PISTOIA

Venerdì, 05 Ottobre 2018 15:39

Copit su noleggio bus turistici: tagliato perché in perdita

il cda di Copit il cda di Copit

Tripi (Pd): la risposta dell'azienda apre molti altri interrogativi

PISTOIA - "La gestione dei noleggi turistici ha comportato per l’Azienda una perdita cumulata negli esercizi 2012 -2017 di quasi 300.000 euro, ed anche il dato emergente dalla situazione semestrale mostra un trend negativo per il settore che rischia di trascinare in perdita l’intero bilancio 2018". 

L'azienda Copit, con un comunicato, interviene sulla notizia della cessazione del servizio di noleggio autobus.

"La scelta di cedere il ramo di azienda peraltro con una plusvalenza - precisa Copit -  non è in alcun modo contraria al Piano Operativo approvato dai precedenti amministratori, che – è bene ricordarlo – richiamava la possibilità di conseguire nel 2018 ulteriori perdite di ricavi dal settore per 100.000 euro"

La cessione, spiega Copit, appare in linea anche con l'operato di fatto del precedente CdA, che ha bloccato gli investimenti nel settore (un solo autobus nuovo da turismo acquistato nel 2016 e nulla più).

"Ed anzi ha deciso il disinvestimento di mezzi (tre bus passati sulle linee di Tpl) e di uomini, laddove si è deciso di non sostituire in tempo utile il personale cessato per pensionamento. Decisione questa del precedente CdA che reputiamo tanto più legittima in una fase estremamente delicata (e che tale resterà finché non verrà sciolto il nodo sull'esito della gara regionale da parte della Corte di Giustizia e del Consiglio di Stato) del trasporto regionale che vede tutte le aziende del settore impegnate a concentrarsi su scelte che privilegino il Tpl, evitando di disperdere risorse e personale in attività meramente commerciali con marginalità per l’Azienda sempre più ridotta, se non addirittura negativa, vista l'insostenibilità della concorrenza con altre aziende completamente private".

Per Copit "è evidente quindi che la dismissione del noleggio non va assolutamente nella direzione di un indebolimento dell'Azienda ma, al contrario, in quello, del tutto opposto di una sua migliore gestione, mediante la concentrazione delle "forze" aziendali nell'ambito del Tpl (e del servizio di Scuola bus). Peraltro, essendo Copit una Società a controllo pubblico, il mantenimento in essere di una attività estranea al core business aziendale (che è ovviamente il Tpl, avente natura di servizio pubblico) e ad ogni modo avente natura pacificamente commerciale (trattasi infatti di attività che si rivolge al mercato) desta numerosi perplessità, non solo sotto il profilo aziendalistico, ma anche sotto il profilo giuridico, nella misura in cui detta attività, lungi dal consentire economie di scala o altri recuperi di efficienza sul complesso dell'attività principale della Società, si chiude costantemente con ingenti perdite, con il rischio finale di trascinare in negativo i conti complessivi della Società medesima".

Alla luce dei risultati evidenziati dalla contabilità separata dell’Azienda per l’esercizio 2017 e per i primi sei mesi del 2018 per il servizio di noleggio turistico "l’attuale organo amministrativo è stato chiamato a prendere senza indugio una decisione che fosse innanzitutto conforme alla legge, nonché a salvaguardia dell’integrità del patrimonio aziendale, e quindi al mandato conferito dagli azionisti, e non, come superficialmente affermato nell’articolo, a vantaggio del socio privato: dovrebbe essere un concetto facile da comprendere che tale decisione, per la tipologia di clientela fortemente frammentata e radicata sul territorio, non è in grado di avvantaggiare il socio CAP Prato, ma evidentemente non lo è per tutti" continua Copit.

"Assolutamente non veritiero è poi che la decisione in questione sia stata assunta senza mettere al corrente i sindacati, i quali, invece, sono stati puntualmente informati in proposito nella riunione tenutasi presso l'Azienda in data 6 agosto e ai quali comunque la situazione è da tempo nota. Si evidenzia, infine, come la scelta aziendale non comporti ovviamente alcun licenziamento, atteso che il personale che veniva impiegato in modo promiscuo nell'attività di noleggio e Tpl, verrà integralmente assorbito dal servizio di trasporto pubblico" conclude l'azienda. 

Il commento al comunicato del capogruppo Pd in consiglio, Walter Tripi

Per il PD, il comunicato di Copit in merito alla cessione del servizio di noleggio apre molti più interrogativi di quanti volesse chiuderne.

Alcuni di questi sono stati posti con una interrogazione inviata a protocollo questa mattina e riguardano sia il metodo che il merito della scelta.

"Da quel che scrive l'azienda, si è venduto soltanto i ricavi del servizio di noleggio, spostando però i costi vivi sul Trasporto Pubblico: migliorare i servizi al cittadino sarà ancora più difficile se non con ricadute sul bilancio, che pagheranno comunque gli utenti" - scrive il capogruppo PD Walter Tripi.

La perdita di cui parla Copit - continua la nota del capogruppo Pd - non tiene conto dei costi diretti e indiretti.

"In pratica, è come vendere una macchina per non inquinare, continuando però a comprarne benzina e gasolio. Su questa scelta, però, sono anche altri passaggi che non tornano ai democratici - sottolinea Tripi - Vista l'ingiustificata fretta, che metodo si è usato? Come si sono individuati gli acquirenti? A quali condizioni? Gli autobus del noleggio, che in passato erano usati in emergenza anche per le scuole, resteranno in dotazione?".

Il dito viene però puntato anche sul mancato coinvolgimento. "Il Comune è il maggior socio di Copit e in pieno agosto, senza nessun coinvolgimento del Consiglio Comunale, si è fatto una scelta del tutto superficiale. Vogliamo almeno dare per scontato che il CdA abbia valutato formalmente il possibile conflitto di interesse con il socio privato Cap, che con i noleggi ci campa. Notiamo che, sui social, i membri del CdA sono sempre pronti a dare sprezzanti lezioni di stile. Ci auguriamo siano anche in grado di spiegare a fondo questa operazione, che avrà una ricaduta sul servizio di trasporto pubblico molto più di quanto si voglia far credere" conclude Tripi.

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