PISTOIA

Mercoledì, 13 Febbraio 2019 15:40

Al Bolognini studenti a lezione di sicurezza stradale

nella foto il vicequestore e dirigente della Polizia Stradale di Pistoia, Daniela Giuffré nella foto il vicequestore e dirigente della Polizia Stradale di Pistoia, Daniela Giuffré foto Carlo Quartieri

Stanchezza e alcol le principali cause di incidenti 

di Marcello Paris

PISTOIA - Oltre 200 gli studenti delle scuole superiori di Pistoia presenti al Teatro Bolognini per assistere a testimonianze e raccomandazioni sul rispetto delle regole sulla sicurezza stradale.

L’incontro è stato organizzato dall’insegnante di scienze motorie, Monica Pisaneschi, dell’Istituto Agrario de’ Franceschi di Pistoia con la collaborazione della Polizia Stradale e Polizia Municipale rappresentante rispettivamente dai loro comandanti: la vicequestore Daniela Giuffré e il comandante Sergio Bedessi.

Per la Polstrada presente anche Lucia Giachini dell’Ufficio Sport preposto, fra l’altro, all’educazione stradale.

Di fronte ad una platea molto attenta sono stati proiettati video di incidenti stradali ed esemplificazioni di mancato rispetto del codice della strada. C’è stata poi un appassionato intervento del presidente della Consulta degli studenti, Dario Baldassarri e la testimonianza di chi un incidente fortemente invalidante se lo è procurato per guida in stato di forte stanchezza provocata dalla mancanza di riposo aggravata da un po’ di alcool.

Si è trattato di un giovane ventisettenne di Grosseto, Gabriele Lattanzi di 27 anni che nella notte di san Silvestro del 2013, reduce da una serata in discoteca ebbe un colpo di sonno e andò fuori strada producendosi un forte trauma cranico e la lesione del midollo spinale: è rimasto in coma per due mesi, ha recuperato la lucidità mentale ma si trova su una sedia a rotelle.

Dopo l’esperienza, Garbriele e suo padre Massimo hanno fondato un’Associazione Onlus che fra i vari impegni c’è questo di stimolare i giovani alla prudenza e alla riflessione quando si mettono alla guida di auto e moto.

Anche questa campagna di prevenzione ed educazione alla guida parte dai dati Istat che indicano nella stanchezza e nell'alcol le principali cause di incidenti stradali e che gli stessi sono la prima causa della morte di giovani dai 18 ai 24 anni.

Insieme alla distrazione o alla stanchezza, l’Istituto superiore di Sanità (ISS) stima che gli incidenti stradali alcol correlati in Italia sono pari al 30-35% degli incidenti mortali.

In Toscana, rilevazioni di un paio di anni fa, indicano in 16.911 incidenti stradali con lesioni a persone: 22.780 i feriti, 248 i deceduti. La nostra regione è ai primi posti nel panorama nazionale in termini di numerosità di sinistri registrati, ma dal punto di vista della gravità degli eventi può essere ritenuta invece tra le regioni “più sicure”. 

Applicando la stima dell’ISS ai dati regionali, gli incidenti stradali alcol-correlati in Toscana risulterebbero essere la causa di morte di circa 80 persone.

L’Italia è ad oggi in forte ritardo nell’attività di prevenzione dei sinistri associati all’alcol: si parla ancora poco dei dispositivi blocca motore e l’alcol-zero alla guida si applica solo ai conducenti professionali e ai neopatentati.

Inoltre, i controlli stradali per guida sotto l’effetto di alcol sono in crescita ma ancora insufficienti: la media europea nel 2010 è di 176 controlli per 1.000 abitanti, il dato italiano si attesta a 27 per 1.000 abitanti, mentre quello toscano a 30 per 1.000 abitanti.

Nel 2017, per contrastare la guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, sono stati attivati 1.015 posti di controllo in 80 province italiane, con l’impiego di 5.520 operatori e 1.575 tra medici e personale sanitario. I conducenti controllati sono stati 36.861 e i test hanno rilevato che il 5,7% (pari a 2.104) è risultato positivo all’alcoltest con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l.

Dunque, nonostante le leggio i controlli le sanzioni c’è ancora molto da fare per indurre i giovani da una guida consapevole. Iniziative come questa, e ce ne sono, da considerare utile formazione, possono aiutare a rendere la vita dei giovani più sicura.

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