PISTOIA
Giovedì, 12 Luglio 2018 10:19

Confcommercio. Sangalli: La pressione fiscale blocca lo sviluppo"

Carlo Sangalli Carlo Sangalli

Il presidente chiede lotta al'abusivismo e all'illegalità

PISTOIA – Il nostro Paese ha bisogno di una crescita robusta, duratura e diffusa, ma l’attuale pressione fiscale è incompatibile con qualsiasi prospettiva di crescita e sviluppo.

Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio ha indicato la strada che il Governo dovrebbe seguire per dare forza ad una ripresa appena accennata, incerta, se è vero che le previsioni per il 2018 indicano una crescita del Pil dell’1,2% e dei consumi di appena l’1%.

Davanti a centinaia di soci, riuniti nel convento di Giaccherino per l’annuale assemblea di Confcommercio Pistoia e Prato, Sangalli ha compiuto una analisi della situazione partendo dai numeri.

In Toscana 13mila aziende rappresentate da Confcommercio, hanno chiuso; tra Pistoia e Prato sono oltre 2mila le imprese che hanno cessato l’attività. Dati allarmanti a cui occorre rispondere con strumenti diversi: infrastrutture, sicurezza, pressione fiscale, credito alle imprese.

Ma il primo atto del nuovo Governo non va proprio in una di queste direzioni.

“Sul Decreto dignità – ha detto Sangalli – abbiamo manifestato qualche preoccupazione perché sono stati commessi due errori: uno di metodo, l’altro di merito. Di metodo perché si è voluto procedere senza coinvolgere le parti sociali, di merito perché questa stretta ai contratti a termine, aggrava i costi, aumenta le incertezze e il rischio di contenziosi. Ma, soprattutto, non dà una spinta ai rapporti a tempo indeterminato. I voucher devono essere reintrodotti nei settori dell’agricoltura e del turismo, commercio e servizi”.

Poi ha rivendicato con forza la vittoria ottenuta con il blocco dell'aumento dell'Iva, una battaglia condotta anche quando altre associazioni sembravano incerte: "E' una nostra conquista che tutela i nostri associati ma anche i cittadini. Vorrei ricordare che il commercio rappresenta il 40% del Pil e garantisce il 40% dell'occupazione. L'aumento dell'Iva avrebbe colpito non solo le attività, ma anche i cittadini, e in particolare le persone che vivono nella fascia di povertà, circa 5 milioni di italiani e tutti coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. L'Iva - ha detto Sangalli - non si tocca né si baratta".

Il presidente Sangalli si è poi soffermato su alcuni punti che una politica moderna dovrebbe affrontare a favore del commercio e dei servizi, a cominciare dal contrasto all'abusivismo: stesso mestiere, stesse regole, e alla lotta al'illegalità.

Poi il rapporto vitale tra città, territorio e commercio. Il commercio, ha ricordato Sangalli, fa parte della storia delle città, le attività commerciali operano anche contro l'imbarbarimento sociale, sono un presidio culturale. A questo proposito si è soffermato sul ruolo del negozi di vicinato: "Cogliamo segnali di riscoperta del ruolo di queste attività - ha detto - e questo è importante perché pensare al piccolo non significa pensare in piccolo, né postulare né chiedere politiche da riserve indiane, significa invece costruire una piattaforma di regole che consenta alle imprese di poter crescere".

 

 

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