PISTOIA

Sabato, 16 Febbraio 2019 10:06

Ex Ceppo. Il Pd: “La parte storica resti alla città”

Il gruppo consiliare teme speculazioni nell’area di viale Matteotti

PISTOIA – Sei domande al Sindaco sulla vicenda dell’ex Ceppo. Le ha poste il gruppo consiliare del Pd.

In realtà il parziale stravolgimento del progetto di recupero dell’ex ospedale, pone più di una riflessione perché su molte delle questioni in campo l’Amministrazione non è chiara.

Il Pd parla di “posizioni ancora vaghe” e chiede chiarezza soprattutto sulla parte storica dell’area.

“A luglio – si legge in una nota del gruppo consiliare del Pd - l'Amministrazione comunale annunciò, insieme all'Asl, la volontà di modificare l'accordo di programma sull'ex Ceppo. Nei mesi scorsi il PD a tutti i livelli ha più volte sollecitato a fare chiarezza sulle intenzioni, ottenendo sempre risposte vaghe.

Ad oggi, ciò che risulta è: il Comune ha rinunciato a oltre 6 milioni di fondi europei del Piu, chiedendo peraltro all'Asl di realizzare le opere di urbanizzazione: si svia denaro pubblico che avrebbe potuto essere usato per funzioni sociosanitarie.

C'è l'intenzione di rinunciare alla parte storica e monumentale del Ceppo, che fanno invece parte del cuore cittadino. Il Ceppo è dei pistoiesi.

Il Comune si farebbe carico degli interventi idraulico: ma quali, e con quali costi?

Si parla di demolizioni su viale Matteotti: ma cosa si costruirà? Possiamo garantire ai commercianti del centro città che non si insedieranno grandi centri commerciali?

Dopo aver nascosto per mesi la propria posizione, l'amministrazione non sembra intenzionata a individuare in quell’area il nuovo Tribunale di Pistoia, cosa che sarebbe invece possibile. Quali sono le ragioni per cui non si vuole fare questa scelta?

Quali tempi si è dato il Comune per chiudere l'accordo e poi concludere i lavori di variante conseguenti?”.

Secondo il Partito democratico non si può permettere che su un'area così vitale per la città il Comune si disimpegni, magari lasciandola a speculazioni sul proprio patrimonio.

“E' tempo di risposte e chiediamo – conclude la nota - che questi aspetti vengano assolutamente chiariti, e dove necessario rivisti, nelle intenzioni della giunta Tomasi”.

 

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