PISTOIA

Giovedì, 04 Ottobre 2018 09:39

Pistoia, stalker finge di appartenere ai corpi speciali

il sequestro della Polizia in casa del pistoiese il sequestro della Polizia in casa del pistoiese

Ora rischia fino a 6 mesi e mezzo di carcere

PISTOIA - Ha prima convinto la donna di essere un appartenente a particolari corpi speciali di pronto intervento di una forza di polizia, specializzati in attività di contrasto “anti-stalker” poi ha creato un falso profilo Facebook e ha cominciato a perseguitarla come anonimo stalker.

Infine si è offerto di aiutarla a difendersi dal “misterioso” persecutore, intervenendo come “operatore/macchina da guerra antistalker” per rintracciarlo e “eliminarlo”.

Un 42ennne pistoiese è stato denunciato dalla Polizia per essersi spacciato per un appartenente alle forze speciali per sedurre e perseguitare una coetanea. Al termine degli accertamenti condotti dalla Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Pistoia, diretta dal primo dirigente Luca Gorrone, è scattato l’ammonimento del Questore e la denuncia all’autorità giudiziaria. Ora rischia fino a sei anni e mezzo di carcere.

L'uomo ha infatti messo in atto un elaborato “copione” per riuscire ad ingannare e sedurre una coetanea, già sposata e con famiglia, conosciuta in adolescenza e incontrata casualmente dopo anni.

Per poi continuare a perseguitarla per mesi mettendo in atto comportamenti frutto di un disegno criminoso pianificato nei minimi dettagli, con il solo scopo di costringerla inizialmente a inviare foto intime e poter quindi poi compiere atti sfociati in vere e proprie azioni criminali nei suoi confronti, progettando il completo assoggettamento ai propri voleri della vittima.

Come detto, il 42enne prima convinto la donna di essere un “anti-stalker” poi ha cominciato a perseguitarla come anonimo stalker su internet, ed infine si è offerto di aiutarla a difendersi dal persecutore.

Prima di vantarsi di aver “eliminato” fisicamente lo stalker, l’uomo ha mostrato foto e filmati di repertorio delle vere forze di polizia antiterrorismo reperibili in rete, spacciandosi per uno di loro, in modo da rendere sempre più verosimile le sue doti di tutore della legge attivo, impavido e feroce; si inventa persino un proprio nome in codice. Facendo credere alla vittima di averla inserita in un programma particolare specifico per questo tipo di reati, riesce a monitorarle telefono, mail e profilo facebook ottenendo dall’ignara vittima le credenziali di accesso, naturalmente “per proteggerla”.

Quando la donna attraversa una crisi per le persecuzioni che le sta infliggendo e da cui contemporaneamente finge di operarsi per difenderla, l’uomo arriva persino ad accompagnarla alle sedute di psicoterapia, presentandosi spudoratamente al professionista indossando il passamontagna per “tutelare” la propria identità e per avvalorare nei confronti di lei la propria posizione e immagine “protettiva”.

Grazie al vantaggio dato dalla spudorata dichiarazione di aver “eliminato” il pericoloso persecutore, approfittando della vulnerabilità indotta nella donna, riuscirà infine ad intrecciare con lei una relazione extraconiugale, che prosegue tra alti e bassi, dovuti soprattutto e paradossalmente alla gelosia dell’uomo.

Dopo un certo tempo arriva a pretendere il trofeo definitivo delle proprie fatiche: un legame affettivo esclusivo.

Nei fatti è geloso, possessivo e alterna la minaccia di rivelare pubblicamente la loro relazione a quella di togliersi la vita se dovesse essere lasciato ogni volta che la donna tenta di interrompere la relazione.

A questo punto è diventato un persecutore, che mette in atto ogni attività tipica dello stalker, con appostamenti, minacce, centinaia di telefonate e messaggi giornalieri e altro, col solo fine di mantenere o riprendere in ogni modo il rapporto nelle sue varie fasi.

L’attività persecutoria arriva a colpire anche tutti coloro che circondano la donna, parenti (la madre) e soprattutto gli amici, dopo che la ragazza, in un momento di coraggio, lo aveva “bannato” sui social network.

L’uomo non esita a ricordarle e a rinfacciarle più volte che, grazie a lui , è ancora sotto protezione nel programma speciale anti-stalking, e che è stato lui a salvarla da quel pericoloso criminale, esponendosi in prima persona.

Finalmente la donna realizza il suo ruolo di vittima e comprende il livello di pericolo rappresentato dall’uomo, e comincia a temere concretamente per la sua stessa incolumità e per quella dei propri familiari, in particolar modo dei propri figli: comincia a cambiare continuamente le proprie abitudini di vita, inutilmente, e alla fine, esasperata, si rivolge ad un centro di aiuto, che la aiuta a presentare una istanza di ammonimento alla Questura.

Di fronte ad una donna ormai preda di in un grave stato di ansia e di paura, mentre ancora l’uomo continua a seguirla e cercarla anche attraverso azioni rivolte contro la madre o altre persone a lei vicine, proprio con lo scopo di reperire informazioni e apprendere le sue nuove abitudini, il Questore di Pistoia, fatti gli opportuni urgenti accertamenti, emettere immediatamente il provvedimento di Ammonimento, risultando necessario interrompere con decisione la crescente attività persecutoria in atto.

Intanto il personale della Divisione ottiene ed esegue misure straordinarie anche da parte della Magistratura pistoiese, e la settimana scorsa gli agenti dell’Anticrimine si sono presentati a casa del finto “collega” per una mirata perquisizione

In casa sono stati sequestrati computer e il passamontagna utilizzato dalle forze speciali con cui si era presentato alle visite dello specialista che curava la donna.

 

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