PISTOIA
Venerdì, 06 Luglio 2018 16:18

Sostenibilità, salute, ambiente: i comitati contro la variante

Hanno presentato le proprie osservazioni alla variante al piano territoriale

di Guendalina Ferri

PISTOIA – Tutelare il paesaggio, garantire la sostenibilità, rivedere le nuove aree vocate al vivaismo. È su questi tre punti che si basano le osservazioni di comitati e associazioni del territorio alla variante al piano territoriale di coordinamento.

Tre di questi gruppi – WWF, il coordinamento Valli delle due Buri e il comitato San Rocco – stamani, allo Spazio di via dell’Ospizio, hanno parlato tramite i loro rappresentanti delle osservazioni che hanno già presentato.

“Ci sembra che la variante sia stata affrontata in modo superficiale, poco ponderato – spiega Pierluigi Palandri di WWF -. Per dire, ci sono delle contraddizioni tra la legge regionale n. 41 del 2012 sul vivaismo e la decisione di allargare il numero di aree vocate al vivaismo”.

È forse questo il punto su cui si soffermano di più i vari gruppi. Le preoccupazioni legate all’ampliamento delle zone vivaistiche sono diverse.

“Prima di tutto, abbiamo delle perplessità riguardo le infrastrutture – prosegue Palandri -. In certe zone, come quella a nord di via Sestini, il reticolo stradale è vecchio, spesso sterrato, inadatto al passaggio di mezzi pesanti. Adibire quell’area alle attività vivaistiche, come prevede la variante, creerebbe non pochi problemi. A meno che non si voglia andare a lavorarci pesantemente, stravolgendo così il paesaggio”.

Il comitato di San Rocco, tramite la voce della coordinatrice Silvia Capo, esprime un altro timore. Forse il più forte. “Un aumento delle aree vocate al vivaismo equivale a un aumento di fitofarmaci, pesticidi, sostanze chimiche potenzialmente dannose per la salute” sottolinea. Per di più a due passi da casa.

“Anche le acque nei dintorni possono risentirne, esserne contaminate” le fa eco Andrea Amoroso, del coordinamento Valli delle due Buri.

Un’altra contraddizione evidenziata dai gruppi: la variante dice che, allo scopo di ampliare le aree vocate al vivaismo, si dovranno identificare modi alternativi per procurarsi l’acqua necessaria. “Ma andavano identificati prima” puntualizza Palandri. Non solo: alcune delle zone interessate dall’ampliamento dei vivai – tra cui proprio l’area a nord di via Sestini, dopo Pontenuovo – erano state individuate dal consiglio di Stato come aree di pregio da tutelare.

Il comitato San Rocco ha anche pensato di raccogliere delle firme a supporto delle proprie osservazioni: ne sono già state raccolte 300 cartacee e oltre 500 online. Tra le associazioni che si stanno facendo avanti in questi giorni – c’è tempo fino a domani per presentare eventuali osservazioni – ci sono anche ABC, il comitato di Pontenuovo, Acqua Bene Comune, Palomar. Dopodiché si tratterà di aspettare fino a una nuova pronuncia del consiglio provinciale.

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