PISTOIA

Martedì, 10 Luglio 2018 19:00

Pistoia capitale italiana del Glifosato, l'erbicida dei vivai

In un articolo de La Stampa l'allarme per concentrazioni oltre il limite di 20-30 volte

PISTOIA – L'allarme lo ha lanciato due giorni fa Veronica Ulivieri su “La Stampa”: troppi pesticidi nei vivai pistoiesi. Il tema è vecchio, ma i dati sono nuovi. E fanno riaffiorare preoccupazioni conosciute e mai del tutto affrontate.

Il titolo è chiaro: “Tanti, troppi pesticidi sulle vigne del Prosecco”. E partendo dagli spumanti di Conegliano l'analisi approda alle mele di val di Non e, appunto, ai vivai di Pistoia. Tutti accomunati da “concentrazioni record” di inquinanti.

Per Pistoia il dito è puntato soprattutto sul glifosato, l'erbicida al centro di numerose polemiche e studi sul suo impatto ambientale. Un aggressivo chimico non proibito, ma che sarà possibile usare solo fino al 2022 così come deciso dai regolamenti europei. Non proibito insomma, ma in via di esserlo. E sicuramente poco... raccomandabile.

La Stampa parla di Pistoia come “capitale italiana del Glifosato” (evidenziando l'argomento in un sottotitolo che richiama l'eco di Pistoia capitale della Cultura).   

Il ritratto che ne viene fuori non è certamente dei più tranquillizzanti.

Scrive La Stampa: “Alle criticità legate al principio attivo, la cui pericolosità è stata per anni sottostimata e anche nascosta, va aggiunto l'uso elevato e ripetuto che se ne fa, dovuto anche al costo molto basso. Un utilizzo che in certi casi è anche improprio: il rinvenimento di tracce di glifosato nella birra, infatti, mostra come l'erbicida venga utilizzato anche per facilitare il raccolto di cereali come l'orzo”, dice Stefano Benevenuti, ricercatore della facoltà di Agraria dell'università di Pisa. Proprio in Toscana si trova la capitale italiana del glifosato. A Pistoia, infatti, gli oltre 5mila ettari di vivai che la rendono “città verde d'Europa” hanno anche un lato oscuro: l'uso massiccio dell'erbicida. “Se in agricoltura i trattamenti con il glifosato avvengono una o due volte l'anno, a Pistoia nei vivai si arriva a usarlo con cadenza mensile”, aggiunge Benevenuti. Come se non bastasse, racconta Marco Beneforti del Wwf, “i vivai si trovano in mezzo alle case, lungo i fiumi anche senza rispettare la distanza prevista dalla legge. Le persone che vivono vicino ai vivai, in molti casi creati dopo la costruzione delle abitazioni, corrono il rischio di inalare i pesticidi. Non sono mancati casi di intossicazione, e si sono osservati fenomeni di dilavamento nei fiumi di queste sostanze chimiche”.  

Il giornale torinese sottolinea poi come Arpat Toscana, nel suo ultimo rapporto di marzo 2018 sulla contaminazione a Pistoia, delinea un quadro preoccupante. Si parla di concentrazioni di pesticidi nei corsi d'acqua che superano il limite anche di 20-30 volte.

“Il maggior contributo – scrive Veronica Ulivieri - è dovuto a Glifosate e AMPA (il suo metabolita, ndr), oltre a vari erbicidi come Oxadiazon, Oxifluorfen e Pendimethalin. I diserbanti contribuiscono tipicamente al valore dei pesticidi totali per oltre il 90%; ciò nonostante anche alcuni antiparassitari determinano un superamento degli standard di qualità, per singolo principio attivo, in particolare Boscalid, Dimetomorf e Carbendazim tra i fungicidi e Imidacloprid e Tebufenozide tra gli insetticidi”.

E cita l'Imidacloprid, il neonicotinoide bandito dall'Europa in campo aperto, ma ancora permesso in serra.

Occorrono, come indica l'articolo citando l'Arpat regionale, “energici interventi correttivi delle pratiche agricole, in particolare di quelle vivaistiche”, come la “limitazione dei diserbanti” o la “promozione di pratiche agronomiche che limitano il ruscellamento delle acque contaminate nel retico idraulico”.

La Stampa riprende ancora Beneforti: “la Provincia ora vorrebbe dare la possibilità di ampliare le aree a vivaismo, consentendo di realizzarne di nuovi anche in collina e sanando la situazione di quelli irregolari che si trovano a ridosso dei fiumi”.  

Il finale dell'inchiesta ha toni ancora più preoccupanti. Il sottotitolo è “Il prezzo da pagare” e denuncia uno studio epidemiologico sulla salute dei cittadini pistoiesi che non è mai stato fatto. Non ci sono dati “sul campo” insomma, ma ci sono invece ricerche: a partire da una ricerca-pilota condotta dall'istituto bolognese Ramazzini con numerose università europee e americane sugli impatti del glifosato.

I primi esiti sono assai preoccupanti. Li cita ancora l'articolo de La Stampa: “Gli erbicidi a base di glifosato, anche a dosi considerate sicure e dopo un periodo relativamente breve di esposizione (equivalente nell’uomo ad un’esposizione dalla vita embrionale fino ai 18 anni), possono alterare alcuni importanti parametri biologici, in particolare relativi allo sviluppo sessuale, alla genotossicità e al microbioma intestinale”, scrivono gli scienziati.

“Evidenze sufficienti – conclude il suo articolo Veronica Ulivieri - per decidere che dalla fase pilota bisogna passare adesso a uno studio globale e di lungo periodo, destinato a partire non appena si concluderà la campagna di crowdfunding lanciata online”.

Temi in parte conosciuti, a lungo discussi, ma spesso sottovalutati. E di sicuro ancora da approfondire. Alla luce di nuovi dati dell'Arpat e di nuove indicazioni che arrivano dalle ricerche universitarie. (m.d.)    

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2 commenti

  • Link al commento Nicola Cocchi Martedì, 10 Luglio 2018 22:13 inviato da Nicola Cocchi

    Direi che sono dati molto preoccupanti. Del resto sapevamo di essere avvelenati dai vivai ma i mezzi di informazione pistoiesi fanno a gara a cercare di convincere i cittadini che l'uso di queste sostanze è oggi fatto in modo tale da non comportare rischi per la popolazione. E poi, scusate, ma con due giornali cartacei, una televisione e tre o quattro giornali on line bisognava aspettare che queste cose ce le dicesse "La Stampa". Il problema è che i vivaisti, in primis la ditta Vannucci, si pagano il silenzio dei media sponsorizzando i mezzi di informazione e noi veniamo tenuti all'oscuro di tutto. Senza parole per lo schifo che fa la Provincia che intenderebbe aumentare la superficie di terra a vivaio ma non è una novità che la Provincia faccia schifo…. Ora noi avvelenati dobbiamo darci da fare perchè vengano fatte queste benedette indagini epidemiologiche che non si vuole che siano fatte e divulgate e dopo, dopodiché far valere in qualsiasi modo il diritto a non essere avvelenati.

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  • Link al commento Cleopatria Martedì, 10 Luglio 2018 20:14 inviato da Cleopatria

    La questione mi pare molto preoccupante ma nello stesso tempo noi cittadini ci sentiamo annichiliti, inermi e senza informazioni certe, quasi dovessimo accettare gioco forza la situazione. Non capiamo se tali sostanze, per come utilizzate, siano legali e quindi se vi è qualcosa di illegale nelle concentrazioni di pesticidi rilevate nei corsi d acqua pari a 30 volte. Non capiamo chi dovrebbe fare i controlli e le eventuali sanzioni se dovute. Non capiamo se i malati di tumore a Pistoia sono superiori alla media nazionale..Non capiamo se "il prezzo da pagare" per vivere in queste zone sia ancora ragionevole nonostante il bene che vogliamo a questa città. Nessuno ne parla quasi mai, come se a non parlarne il problema svanisse. Grazie a Report Pistoia per l articolo.

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