PISTOIA

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 21:36

Giostra dell'Orso, per i cavalli chiesta una sola condanna

Secondo il pm l'unico colpevole è il presidente della commissione veterinaria

di Ilaria Lumini

PISTOIA - Nel processo per la tragica Giostra del 2014 in cui vennero abbattuti due cavalli, il pubblico ministero Giuseppe Grieco ha chiesto la condanna per un solo dei sei imputati e soltanto per uno dei due capi d'imputazione contestati. 

Il fatto per il quale il pm ritiene che Riccardo Rinnovati, presidente della commissione veterinaria, sia colpevole, è quello relativo alla morte della cavalla Oracle Force

La purosangue infatti venne fatta correre nonostante che le sue zampe anteriori avessero una circonferenza inferiore al limite minimo di 18 centimetri previsto dal regolamento della Giostra.

Regolamento che, Rinnovati, avrebbe avuto l'obbligo di conoscere e di applicare. In pratica non avrebbe dovuto far correre quel cavallo. Responsabilità che invece non avevano la proprietaria, il preparatore e il fantino per i quali, per questo, il pm ha chiesto l'assoluzione. 

Nella sua requisitoria il pubblico ministero ha spiegato che tale omissione da parte del veterinario ha determinato la morte del cavallo in quanto anche se non vi è una letteratura scientifica che correla la circonferenza del metacarpo agli infortuni, c'è comunque una legge empirica basata sull'esperienza come quella derivante dai 30 anni di studio sugli infortuni capitati al Palio di Siena. 

Una colpa tuttavia limitata quella attribuibile a Riccardo Rinnovati in quanto a causa del caos che quell'anno regnava nell'organizzazione della Giostra, non fu certo messo in grado di conoscere il regolamento nel migliore dei modi. Per questo per lui il pm ha chiesto la condanna alla sola multa di 10mila euro. 

Altre tre assoluzioni il pm le ha poi chieste per il secondo capo di imputazione, quello relativo alla seconda cavalla, Golden Storming, soppressa dopo un infortunio, direttamente con una iniezione mortale di Tanax, senza che prima fosse praticata la sedazione.

Per tale accusa - sempre per il reato di maltrattamento di animali - erano imputati oltre allo stesso Riccardo Rinnovati, anche gli altri due veterinari componenti della commissione, Valentina Vagheggi e Alessandro Spadari. 

Secondo il pm nessuno dei tre aveva però quella posizione di garanzia, quella responsabilità in presenza della quale, si potrebbe configurare un dolo e di conseguenza la commissione del reato di maltrattamenti. Al più ai tre, nella gestione di quella emergenza, si potrebbe contestare una colpa dovuta a imperizia professionale. Colpa che però non è penalmente perseguibile. 

Da qui la richiesta di assoluzione perché il fatto non sussiste. 

Dopo le arringhe dei difensori il giudice Jacqueline Magi ha rinviato il processo al prossimo 25 febbraio per le repliche e la sentenza. 

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