PISTOIA
Martedì, 03 Luglio 2018 12:06

Smantellato traffico di cocaina dall'Olanda, arresti anche a Pistoia

L'operazione “Sottobosco” con a rresti e perquisizioni fra Emilia, Toscana e Lombardia

FERRARA - Nelle prime ore di questa mattina, in varie località dell’Emilia Romagna, della Toscana, della Lombardia e della Sicilia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ferrara hanno arrestato 22 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bologna per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Con l'aggravante per 6 di essi di avere promosso, costituito, diretto, organizzato e finanziato una organizzazione criminale finalizzata alla vendita di sostanza stupefacenti del tipo cocaina.

L'attività investigativa svolta ha avuto origine in data 13 marzo 2016 quando, alla stazione Carabinieri di Bondeno si presentava una coppia del luogo per denunciare il danneggiamento della propria auto mediante il taglio dei pneumatici.

Inizialmente i denuncianti non aggiungevano alcun dettaglio in ordine al contesto nel quale l'episodio andava inquadrato ma, durante la loro permanenza presso gli uffici, la moglie attirava l'attenzione di un Carabiniere a causa di un pianto improvviso.

Il militare avvicinava la donna allo scopo di comprendere il motivo delle sue lacrime, riscontrando uno stato di profonda inquietudine che pervadeva la coppia a causa di numerose minacce pervenute loro da creditori del loro figlio che, a loro dire, aveva contratto ingenti debiti con spacciatori di droga. La donna riferiva di temere per la propria stessa vita.

A causa del comportamento violento e minaccioso del figlio tossicomane, la coppia si vedeva costretta a richiedere l’intervento dei Carabinieri di Bondeno in ben quattro occasioni tra il 17 e il 20 marzo 2016. Nel corso di tutti gli interventi i militari apprendevano ulteriori particolari circa la situazione creatasi a seguito delle pressioni e delle minacce di cui erano vittime i coniugi: emergeva il "trattenimento" della carta di circolazione della loro auto in uso al figlio da parte di alcuni spacciatori, che restituivano il documento solo dopo il saldo del debito da parte del padre.

Le indagini immediatamente avviate in aderenza a un decreto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara in data 25 marzo 2016, hanno consentito, dapprima, di fare luce sull'episodio estorsivo denunciato dalla coppia e, successivamente, di svelare una fitta ed organizzata rete di spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini – coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna diretta dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Amato - si sono orientate in tale direzione, indentificando il cittadino marocchino Mohamed Jarmouni come il fornitore di cocaina destinata ai referenti del gruppo operanti in Bondeno.

Risalendo poi la struttura organizzativa - di “tipo piramidale” e caratterizzata da una spiccata propensione alla violenza - emergeva la cogestione paritaria degli affari illeciti con 5 cittadini albanesi operanti tra le province di Pisa e Firenze, che curavano l'approvvigionamento di cospicui quantitativi di cocaina dall'Olanda, servendosi di una rete di corrieri, e immettevano la droga sui mercati emiliano-romagnoli (province di Ferrara, Bologna, Modena e Parma, dove i marocchini svolgono attività lavorativa di braccianti agricoli) fino ad arrivare alla Toscana (dove gli albanesi sono radicati con attività nel settore dell’edilizia) quale terminale finale per il rifornimento della province di Pisa, Firenze e Lucca, in particolare lo “sballo della Versilia”.

I numerosi contatti e le frequentazioni intrattenute dagli indagati, hanno dimostrato la comune appartenenza degli stessi ad un articolato ed omogeneo contesto criminale “gerarchizzato” determinato a dominare il mercato della cocaina nelle aree geografiche in cui agivano le diverse propaggini, massimizzando, in tal modo, i margini di guadagno.

Basti pensare al basso costo d'acquisto su ogni chilogrammo reperito, che si aggirava al di sotto di 35.000 euro, quando sulle comuni "piazze" si parlava di cifre che oscillavano dagli 80 a 120 euro al grammo. Tenendo conto del contenuto medio di principio attivo nelle singole dosi sequestrate, da un chilogrammo di cocaina se ne possono ricavare - se molto ben “tagliata” - quattro chili e mezzo che, venduta a 80 euro al grammo, equivalgono a 360 mila euro. Questo dato, da solo, rende l'idea della cospicuità dei margini di lucro che l'attività illecita offre.

I soggetti arrestati sono tutti regolari sul territorio nazionale e residenti/domicilianti nelle zone dove hanno commesso i reati. Alcuni di loro sono nulla facenti.

Durante l’intera attività di investigativa sono stati compiuti diversi sequestri di sostanze stupefacenti, per un totale di 7 chilogrammi di cocaina.

Nel corso delle perquisizioni di questa mattina sono stati recuperati complessivamente 28.000 euro in contanti.

 

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