PISTOIA

Mercoledì, 20 Febbraio 2019 11:10

Per Pistoia e Prato in arrivo dodici vigili di quartiere

Dalla Regione una spesa di nove milioni

FIRENZE - Arriva in Toscana la sperimentazione sui ‘vigili di quartiere', ottanta in quindici comuni.

E la Regione è pronta a sostenerne i costi per tre anni. Una spesa di tre milioni ogni anno. Un modo per alzare la percezione di sicurezza nelle città, con pattuglie a piedi che, lavorando nelle strade e nei quartieri più ‘delicati', opereranno nella realtà quotidiana e diventeranno punto di riferimento per i commercianti e deterrente per le persone poco oneste.

L'idea era stata lanciata nei mesi scorsi, accanto alla richiesta di un innalzamento della dotazione organica delle forze dell'ordine, che risulta insufficiente anche in Toscana. I dettagli sono stati messi a punto dopo ottobre.

Sono state trovate anche le risorse e ieri è arrivato il via libera dalla giunta toscana, che definisce l'elenco della città dove gli ottanta vigili di quartiere, pagati dalla Regione, inizieranno ad operare: quindici comuni dove, negli ultimi tre anni, più alto è stato l'indice di furti e rapine, reati legati al traffico di stupefacenti, violenze sessuali, minacce, lesioni e percosse.

Il criterio di scelta concordato con Anci, l'associazione dei Comuni, ha riguardato infatti l'indice di delittuosità in rapporto al numero di 'abitanti equivalenti' dei comuni, ovvero non solo conteggiando i residenti ma anche i pendolari, gli studenti, chi vi si sposta giornalmente in entrata e uscita e naturalmente i turisti. Sono stati considerati inoltre solo i Comuni con un numero di 'abitanti equivalenti' sopra 35.000: quelli fino a 55 mila avranno risorse per impegnare due vigili di quartiere su due turni, sopra 55 mila due vigili per tre turni.

Nell'elenco figurano così Pistoia, Viareggio, Pisa e Firenze, Massa, Prato, Livorno, Lucca, Grosseto e Arezzo. In tutte queste dieci città sono previste tre coppie di vigili di quartiere distribuite in altrettanti turni giornalieri, a spese della Regione.

Gli agenti dovranno svolgere esclusivamente questo servizio e trascorsi i primi tre anni i Comuni si impegnano a garantire la continuità del progetto, fino al 2023, sostenendone integralmente la spesa. La giunta regionale ha approvato oggi lo schema di accordo che dovrà essere firmato con Anci e che i contenuti principali della sperimentazione.

I Comuni individuati dovranno quindi adesso elaborare specifici progetti modulati sulle proprie peculiari problematiche e declinati sulla realtà locale, individuando in particolar modo le zone della città in cui andranno ad intervenire i vigili di quartiere. I progetti saranno presentati alla Regione, che li dovrà approvare e finanziare.

Nei prossimi giorni Regione e Anci si confronteranno con la Prefettura di Firenze per stipulare un ulteriore accordo, dove si delinea il raccordo con le forze dell'ordine e si definiscono criteri di collaborazione reciproca su altri aspetti collaterali al progetto e al tema della sicurezza.

I vigili di quartiere sono comunque solo uno degli strumenti che la Regione ha deciso di mettere in campo per aggredire il problema della sicurezza, che spesso è anche solo un problema di percezione, visto che crimini e reati da più anni sono in calo. 

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