PISTOIA

Venerdì, 22 Febbraio 2019 19:46

Il Pd all'attacco sull'area ex-Ceppo: “la paralisi della Giunta”

Lavori nell'area Ceppo. Nella foto sotto, la conferenza stampa di stamani Lavori nell'area Ceppo. Nella foto sotto, la conferenza stampa di stamani

Il futuro della zona nelle linee guida dell'accordo in Regione

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Il Partito Democratico va all'attacco sull'area ex-Ceppo e rivendica come una vittoria (l'unica possibile di fronte alle frenate della Giunta Tomasi ) l'accordo varato in Regione. Per sottolineare questo il Pd pistoiese ha convocato stamani i giornalisti. “Non è un'area come tutte le altre – ha esordito Maurizio Bozzaotre – né un quartiere come tanti, si tratta invece di un pezzo della identità stessa della città di Pistoia. Era stato oggetto di un vasto progetto che l'amministrazione ha deciso di stravolgere. Avevamo offerto la nostra disponibilità anche per pensare a una revisione del piano: una mano tesa che è stata però completamente ignorata”.

“Abbiamo una forte preoccupazione per il sostanziale disinteressamento – ha rincartato la dose Walter Tripi, capogruppo Pd in consiglio comunale – su quest'area. Abbiamo sollecitato più volte alcuni punti particolarmente vistosi: dalla parte storico-monumentale che non sarebbe più stata del comune di Pistoia; all'assetto idraulico della zona sul quale non si era previsto alcun investimento; fino al rebus di cosa ci si andrà a fare. Per mesi e mesi non si è detto sostanzialmente niente. Con l'accordo con la regione invece alcune battaglie le giudichiamo vinte”.

Anche Massimo Baldi attacca sulla stessa linea e parla di “un Pd = trasparenza e di una Giunta Tomasi = opacità; di una amministrazione che non ha coinvolto la città, gestendo l'intervento come un fatto ordinario”. Per Baldi, di fronte ai tentennamenti di Tomasi “il Pd ha ripristinato come partito il necessario principio di trasparenza. Del resto tutte le grandi scelte a Pistoia – ha aggiunto Baldi - sono state fatte nella massima trasparenza e condivisione. Vogliamo ribadire ora che il Sindaco non è padrone della città”.

Alvaro Alberti, che è presidente della commissione urbanistica, ricorda che l'area ex Ceppo è stato un perfetto sconosciuto nella sua commissione, dove non è arrivato nessun materiale per avviare la discussione: “eppure siamo di fronte – ha aggiunto Alberti – all'ultima occasione per la città di Pistoia”.

L'incapacità di mettere in campo un confronto su questioni strategiche è stata sottolineata dall'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni. Che ha parlato di “assoluta irritualità” per quello che è stato fatto in Regione di fronte al vuoto dell'amministrazione comunale: “abbiamo scelto la strada di lavorare come forza politica – ha detto Fratoni – perchè i normali spazi di azione sono stati bloccati”.

Ne è venuto fuori un accordo che detta le linee di intervento su temi-chiave per il futuro della zona: l'adeguamento idraulico; la ripresa della possibilità di prevedere nell'area il nuovo Tribunale o spazi destinati a istituti scolastici superiori. “Ci sono alcuni punti dell'accordo su cui il comune deve dire rapidamente la sua: il destino delle ville Sbertoli, direttamente legato all'ex Ceppo; le funzioni pubbliche che devono entrare nella partita; le demolizioni lasceranno una volumetria da utilizzare. Come procedere? - ha domandato Fratoni - Certo non potrà essere deciso da tre persone chiuse in una stanza”.

Novità che sottolineate e ribadite anche l'altro consigliere regionale, Marco Niccolai, che commenta come “il Pd si sia reso utile alla città, rispetto a quanto annunciato a luglio”. E ricorda come da adesso il Ceppo viene acquisito dalla città (mentre la giunta Tomasi non lo voleva); come si affronta il tema-chiave della Brana e si tornano a discutere le funzioni pubbliche. “Certo – ha detto Niccolai – resta l'assurdità della perdita dei 6 milioni e 300 mila euro con la rinuncia ai fondi europei PIU. Si poteva magari, come è stato fatto anche in altre città, ritrattare il finanziamento. La rinuncia è paradossale”.

Il Pd insomma, uscito dalla porta perdendo la guida della città, rientra dalla finestra mettendo sul piatto la forza della guida della Regione. Ora l'amministrazione dovrà dire chiaramente la sua sulle linee di recupero e sul destino futuro dell'area. E dovrà farlo rapidamente. L'ex Ceppo non può aspettare e dovrà essere definito un preciso progetto di città. E su questo le indicazioni arrivate nell'accordo con la Regione tracciano una strada chiara.

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