PISTOIA

Sabato, 16 Febbraio 2019 15:44

Piante Mati 1909, green partner de “La nazione delle piante”

La Triennale si svolgerà a Milano dal 1 marzo al 30 settembre

di Gina Nesti

PISTOIA – Mati 1909 è stato scelto come green partner de “La nazione delle piante”, la mostra scientifico divulgativa curata da Stefano Mancuso alla Triennale di Milano.

La mostra sarà inaugurata il 28 febbraio e si potrà visitare dal 1 marzo al 30 settembre. La partecipazione dell’azienda pistoiese è stata presentata stamattina nella sala dell’Accademia del Giardino di Mati dai fratelli Mati: Francesco, Paolo e Andrea, da Carlo Sgarzi, producer della mostra e assistente di Stefano Mancuso (nella foto a sinistra). Saranno 135 le piante di Mati che rappresenteranno la “Nazione delle piante “ la nazione più popolosa e vasta sulla terra: l’85% della biomassa, infatti, è composta da piante.

Il tema della mostra all’interno dei vari padiglioni sarà l’uomo e la natura e una delle funzioni del design è proprio quello di riconnettere l’uomo con la natura. Sarà un’ esposizione divulgativo-scientifica con l’obiettivo di fare vedere le piante da un altro punto di vista: capire quello che possono insegnare all’umanità.

Le piante esistono da prima della comparsa dell’uomo sulla terra e hanno un intelligenza diversa dalla nostra, è proprio a questo che si ispira la mostra e il suo curatore Stefano Mancuso, uno scienziato di prestigio mondiale. Docente di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree all’Università di Firenze, dirige il laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale è uno dei membri fondatori dell’International Society for Plant Signaling & Behavior, e accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili.

Mancuso è autore di molti libri: Verde brillante, Uomini che amano le piante, ma soprattutto è il teorico dell’intelligenza delle piante, è colui il quale ha fatto vedere le piante da un punto di vista diverso dal solito.

“Siamo molto orgogliosi e felici che sia nata questa partnership con Mati – ha sottolineato Sgarzi (nella foto a destra) -. La la storia di Mati è una delle più rilevanti e ricche all’interno di uno dei distretti vivaistici più importanti d’Europa e per questo è stato scelto di averla come green patner all’interno della mostra, vista la rilevanza della piante dell’azienda”.

Sgarzi ha sottolineato l’importanza della diversità di approccio alle piante, smettere di guardarle come qualcosa che usiamo, dobbiamo, invece, porle al centro della nostra vita e vedere quello che le piante possono insegnarci perché loro, a differenza nostra, hanno capito esattamente come vivere sulla terra. Le piante devono essere un modello al quale dobbiamo guardare e da cui imparare, perché il futuro dell’umanità, visti i cambiamenti climatici, non sarà roseo, dobbiamo vivere qui non cercare alternative su Marte. Per questo bisogna prendere spunto dalle piante che risolvono i loro problemi stando ferme, radicate nel terreno con una totale consapevolezza dell’ambiente circostante. Le piante hanno una forma di intelligenza inferiore alla nostra ma superiore dal punto di vista evolutivo: sono responsabili del clima, della vita stessa sulla terra, tutto deriva dal mondo vegetale. E’ fondamentale capire che le piante hanno una forma di intelligenza: una tipologia di memoria, un senso della vista, del tatto e dell’udito, sono in grado di elaborare delle informazioni, di produrre delle moltiplicazioni e variazioni tali che sono nel loro genoma; hanno un patrimonio genetico che è in grado di adattarsi al meglio alle variazioni climatiche del pianeta. L’uomo può imparare dalle piante e vedere il mondo vegetale come un enorme patrimonio di informazione da cui dobbiamo trarre tesoro.

Paolo Mati (nella foto a sinistra) ha sottolineato come questa collaborazione con Stefano Mancuso e Carlo Sgarzi e la Triennale di Milano cada proprio nel 110° anno di attività dell’azienda pistoiese.

“Questa è l’occasione per festeggiare partecipando a questa fantastica Triennale a Milano che è uno dei centri più importanti in Europa – ha detto Paolo Mati -. Siamo orgogliosi di questo. Io, Francesco e di Andrea abbiamo alle spalle un’azienda storica ma con una proiezione continua verso il futuro e abbiamo le idee molto chiare su ciò che possiamo fare per il verde, che è l’unico modo di salvaguardia del nostro pianeta “.

Andrea Mati (nella foto a destra) da anni opera nelle attività legate all’uomo-natura proponendo interessanti attività.

“Il tema della natura è la bandiera della nostra azienda - ha detto Andrea Mati- le teorie di Mancuso sono innovative e interessanti. Già anni fa parlava dell’importanza di conoscere le piante. Con i miei fratelli stiamo lavorando moltissimo sulla cura attraverso il verde, abbiamo aperto delle attività legate al riavvicinamento tra l’uomo e la natura, sia per persone normodotate che per l’integrazione sociale. L’ultimo progetto a cui stiamo lavorando è un giardino dedicato alla depressione,uno dei mali più frequenti del nostro tempo. Siamo in linea con Carlo e Stefano per questo tipo di progetto, per noi la pianta viene al primo posto, il rispetto e l’amore per il verde altrettanto. Da diversi anni mi interesso al mondo dell’arte ambientale, collaboro con la Fattoria di Celle dove l’anno scorso ho realizzato un opera d’ arte ambientale, con la quale stiamo realizzando dei progetti. Ritengo che l’arte debba essere un veicolo per avvicinare la natura all’uomo e lo è in forma importante. Fino a venti anni fa si parlava di giardino come complemento all’architettura oggi si parla di tutela della natura e del verde come elementi essenziali per la vita, o altrimenti siamo costretti all’estinzione”.

“Mi spoglio per un attimo dagli abiti di Francesco Mati (nella foto a sinistra) ed entro in quello del distretto vivaistico facendo una riflessione – ha detto Mati - alla Triennale verrà inaugurata la ‘Nazione delle piante’ e mi sento di dire che Pistoia è un po’ l’Ambasciata di questa nazione con 6000 ettari di produzioni vivaistiche che sono destinate ad alimentare il verde pubblico e privato di mezzo mondo. Tornato nei panni di Francesco, insieme ai miei fratelli mi sento di dire che dopo 110 anni siamo diventati a sangue verde perché vivere e lavorare a stretto contatto di piante e di quella magia incredibile che è il giardino dove una quantità di piante vivono grazie a noi, è sempre stato qualcosa di emozionante. Leggere alcuni libri di Mancuso e trovare delle risposte a dubbi, sensazioni e percezioni che si hanno stando a stretto contatto con il verde per passione ricevuta geneticamente, diventa qualcosa di straordinario, Scoprire che siamo parenti delle piante, oppure sapere che ad Avigliano Umbro sono stare ritrovate delle sequoie di due milioni di anni, che avvicinandosi si sente il profumo della resina di due milioni di anni fa è qualcosa che fa venire la pelle d’oca. E’ fondamentale riqualificare il verde e capire che con i computer non si respira né si mangia, noi abbiamo bisogno di spazi all’aperto di orti, di giardini anche di bellezza altrimenti cadiamo in depressione, il verde è terapeutico. Riappropriamoci della cultura del verde, di tutto l’insegnamento che dalle piante possiamo ricevere perché chi ha oltre due milioni di esperienza sulla terra ha da insegnare a noi e non viceversa”.

 

 

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.