PISTOIA

Lunedì, 11 Febbraio 2019 14:55

Glifosato e ampa, criticità elevata nel pistoiese

Ecco i risultati delle analisi del 2017 di Arpat

PISTOIA - Nel 2017, nel territorio pistoiese, le maggiori criticità riscontrate dalle analisi di Arpat riguardano il glifosato utilizzato nel floro-vivaismo pistoiese, nonché il suo prodotto di degradazione, l’ampa (acido aminometilfosfonico).

Arpat ha eseguito la ricerca dei residui di prodotti fitosanitari nell’ambito del monitoraggio ambientale sulla qualità delle acque interne attraverso tre reti: quella delle acque superficiali (laghi e corsi d’acqua) avente come scopo la classificazione dello Stato Chimico ed Ecologico quelle delle acque sotterranee quella delle acque superficiali destinate alla potabilizzazione.

I principi attivi (erbicidi, fungicidi e insetticidi) ricercati in 37 stazioni (acque superficiali e sotterranee) sono stati oltre cento; a questi si aggiunge l’erbicida Glifosate ed il suo prodotto di degradazione, l’Acido aminometilfosfonico la cui determinazione, essendo onerosa e complessa, è stata limitata a 22 stazioni, ritenute più significative in base all’analisi di pressioni ed impatti.

Risultati acque superficiali: Per quanto riguarda le acque superficiali, nel 2017, il superamento dello standard di Qualità Ambientale per i Pesticidi Totali si è avuto in 9 stazioni su 16 per singolo principio attivo, come media annuale, si è avuto in 14 stazioni, in nove casi determinati soltanto da Glifosate o Ampa.

Le aree maggiormente interessate da inquinamento da fitofarmaci sono risultate quelle dei corsi d’acqua della pianura pistoiese a sud-est della città: il torrente Brana presso la stazione di campionamento in località Galcigliana; il torrente Stella a Catena di Quarrata; il fosso Dogaia-Quadrelli a Catena di Quarrata; il torrente Ombrone in località Caserana.

I valori della media annua dei Pesticidi Totali in questi corsi d’acqua sono risultati molto alti: oltre 20 volte il limite per il fosso Quadrelli; 9 volte per il torrente Stella; 7 volte per Brana e Ombrone.

Glifosate e Ampa contribuiscono in modo preponderante al valore dei pesticidi totali, insieme a vari erbicidi come Oxadiazon, 2,4D, Diuron, Oxilfuorfen e Pendimethalin.

Oltre agli erbicidi, il superamento degli standard di qualità, per singolo principio attivo, è determinato da vari fungicidi tra i quali Propamocarb, Tebuconazolo e Carbendazim e insetticidi,primo tra tutti l’Imidacloprid.

La contaminazione interessa anche il tratto terminale del torrente Ombrone (stazione di Poggio a Caiano) dove, nel 2017, si è raggiunto un valore medio di pesticidi totali oltre 30 volte il limite.

Per quanto riguarda la Valdinievole si rileva, in generale, una minore concentrazioni di fitofarmaci rispetto alla piana di Pistoia; in quest'area soltanto Ampa e Glifosate sono responsabili di determinare i superamenti dei limiti.

La situazione più critica si rileva nel Canale Usciana presso Massarella, dove la media annua dei pesticidi totali è 10 volte sopra il limite e nel caanale del Terzo in località Righetti, dove la media annua dei Pesticidi Totali risulta 5 volte sopra il limite.

Risultati acque destinate alla potabilizzazione

Per quanto riguarda le acque destinate alla potabilizzazione si sono riscontrati alcuni superamenti relativi ad alcuni principi attivi nella stazione posta sul torrente Vincio di Montagnana la cui contaminazione potrebbe essere riconducile alla presenza di un vivaio nel territorio circostante.

Risultati acque sotterranee

Per le acque sotterranee appartenenti alla rete di monitoraggio sono stati analizzati 15 pozzi (tutti per uso potabile eccetto uno): nel 2017 non si sono verificati casi di superamento degli standard di qualità ambientale e oltre il 70% dei campioni non presenta principi attivi in concentrazioni misurabili.

Nei 10 pozzi in cui Ampa e Glifosate non sono stati ricercati non è stata riscontrata la presenza di nessun fitofarmaco; nei restanti 5 pozzi, invece, Ampa e Glifosate sono stati trovati in concentrazioni misurabili ma basse, accompagnati da poche altre sostanze attive (Carbendazim, Metalaxil-m, e Clorpirifos).

Per il futuro, Arpat proseguirà l’azione di controllo delle disposizioni di salvaguardia previste nei regolamenti comunali.

"Tenuto conto che il PUFF, recentemente emanato dalla Regione Toscana, limita le azioni di tutela alle sole aree di salvaguardia degli approvvigionamenti di acquedotti, si conferma la conclusione del rapporto dello scorso anno, ovvero che per il raggiungimento dell’obiettivo di Buono Stato Ecologico per la classificazione dei corpi idrici superficiali della piana pistoiese, che hanno scadenza nel 2021, sono ancora necessari energici interventi correttivi delle pratiche agricole, in particolare di quelle vivaistiche. Facendo riferimento alle Linee guida per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi, si auspica che la Regione Toscana decida di adottare misure di limitazione-sostituzione-eliminazione nei confronti dei diserbanti (misura 10 delle linee guida). Inoltre vanno incentivate tutte le azioni tese al recupero delle acque di innaffiatura, e valutate le possibilità di integrazione, dove possibile, con pratiche agronomiche volte a contenere il ruscellamento nel reticolo idraulico e/o l'eventuale filtrazione delle acque di dilavamento. In questo senso pare anche da valutare una modifica della disciplina della acque di dilavamento della vasetteria su superfici impermeabili assoggettandole agli obblighi previsti per le acque meteoriche dilavanti contaminate, secondo quanto stabilito dalla Legge Regionale 20 del 31 maggio 2006" scrive Arpat. 

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5 commenti

  • Link al commento bibi Mercoledì, 13 Febbraio 2019 09:30 inviato da bibi

    per il signor NATALI .
    Un ragionamento , il suo , che apparentemente non fa una grinza. Ma .... Rimanendo al Glifosato di cui i pareri sono diversi solo per diverse considerazioni di convenienza, , cosa significa continuare le solite pratiche a dispetto della salute , per contenere i costi ? Allora , insieme ai camion che partono , esportiamo anche un po' di salute ? -
    Giustamente le regole hanno fatto diminuire la competitività delle nostre aziende in tutti i campi , . Infatti , tolta la licenza di inquinare alla maniera della concorrenza , ci siamo dovuti accorgere che eravamo forti solo perché le regole erano deboli . Solo chi ha cambiato il modo di produrre si è salvato . Prendendo ll'uso del glifosato come prodotto usato da trenta anni , cosa si è cercato di fare ? Quali leggi sono state "addomesticate " o peggio ? Quali controlli sull'uso di pesonale al nero e sull'inquinamento sono stati fatti in maniera efficace. ? La nostra competitività fin quando potrà durare , perdurando certe pratiche ?

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  • Link al commento Giampaolo Natali Martedì, 12 Febbraio 2019 21:15 inviato da Giampaolo Natali

    Il vero problema è questo, secondo me: il glifosate dopo oltre 30 anni di utilizzo non ha ancora evidenziato una tossicità elevata. L' eventuale sostituzione con altro diserbante farebbe diminuire od aumentare il rischio di cadere dalla padella bella brace? Oppure si crede che eliminando il glifosate si ricorderebbe, come una volta, alla zappetta con conseguente enorme aumento dei costi di produzione?

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  • Link al commento bibi Martedì, 12 Febbraio 2019 10:59 inviato da bibi

    Mi ricordo che poco tempo fa , si disse che eliminando il glifosato , si sarebebro dovute chiudere il 50% delle aziende vivaistiche pistoiesi . Dati del 2017 ? Vecchio discorso : " puoi inquinare se garantisci lavoro " , Ma se il lavoro confligge con la salute pubblica ? Sarebbe interessantissimo avere dati (attendibili) su il consumo di questo prodotto e la sostituzione della sua funzione di diserbante con altre tecniche . Ma questi dati potrebbero essere veramente "pericolosi" e certamente non possiamo chiedere aiuto all'oste per sapere se il vino è buono .
    Purtroppo la cittadinanza preferisce interessarsi dei neretti di Vicofaro . ed osannare Salvini . Facile no ?

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  • Link al commento Bruno Lunedì, 11 Febbraio 2019 22:24 inviato da Bruno

    Mi pare ovvio che non si può continuare così e gli auspici di Arpat rivolti alla regione sono piu che condivisibili e sono sicuro che, secondo il principio di precauzione, saranno considerati e resi effettivi. E' semplicemente una questione di buon senso.

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  • Link al commento Claudio Lunedì, 11 Febbraio 2019 21:38 inviato da Claudio

    Mi piacerebbe sapere le analisi delle acque delle risaie del vergellese.

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