PISTOIA

Martedì, 12 Febbraio 2019 18:49

Ai domiciliari il giovane arrestato per la morte del padre dell'amico

Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere

PISTOIA - Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, Patrizia Martucci, ha deciso gli arresti domiciliari per il giovane di 22 anni, in carcere da sabato 9 febbraio per la morte di Flaviano Nocentini. 

Stamani c'è stato l'interrogatorio di garanzia e il gip ha accolto la richiesta degli avvocati difensori, Cecilia Turco del Foro di Pistoia e Massimo Pagnini del Foro di Prato. Il pubblico ministero Claudio Curreli aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.

"Un interrogatorio nel quale il mio assistito ha ripetuto che si è trattato di un tragico incidente, che non voleva aggredire nessuno e che è costernato per le conseguenze di quel gesto" evidenzia l'avvocato Turco. 

Il 22enne, è stato arrestato dalla Polizia con l'accusa di omicidio preterintenzionale dopo gli sviluppi di quella tragica lite che si era conclusa con la morte di Nocentini, 58enne operaio vivaista.

Erano le 22 quando, davanti casa dell'uomo, gli aveva sferrato un calcio all'altezza dei glutei facendolo cadere a terra. Una caduta che gli era stata fatale nonostante il soccorso immediato del 22enne e del figlio di Nocentini. 

Un gesto impulsivo, un calcio dopo l’ennesima lite. Una tragedia avvenuta in piazza Carnevale, vicino al centro commerciale Panorama, dove abita l’amico, figlio della vittima, che aveva riportato a casa dopo una serata trascorsa insieme.

E proprio quando Nocentini aveva visto l’auto, che era uscito in giardino, correndo in strada urlando in direzione dei ragazzi.

Non era la prima volta che l'uomo si scagliava contro il 22enne, che non voleva che uscisse col figlio. E anche al ragazzo, che aveva a cuore l'amico, non piaceva che quel padre avesse il vizio dell'alcol.

Dalla ricostruzione degli inquirenti, Nocentini aveva fatto avanti e indietro, da casa alla macchina, tre volte.

L’ultima, tornando con un punteruolo in mano. Ed è stato allora che il ragazzo era sceso dall’auto e aveva colpito con un calcio Nocentini. Che aveva perso l’equilibrio, cadendo in avanti sull’asfalto. Aveva battuto il naso e la fronte e le ossa nasali erano penetrate nel cervello uccidendolo.

Il primo a prestare soccorso era stato il 22enne, volontario in una pubblica assistenza. (i.l)

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