PISTOIA

Martedì, 03 Luglio 2018 19:40

Via Sestini e Pontenuovo, ancora problemi

“Risultato solo parziale” anche in tema di sicurezza. Nella zona restano problemi aperti

di Lorenzo Cristofani

PONTENUOVO - Mettono in chiaro un aspetto, alcuni residenti di via Sestini e attivisti del Comitato che da anni chiede sicurezza stradale e qualità della vita: la nuova amministrazione è disponibile al dialogo e mai si è sottratta all’ascolto. Molti erano stati gli incontri prima dell’assemblea pubblica del 19 giugno con sindaco e assessori.

A ottobre 2017, dopo la quattordicesima vittima registrata in via Sestini nel corso di qualche lustro, Tomasi e i tecnici di palazzo Giano trovarono l’intesa con la Provincia e il comune di Montale: divieto di transito per autotreni (uno o più rimorchi) e autoarticolati (semirimorchio) con carico maggiore di 75 quintali.

Tuttavia nella cartellonistica recentemente in vigore (dal 22/6) e installata sia presso la rotonda di Panorama che quella di San Rocco (e qui in maniera poco visibile, dietro al cartello dell’autobus…), manca il simbolo dell’autotreno (e per l'appunto ne sono stati fotografati già alcuni in transito), come ugualmente il valore di 7,5 tonnellate di carico massimo.

Tra l’altro i cartelli sono stati scoperti dai residenti, sintomo di un palese problema di comunicazione e organizzazione degli uffici. Se quindi il sindaco Tomasi e l’assessore Capecchi avevano dato la parola e assicurato il divieto per autotreni e autoarticolati, mentre nell’ordinanza che predispone la cartellonistica il divieto vale solo per gli autoarticolati, chi prende in giro chi? Problemi di comunicazione tra politici e tecnici?

Se si voleva fare un provvedimento ad aziendam, cioè la Magigas di Chiesina Montalese, bastava fare un permesso speciale come ce ne sono tanti in Italia per situazioni simili, in cui non ci sono alternativa per accedere all’impianto dell’azieda. I patti non sono dunque stati rispettati, se non in parte, almeno stando alle promesse che la nuova amministrazione aveva più volte fatto ai residenti, che da parte loro avevano dato credito, nelle urne, alla nuova amministrazione.

Ci sono poi altre questioni su cui vale la pena tenere accesa l’attenzione.

Una l’ha sollevata don Piero all’assemblea del 19 giugno: il piazzale della chiesa di San Rocco è un pantano d’inverno e un polverone d’estate; il parroco cederebbe anche un terreno per avere un parcheggio asfaltato e due punti luce. Un minimo di decoro che in fondo si rivelerebbe utile quando i politici locali fanno passerelle e cerimonie al cimitero militare brasiliano accompagnando consoli e ambasciatori d’oltreoceano.

In secondo luogo bisognerebbe alzare la voce con Publiacqua e pretendere il dovuto: il depuratore del villaggio Lazzi non è mai entrato in funzione e gli scarichi nella Bure si vedono anche dalla strada; in via Pontenuovo e Croce c’è una fogna a cielo aperto che si perde trai campi. L’allora assessore Mario Tuci ne fece tombare cento metri ma, anche se occhio non vede e cuore non duole, si tratta pur sempre di fossi campestri usati come fogna.

Infine c’è l’area dell’ex benzinaio, che ha cessato l’attività, e che secondo gli auspici del comitato potrebbe e dovrebbe diventare in parte area di sosta e in parte luogo di relazione. L’assessore ha preso contatti con il proprietario e i residenti seguono gli sviluppi. A Pontenuovo infatti manca una vera e propria piazza; la chiesa di San Rocco, che dovrebbe fungere da cuore del paese, è separata dal centro abitato che invece si sviluppa sulla provinciale Montalese; una vecchia strada interpoderale unisce la chiesa l’area del distributore: qualcuno invita il Comune a verificare con i proprietari la possibilità di un percorso pedonale.

Per altri aspetti, su cui il Comitato di Pontenuovo chiede ascolto e dà battaglia, non mancherà l'occasione di tornare ancora.

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