenze su v.le Matteotti potrebbe consentire un effettivo miglioramento della valenza urbanistica dell'area se si rinuncerà ad una buona quota del volume costruito precedentemente, il timore è invece che la sua sostituzione produrrà un nuovo ecomostro semplicemente più aggiornato e contemporaneo, magari con aumento dei carichi urbanistici già insostenibili.
    Non è chiaro l'utilizzo della parte storica attualmente non occupata dall'attuale museo: musealizzazione completa o utilizzo da parte di Usl per i servizi integrativi a Casa della salute?
    Per quanto riguarda gli uffici giudiziari, se il padiglione Cassa di Risparmio poteva non esser dimensionalmente sufficiente al trasferimento completo, il complesso di Santa Maria delle Grazie lo sembra ancor meno, date le superfici utili e le caratteristiche storico-monumentali, a meno che non si voglia snaturare completamente lo storico chiostro costruendovi all'interno un "moderno" volume.
    Ma soprattutto, visto che per legge naz.le il comune è tenuto a fornire gli spazi per gli uffici giudiziari e visto che Santa Maria delle Grazie sembra rimanere di proprietà di Usl, il comune si condanna a prendere in affitto da Usl gli spazi da utilizzate per uffici giudiziari a tempo indeterminato? Con quali costi nell'arco di almeno un decennio? e di un cinquantennio?
    Aver messo a carico del comune la sicurezza idraulica della Brana (anziché alla Regione tramite Genio Civile e Autorità di bacino) pensate davvero possa risolversi col solo rifacimento del ponte di V.le Italia? Chi lo ha verificato? Se poi si scoprisse che risulti necessario rialzare anche il ponte di via Macelli e quello di via dello stadio o realizzare una cassa di espansione a Nord, il Comune potrà sostenere tali lavori?
    Sta di fatto che gli unici fondi stanziati per l'area, i 6 milioni del PIUSS,non avendo il comune a tuttoggi né progettato nè messo a gara i lavori saranno da considerare persi.
    A questo punto mi chiedo come si possa affermare che i conti tornino...

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