PISTOIA

Lunedì, 04 Febbraio 2019 15:43

"Il ponte non era chiuso, mia figlia ha rischiato di morire"

L'auto travolta dalla piena L'auto travolta dalla piena

Nessuna transenna o cartello per avvisare del pericolo della piena 

di Ilaria Lumini

PISTOIA - “Mamma aiutaci! Mamma, la macchina. Il fiume. Mamma!”.

L’urlo di terrore di sua figlia, Sabrina, lo sente ancora rimbalzare nella testa. E forse sarà difficile da dimenticare. Così come sa anche che sua figlia è viva. Per miracolo. Perché l'auto sulla quale viaggiava è stata spazzata via dalla piena del Vincio. Una piena che non era stata segnalata con transenne o cartelli. "Mi è stato risposto che erano in ritardo sul controllo delle strade"

Sono le 3 della notte tra venerdì e sabato quando il cellulare della donna squilla e sul display compare il numero di suo figlia.

“Ho capito subito che qualcosa non andava. Non mi avrebbe chiamato nel bel mezzo della notte se qualcosa non andava. E quando ho risposto l’ho sentita gridare aiuto”.

E’ un racconto drammatico, quello della donna. Drammatico, arrabbiato ma consapevole anche che sua figlia sta bene. E’ sana e salva. E non era scontato.

“Perché il ponte sul Vincio non era chiuso. Non c’era una transenna che ha messo in guardia mia figlia nell’attraversarlo. Non c’era un cartello che avvisasse che il fiume era straripato. Un ponte dove non c’è un lampione a far luce e non era stata nemmeno messa una transenna! Perché quando sono arrivata da mia figlia, e l’ho vista dentro alla macchina della Municipale, fradicia, impaurita, la sua auto era immersa nel fiume. E io l’ho chiesto agli agenti: perché non era stata messa una transenna?”.

La ragazza abita con il fidanzato in via di Giaccherino. E per fare prima, di ritorno dal lavoro (lavorano entrambi in due locali del centro storico) passano dal ponte del Vincio, in via del Falserone. Tagliano la strada così da arrivare prima a casa.

Quella sera, la notte tra venerdì 1° e sabato 2 febbraio, i ragazzi partono dal centro intorno alle 2. Hanno finito il turno di lavoro, si aspettano a vicenda per tornare perché l’auto è una sola.

Percorrono la superstrada che porta allo zoo. Piove a dirotto. Ma sanno che il ponte sul Vincio, se non ci sono problemi di piena, può essere attraversato perché la transenna non c’è a chiuderlo.

“Non sono nemmeno arrivati al ponte – racconta la madre – L’auto si è fermata quattro metri prima. Il Vincio era già straripato. L’acqua era entrata già nel motore, mia figlia è scappata dalla portiera lato guidatore perché la sua era bloccata dall’acqua”.

E’ buio. I ragazzi non la vedono, l’acqua. La sentono solo quando entra nell’abitacolo, quando la macchina s’ingolfa, quando la portiera non si apre perché i detriti e la forza del torrente in piena la sta schiacciando.

“Sono fuggiti dall’auto che è stata spazzata via dall'acqua, che ha portato con sé anche pezzi di ponte. Mia figlia poteva morire. Mia figlia non è imprudente. Se ci fosse stato un cartello o una transenna che l’avvisasse del pericolo, avrebbe percorso un’altra strada”. 

La madre arriva in pigiama, quella notte, in via del Falserone.

“Per la strada ho chiamato i vigili del fuoco, ho detto loro che l’auto di mia figlia era nel fiume. Che lei mi sembrava stesse bene ma che aveva bisogno di aiuto. Che c'erano due ragazzi soli, al buio. Quando sono arrivata, era dentro l’auto della Municipale: impaurita, fradicia. E mi ha detto, mamma, non c’era la transenna”.

E l’ha cercata anche la donna, la transenna. E ha chiesto poi agli agenti della Municipale perché non era stato chiuso il ponte sul Vincio. “Mi è stato risposto che erano in ritardo sul controllo delle strade. Mia figlia è viva ma ha rischiato di morire”. 

Tanto era potente il fiume, che i Vigili del fuoco non sono riusciti ad imbragare la Fiat, rimasta incastrata sotto al Ponte, e a tirarla fuori dall'acqua.

Solo intorno alle 17, di sabato 2 febbraio, l'auto è stata recuperata.

 

 

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