PISTOIA

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 12:44

Fermo per 10 mesi un reclamo del Difensore civico

Paradosso dei disservizi a Poste Italiane

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Il reclamo lo ha fatto direttamente l'Ufficio del Difensore Civico. Ma le Poste non rispondono da 10 mesi. E' un paradosso in questa vicenda, nata per sottolineare disservizi e rimasta vittima essa stessa di un disservizio.

Nel novembre dello scorso anno il Difensore civico scriveva ad un utente di Monsummano per informarlo sullo stato della sua pratica e inviava la documentazione relativa con posta ordinaria.

Tre giorni dopo Poste Italiane restituiva al mittente la busta, dichiarando che il destinatario era sconosciuto.

Fatte le dovute verifiche sulla correttezza dell’indirizzo e sull’esistenza davanti casa della apposita cassetta delle lettere, lo stesso Difensore civico presentava reclamo online a Poste Italiane. Era il 14 dicembre 2017.

Quasi due mesi dopo, il 2 febbraio 2018, non avendo ricevuto nessun riscontro al reclamo, dall'Ufficio è scattata una denuncia all’Autorità di garanzia delle telecomunicazioni.

“Ad oggi – sottolinea l'avvocato Manuele Bellonzi, Difensore Civico pistoiese –- non abbiamo ricevuto alcuna risposta dagli enti interessati”. E sono passati 10 mesi. Se si voleva un esempio di disservizio, eccolo qua.

“Molti cittadini si rivolgono a noi – ci dice l'avvocato Bellonzi - puntando il dito sulla qualità e sulla puntualità della consegna della posta. Poste Italiane, anche dopo la liberalizzazione, continua ad essere un servizio pubblico e come tale deve comportarsi. Dopo l'introduzione della consegna a giorni alterni, hanno pagato soprattutto i cittadini più fragili: a partire da quelli delle zone più isolate della montagna e dalle persone anziane”.

C'è, evidente, il segno di un disagio. Non ci sono statistiche precise, ma i disservizi si moltiplicano. “Non vogliamo generalizzare – ci dice ancora il Difensore civico pistoiese – ma certe situazioni non possono essere accettate e sono decisamente frustranti per alcuni persone, i più deboli appunto”.

Così l'Ufficio, che fra i suoi compiti ha anche quello di tener d'occhio la qualità dei servizi pubblici, ha deciso di intervenire. E si è trasformato in cittadino, incappando lui stesso in un dissservizio... lungo 10 mesi.

Poste Italiane resta un servizio pubblico “che si deve conformare ai principi di semplificazione e trasparenza, uguaglianza e imparzialità, efficienza, efficacia e collaborazione”. Parole importanti, che non possono rimanere sulla carta.

 

 

 

 

 

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