PISTOIA

Venerdì, 12 Ottobre 2018 17:19

Vicofaro, parlano gli operatori che seguono i ragazzi

nella foto un momento della conferenza stampa nella foto un momento della conferenza stampa foto Reportpistoia

"Non accettiamo le chiacchiere, si venga a Vicofaro a conoscere"

di Ilaria Lumini

PISTOIA - Davanti a un pallone siamo tutti giocatori. Ed è per questo che a Vicofaro è nata una squadra di calcio iscritta al campionato Uisp.

Perché lo sport serve anche e soprattutto come motore per l'integrazione.

Ne è convinto l'educatore professionale Marco Pettini, romano di nascita ed ex professore all'Università.

A Vicofaro non svolge solo il ruolo di educatore con i ragazzi - Pettini ha lavorato a Roma con don Luigi Di Liegro, primo direttore della Caritas capitolina - ma è anche l'allenatore dell'International Vicofaro.

Venticinque ragazzi dai 20 ai 25 anni. Hanno giocato le prime partite di campionato: due le hanno perse. La terza, quella di domenica scorsa, è stata vinta.

"In fondo al campionato avranno gioito per le vittorie, pianto per le sconfitte e conosciuto e giocato con tanti pistoiesi" dice Pettini.

E poi c'è il dottor Roberto Barontini che dice apertamente che a Vicofaro non ha certo conosciuto don Massimo Biancalani perché è entrato in chiesa.

"Ma sono un medico e un politico, politico perché il mio vangelo è la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo". 

Barontini - che passa da Vicofaro tre volte al giorno - fa parte di MeDu, i medici per i diritti umani che visitano il centro due volte al mese.

"Se ci sono malattie a Vicofaro? Quando ho la minima preoccupazione di una qualche forma di infezione i ragazzi vengono sottoposti a tutta una serie di esami specifici. Oltre agli esami a cui già sono stati sottoposti".

Ed è arrabbiato il medico, e sono arrabbiati tutte le altre figure, dall'ingegnere, all'operatore, ai professori di italiano, per quello che è stato riportato nella petizione firmata dai 190 residenti

"A Vicofaro c'è un ritorno della Tubercolosi, ho sentito anche questa! E io, che sono un medico, non mi sarei accorto di una infezione del genere?" commenta il Barontini.

E così la signora Lidia, che lavora soprattutto con il gruppo delle ragazze.

"Ho sempre lavorato con i ragazzi ospiti in parrocchia dal 2016 e non ho mai avuto problemi - commenta Lidia - Ho avuto affetto e rispetto. Sono qui da due anni e mezzo e gli unici acciacchi che ho sono dovuti alla mia vecchiaia". 

Ma non è la solo "la presunta malattia" a Vicofaro che agli operatori ha dato fastidio. Ma la parte della petizione in cui si mette in dubbio che i ragazzi non vengano seguiti da figure professionali e specializzate. 

Mauro Matteucci, professore di italiano e insegnante di italiano per i ragazzi insieme a Lidia e Anna Maria, lo vuole ribadire, più volte. "Quello che mi ha più ferito in questa petizione è che non si colga l'aspetto educativo di questa esperienza. Qui non c'è alcun ragazzo che è ciondoloni, lavorano il giorno e vanno a scuola la sera. Oltre a tutto il lavoro fatto con loro con i corsi. Li vedono parlare al cellulare? Certo, telefono alla loro famiglia che sta in Africa". 

E poi a a Vicofaro c'è "il supporto di saggezza" dice don Biancalani di don Ezio Palombo, amico carissimo di don Lorenzo Milani. Doriano Maranelli, presenza fissa in parrocchia. Il mediatore culturale, un giovane nigeriano iscritto all'Università di Firenze.

E ancora: Luciano Michelacci che segue il progetto dell'orto biologico; la squadra di avvocati (Ermanno Buiani e Elena Baldi); e poi Aurora e Arianna dell'Unione sindacale di base. Le due sindacaliste spiegano che da Vicofaro sono partite alcune denunce per sfruttamento del lavoro. 

Per non parlare del tutto il team che segue i lavori per la messa in sicurezza dei locali della parrocchia a seguito della relazione dei Vigili del fuoco: ingegner Gori e l'azienda edile di Giovanni Cicco e il socio Santo che lavora anche in Africa. 

"Abbiamo tolto il pericolo delle due caldaie non a norma perché vecchie - spiega Gori - Queste non ci sono più, verranno sostituite con nuove e posizionate in luoghi a norma. L'azienda Dami srl di Larciano si occupa dell'impiantistica. Stiamo facendo un lavoro a 360° su Vicofaro per mettere in sicurezza la struttura, abbiamo parlato già con la soprintendenza, con il Comune, con la Asl e con i Vigili del fuoco". 

Il pericolo per i 12 migranti del Cas - le caldaie - è passato. Con i Vigili del fuoco verrà discusso anche di quanti migranti sarà poi possibile ospitare.

Intorno al tavolo, a parlare del lavoro che viene fatto con i ragazzi, oltre a don Massimo Biancalani, ci sono 15 persone. Qualcuno manca all'appello. 

"Non accettiamo le chiacchiere sulle malattie - concludono - non accettiamo le minacce, non accettiamo che si dica che qui a Vicofaro non c'è un programma serio di accoglienza. E' in gioco la dignità dei ragazzi, degli operatori e della comunità. Si venga a Vicofaro a conoscere, si venga a parlare con i ragazzi, che sono volti e storie". 

E poi ancora "Il mondo cattolico ha lasciato solo Biancalani". 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1 commento

  • Link al commento bibi Venerdì, 12 Ottobre 2018 19:43 inviato da bibi

    Mi piacerebbe suonare tutti i campanelli dri firmatari della famosa petizione e far ripetere la firma , e veder la loro faccia . Qualcuno non risulta all'indirizzo , qualcun altro non ha mai firmato , Altri sono ospiti del Camposanto - Con attenzione si è veramente interessato il nostro Salvini , che gioisce tutte le volte che può intervenire su chi cerca soluzioni che la politica non da e non potra mai dare.
    Per la solitudine dei numeri primi ? Meglio parlare del libro .

    Rapporto

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