PISTOIA

Venerdì, 01 Febbraio 2019 18:52

Vicofaro, il Tar cancella l'ordinanza del Comune

Don massimo con alcuni ragazzi oggi a Vicofaro Don massimo con alcuni ragazzi oggi a Vicofaro foto Image

C'è un vizio di forma. Per l'Amministrazione non cambia niente

di Marzio Dolfi

PISTOIA – “Una notizia inaspettata, ma che ridà grande vigore”, definisce così don Massimo Biancalani la sentenza del Tar toscano che cancella l'ordinanza del comune di Pistoia, che aveva imposto “di cessare l'attività di accoglienza di persone comunitarie ed extracomunitaria” nella parrocchia di Vicofaro.

Dopo la sospensiva dei giorni scorsi il Tribunale Amministrativo regionale annulla il provvedimento, anche con effetti retroattivi. La decisione è arrivata non da un esame dell'ordinanza, ma ma da un vizio di forma che ne mina alle basi la struttura: il ricorso presentato da un pool di avvocati in nome di don Massimo viene accolto “per un difetto di competenza”: le “ragioni sanitarie , impiantistiche e di sicurezza”, che erano state alla base del provvedimento preso dal comune, imponevano che quell'atto fosse firmato dal Sindaco e non dal funzionario tecnico comunale, come invece è stato fatto. La sentenza del Tar ha effetto immediato e retroattivo.

Don Biancalani considera questo giudizio una sorta di rivincita, ancor più significativa “ in un clima come questo in cui per fortuna si avverte il segno che il diritto alla fine è superiore alla politica: il giudice insomma ci garantisce, nonostante un orientamento diffuso negativo e pervasivo in tema di immigrazione, dove prevale sempre un approccio punitivo e normative che stracciano i riferimenti del diritto: con i diritti umani che sembrano diventati opzionali e con naufraghi che diventano ostaggio di un progetto politico. E' fondamentale per questo che la legge ci garantisca e ci protegga da questa deriva”.

E' più rilassato don Biancalani, di fronte a questo documento che arriva dalla Seconda Sezione del Tar toscano. Che dà ragione al suo progetto di accoglienza e ne ristabilisce le basi legali.

“In effetti – dice ancora don Massimo – non ci siamo mai fermati. Ma tutto è stato più difficile”. E ricorda il problema dei permessi. “Molti dei nostri ragazzi, che non sono clandestini, ma hanno permessi in scadenza, quando sono andati in Questura per ottenerne il rinnovo sono stati respinti, perchè l'ospitalità di Vicofaro non aveva valore legale”.

Vicofaro ha resistito, ma l'alternativa era il mercato nero dell'ospitalità: quella cioè di finire in strada, nelle mani di situazioni malavitose. La mancanza di permessi rinnovati per qualcuno ha voluto dire anche perdere un lavoro, faticosamente trovato. “Stiamo studiando la possibilità di chiedere su questo un risarcimento di danni al comune, perchè ciò è avvenuto proprio a seguito di quell'ordinanza”.

Il contenzioso con il comune potrebbe avere insomma un rilancio, questa volta però da parte del Centro di Vicofaro.

Attorno alla parrocchia ruotano ancora più di 100 giovani migranti, in quella che lo stesso don Massimo chiama “una accoglienza emergenziale”. La speranza è quella che si arrivi “a far prevalere il buon senso”, che si ragioni, che si discuta. Per diminuire la pressione su Vicofaro intanto si stanno stringendo rapporti con la Caritas e va avanti il progetto di altre strutture. “Il Vescovo dovrebbe venire nei prossimi giorni – dice don Biancalani – e intanto è intervenuto concretamente per darci una mano nell'impegno che portiamo avanti per ristrutturare la centrale termica”. Sta infatti andando avanti la, costosa, opera di ristrutturazione che prevede anche il rifacimento della cucina e la sistemazione del sottotetto della vecchia Chiesa dei cappuccini.

In tarda serata è arrivata la risposta della amministrazione comunale, che ribadisce quanto era compreso nella ordinanza del settembre scorso. “La sentenza – dice l'Amministrazione Tomasi - non entra nel merito dell'attività svolta all'interno della parrocchia, né si esprime sulla sua legittimità”. Succede sempre quando siamo di fronte a un vizio di forma: l'analisi non va avanti e semplicemente i giudici annullano gli atti.

Ma sulla vicenda, torna ad agitarsi un'aria di scontro, che avrà di sicuro altri sviluppi nei prossimi giorni.

 

Ecco la risposta dell'amministrazione. La sentenza non cambia nulla: i locali non sono adatti

L’Amministrazione comunale prendendo atto della sentenza pronunciata dal Tar in merito all’ordinanza firmata dal dirigente del servizio urbanistica in data 11 settembre 2018 per la cessazione dell’attività di accoglienza nella parrocchia di Vicofaro, precisa che tale sentenza ha dato rilievo esclusivamente al difetto di competenza del soggetto che ha sottoscritto l’ordinanza.
Visti i motivi contingibili e urgenti rilevati durante i controlli sull’idoneità della struttura effettuati dai diversi organi preposti (Asl, Vigili del Fuoco, Vigili urbani), l’emanazione del provvedimento – dice, in estrema sintesi, la sentenza del Tar – non avrebbe dovuto essere di competenza del dirigente comunale ma del sindaco quale ufficiale del Governo.
La sentenza, dunque, non entra nel merito dell’attività svolta all’interno della parrocchia né si esprime sulla sua legittimità, e non inficia in alcun modo gli accertamenti effettuati dalle autorità di controllo (verifiche che vengono regolarmente svolte nelle strutture simili a quella di Vicofaro, nell’ambito dei regolari controlli a tutela della sicurezza all’interno degli edifici).
La sentenza, dunque, nulla sposta sotto il profilo di quanto accertato durante i controlli, a seguito dei quali i locali in questione non sono risultati idonei all’attività svolta.
Per ciò che concerne le violazioni riscontrate, il Comune ha già attivato, per quanto di propria competenza, i procedimenti di contestazione, così come avviene per ogni altra struttura in cui si riscontrano delle irregolarità rispetto alla normativa.

 

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3 commenti

  • Link al commento bibi Sabato, 02 Febbraio 2019 09:41 inviato da bibi

    Visto che sono VECCHIO e ancora per poco il mio cervello sembrerebbe funzionare , mi spendo in un semplice ragionamento .
    Le ordinanze contingibili ed urgenti , sono indubbiamente una competenza sindacale che il responsabile dell'ufficio tecnico , non avrebbe dovuto e potuto firmare.
    Ma a pensar male ....
    Il meccanismo che porta ad una ordinanza di questo tipo , origina da organi di polizia od organi tecnici che refertano situazioni che rientrano nella fattispecie.
    Ci sarebbe da domandarsi , se l'ordinanza relativa a Vicofaro , sia stata una "svista2
    " oppure sia stata prassi corrente della amministrazione .
    Mi domando se non potrebbe essere opportuna una inchiesta di tutti gli atti che , viziati di nullità , hanno determinato danni sanabili da parte dei "colpèiti" con spese notevoli per ricorsi oppure subendo per ignoranza o per ridurre un danno .
    COMPLIMENTI

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  • Link al commento bibi Sabato, 02 Febbraio 2019 09:25 inviato da bibi

    La cialtroneria dell'apparato comunale non si è smentita nemmeno questa volta . Le istruzioni per redarre una ordinanza si trovano anche su Wikipedia ,.
    Non è cambiato niente ? Certamente ! Il cambiamento potrà avvenire solo dopo che saranno sistemate tutte le carenze che sono nei referti degli organi tecnici . Però il divieto espresso dal comune , non avendo nessuna validità , ha provocato un danno a tutti quelli che in forza di tale ordinanza a valore nullo , hanno dovuto subirne gli effetti .
    Un aspetto che ricorda un fatto di oggi . La nave ferma nel porto di Catania , è ferma perché ha problemi , fra l'altro , ai cessi che dopo aver ospitato 47 persone in condizioni disumane , non garantiscono appieno la loro funzionalità. Come sempre , la violenza del dito e la luna ,
    Quante braccia rubate alla terra

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  • Link al commento bibi Venerdì, 01 Febbraio 2019 23:56 inviato da bibi

    Un accanimento degno di miglior causa . Inoltre i provvedimenti contingibili ed urgenti , vedono solo il sindaco nella sua funzione di ufficiale di governo quale titolare dell'azione . INCAPACI

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