PISTOIA

Mercoledì, 06 Febbraio 2019 14:31

A Pistoia due sportelli per uomini autori di violenze

Un percorso per la responsabilità individuale e collettiva 

di Guendalina Ferri

PISTOIA – Nell'area di Pistoia e della Valdinievole arrivano due sportelli per l'ascolto e la presa in carico di uomini autori di violenza. Il progetto - “CAM-biamenti maschili. Percorsi di cambiamento per uomini autori di violenza di genere” - è realizzato dall'associazione Centro di Ascolto per Uomini Maltrattanti Onlus (CAM), in collaborazione con le Società della Salute di Pistoia e della Valdinievole, ed è stato presentato stamattina a Palazzo di Giano.

 

Il progetto. Il servizio, in realtà, è attivo da novembre. Per chi decide di accedervi, la procedura è semplice: basta telefonare al numero dell'associazione, 339 8926550, attivo il martedì e il mercoledì dalle 9.30 alle 12.30 e il giovedì dalle 14 alle 17. Dopo un primo colloquio telefonico gli operatori fissano un incontro di persona. Ed è lì che gli esperti decidono come impostare un eventuale percorso di ascolto, riflessione, crescita.

“Al centro si accede spontaneamente – ha spiegato Alessandra Pauncz, presidente dell'associazione CAM – anche se a volte, scherzando, diciamo che si accede anche 'spintaneamente': spinti, incoraggiati da qualcun altro. Magari da un parente o dalla stessa partner”.

Anche perché il problema è che spesso si fa fatica a riconoscere la violenza. Almeno fino a quando non è chiara, esplicita: che spesso è come dire fino a quando non è troppo tardi. Eppure i dati sull'accesso al servizio, che è attivo nell'area fiorentina già da dieci anni, sono incoraggianti: gli accessi erano 9 nel 2009 e sono stati ben 100 nel 2018.

“Per noi si tratta di lavorare sulla responsabilità, tanto individuale quanto collettiva – prosegue Pauncz. - Da un lato c'è la necessità di un cambiamento culturale che ponga la violenza in capo a chi la agisce; dall'altro è il maltrattante stesso che deve riconoscere e prendersi le proprie responsabilità”.

Alla presentazione del progetto erano presenti anche Anna Maria Celesti, presidente della Società della Salute di Pistoia, Daniele Mannelli e Patrizia Baldi, direttori – rispettivamente – della SdS di Pistoia e della SdS della Valdinievole.

“I percorsi di aiuto per donne e minori sono attivi già da tempo, ma mancava questo tassello: d'altronde l'ente pubblico deve occuparsi di violenza di genere a 360 gradi – è intervenuta la dottoressa Celesti. - Il soggetto maltrattante, parallelamente a un eventuale percorso penale o civile, deve essere recuperato. Solo così si può evitare il reiterarsi di un comportamento violento, che può portare a conseguenze estreme”.

Al momento, tra Pistoia e la Valdinievole si sono già svolti cinque colloqui: cinque uomini che hanno deciso di farsi avanti e di intraprendere un percorso di cambiamento. “I lavori si svolgono anche in gruppo – ha sottolineato la dottoressa Stella Cutini, psicologa. - Su Pistoia proporremo un gruppo di tipo psicoeducativo. Cercheremo di trovare una definizione di violenza, per cominciare. E poi passeremo ad analizzare certi atteggiamenti, le dinamiche di potere e di controllo, la gestione della rabbia, la genitorialità...”.

Il progetto si svolge anche all'interno della casa circondariale di Pistoia. A coordinare i lavori è il dottor Mario de Maglie: “I detenuti che si sono fatti avanti, e che hanno iniziato il lavoro di gruppo, sono già cinque. Abbiamo rivolto l'invito a partecipare a tutti, non solo a coloro che si trovano detenuti per motivi legati alla violenza di genere”.

 

I dati. Nei primi dieci anni di attività nell'area fiorentina, l'associazione ha ricevuto 681 richieste da parte di uomini maltrattanti. Quasi tutti italiani (92%), il 62% ha tra i trenta e i cinquant'anni. E se il comportamento violento risulta trasversale per quanto riguarda lo status socio economico, un'influenza significativa sembra essere giocata dalla disoccupazione: il 13% degli uomini che si rivolgono al CAM ha perduto il lavoro.

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