PISTOIA

Sabato, 17 Novembre 2018 17:31

L'emporio della solidarietà per le famiglie in difficoltà

Il taglio del nastro dell'Emporio della solidarietà Il taglio del nastro dell'Emporio della solidarietà

Da Fondazione Caript, Misericordia, Caritas e Conad

di Gina Nesti

PISTOIA – Da oggi la città solidale è più ricca. A Sant’Agostino (via Ferraris), infatti, è stato inaugurato l’Emporio della solidarietà, un supermercato a cui le persone in difficoltà economiche, con una tessera a punti, potranno rivolgersi per gli alimenti di prima necessità. La tessera sarà rilasciata dopo una valutazione delle condizioni economiche delle persone che ne faranno richiesta.

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e portato avanti da Caritas, Misericordia e da Conad, che ha fornito i prodotti a marchio.

E la risposta della città non poteva che essere positiva, tante persone al taglio del nastro di questo nuovo servizio fondamentale per sostenere le famiglie.

Presenti Luca Iozzelli presidente della Fondazione Cassa di risparmio, Sergio Fedi e Roberto Fratoni presidente e direttore di Misericordia, Marcello Suppressa direttore della Caritas, il sindaco Alessandro Tomasi, il prefetto Emilia Zarrilli e Ugo Baldi amministratore delegato di Conad del Tirreno.

“Abbiamo realizzato un progetto che viene da lontano – ha spiegato Suppressa - la prima cosa che colpisce è la bellezza di questo luogo. Qui le persone saranno protagoniste del loro percorso che è un percorso di dignità che inizia dall’ascolto. Ci sarà un gruppo di valutazione che incontrerà le persone che faranno richiesta della tessera. Valutate le condizioni verrà affidato un determinato punteggio che andrà in base al nucleo familiare e all’Isee. Le persone potranno comprare come in un qualsiasi supermercato, ma sui prodotti, invece del prezzo, saranno indicati i punti. Questo è un cambiamento culturale un percorso educativo non solo per dare da mangiare, ma aiutare le persone al superamento di questa fase organizzando percorsi di inclusione e di formazione sia al consumo alimentare che alla gestione familiare. Questo è un luogo aperto alla città”.

Si tratta di un progetto che parte da lontano, quando l’ex presidente della Fondazione Caript, Ivano Paci, iniziò a lavorare all’idea insieme alla Diocesi, alla Misericordia e alla Caritas.

“La solidarietà sta nel codice genetico delle nostre fondazioni di origine bancaria – ha ricordato Iozzelli -. Individuato l’immobile, che avrebbe dovuto essere facilmente accessibile, abbiamo provveduto alla realizzazione. Questi empori, che sono piccoli supermercati, danno la possibilità alle persone che hanno bisogno di accedervi in maniera dignitosa. Questo è un segnale alla città soprattutto in un momento in cui la solidarietà sembra aver perso considerazione. Questo progetto, finanziato interamente dalla Fondazione in seguito alla cessione delle ultime azioni della Cassa di risparmio Pistoia e Lucchesia a Banca Intesa. Proprio nell’accordo avevamo chiesto se oltre al prezzo stabilito per la cessione delle azioni, Banca Intesa avrebbe potuto fare alcuni interventi da noi suggeriti sul nostro territorio, per dimostrare che la banca continua a essere presente in maniera fattiva. Fra gli interventi hanno in gran parte finanziato anche questo progetto”.

La soddisfazione della Diocesi è stata manifestata dal vescovo Fausto Tardelli.

“E’ un giorno importante – ha detto -, siamo soddisfatti di essere arrivati a questo giorno ma allo stesso tempo non possiamo manifestare orgoglio: ci sarà bisogno di questi servizi vuol dire che le cose nella nostra società non vanno bene. E’ un progetto con un valore particolare perché è un esercizio commerciale un modo per non fare sentire le persone a disagio”.

Come detto, un’idea che viene da lontano, come ha ricordato Sergio Fedi.

“Erano gli anni novanta, il periodo della migrazione dai Paesi dell’est, le persone che arrivavano in Italia e avevano bisogno di tutto. Ci venne l’idea di aprire lo spaccio della solidarietà. Per non sprecare le forze ci siamo messi insieme a Caritas. Nel 2008 purtroppo la situazione è peggiorata e abbiamo aperto un emporio per aiutare più persone. Poi abbiamo chiesto alla Fondazione la disponibilità a finanziarci. Paci accettò volentieri di partecipare a questo progetto solidale. Questo locale è stato trovato dalla Fondazione che ha preso tutto il carico, ristrutturazione e pagamento dell’affitto. Il locale sarà operativo nei prossimi quindici giorni. Come Misericordia continueremo come sempre a fare le raccolte nei supermercati del territorio di Pistoia, e i nostri volontari saranno sempre presenti anche qui per affiancare le persone che verranno a fare la spesa”.

“Dopo venti anni di attività questo ambiente è una naturale evoluzione dello spaccio- ha spiegato Fratoni - In questi anni sono stati consegnati circa 5000 quintali di merce a 4500 famiglie. Le donazioni che abbiamo avuto sono pervenute dalle raccolte fuori dei supermercati, dal banco alimentare, dalla donazione di persone, dalla grande distribuzione, dalle scuole, dal denaro donato dalla Fondazione e dal nostro cinque per mille. Sono stati 400 i volontari impegnati, alcune persone aiutate sono diventate poi volontari”.

Importantissimo nel progetto anche il ruolo di Conad del Tirreno, una presenza spiegata da Ugo Baldi.

“Conad è parte integrante della comunità – egli ha detto – e cerca di essere sempre presente nei momenti necessari: nell’arte, nella cultura, nell’economia. In questo caso ci fa piacere aiutare la parte più debole, lo abbiamo sentito come un dovere e vorrei ringraziare Iozzelli e Palchetti (vice presidente della Fondazione) che vennero da me a chiedere se mi interessava partecipare a questa iniziativa. Posso dire di essere stato felice di averlo fatto. Oggi mi sento molto soddisfatto per questa opera importante che dà dignità a chi a bisogno”.

“Quando vengono inaugurati questi luoghi abbiamo sentimenti contrastanti – ha detto Tomasi – la nostra non è una felicità completa perché ci auguriamo tutti che un giorno non siano più necessari. Spero che nel tempo siano sempre meno le persone che ne avranno bisogno”.

“Ho potuto conoscere una realtà importante sul territorio – ha sottolineato la dottoressa Zarrilli - questa è una città che tutti hanno definito chiusa ma nel momento del bisogno, nella solidarietà ha una apertura congiunta, creando una rete. Spero che qui in futuro non ci sia solo il marchio Conad ma anche quello di altre imprese e aziende che così potranno arricchire la partecipazione a questo progetto della città”.

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