PISTOIA
Giovedì, 07 Giugno 2018 16:25

Caso De Witt, la Corte d'Assise dice no al rito abbreviato

nella foto, al centro, Marinova Bogdana Vessellinova tra gli avvocati Santoni e Berardinelli nella foto, al centro, Marinova Bogdana Vessellinova tra gli avvocati Santoni e Berardinelli foto Carlo Quartieri

Tra i teste del pm anche l'anziano maltrattato a Poggibonsi dalla donna 

FIRENZE - I giudici della Corte d’Assise di Firenze hanno rigettato la richiesta di rito abbreviato per Marina Bogdana Vessellinova, la vedova dell'ex pompiere Antonio De Witt, accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte del marito.

Stamattina c’è stata la prima udienza di fronte alla Corte d’Assiste di Firenze per quanto riguarda il caso de Witt. Una udienza dedicata alla fase predibattimentale del processo in cui la pubblica accusa e la difesa hanno presentato la lista delle loro prove documentali ed orali.

Fra gli oltre venti testimoni che il pubblico ministero Giuseppe Grieco chiamerà a deporre per confermare le circostanze relative ai maltrattamenti anche un anziano che fu assistito da Marina Bogdana Vessellinova quando lavorava come badante a Poggibonsi.

Per maltrattamenti in famiglia ed estorsione nei confronti dell’anziano, all’epoca dei fatti 70enne, la donna fu arrestata dai carabinieri di Poggibonsi in seguito all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip e trasferita nel carcere femminile di Sollicciano. Nel 2009, comparve davanti al giudice del Tribunale di Siena e patteggiò la pena di un 1 anno e 10 mesi per i reati di maltrattamenti, sequestro di persona, minacce, lesioni, estorsione e violenza privata a carico del suo assistito.

Per quanto riguarda invece la difesa, l’avvocato Benedetta Berardinelli chiamerà a deporre un solo testimone oltre al proprio perito di parte. E proprio per quanto riguarda le consulenze l’avvocato ha avanzato la richiesta che la Corte nomini un proprio consulente tecnico visto la discordanza delle tesi sostenute dai periti di parte. I giudici su tale richiesta si sono riservati e prenderanno una decisione soltanto dopo aver ascoltato in aula i consulenti della pubblica accusa e la difesa.

Al termine dell’udienza la Corte ha stilato il calendario delle prossime udienza. La prima sarà il 3 luglio, l’ultima, probabilmente quella della sentenza, ad ottobre.

La morte del pompiere in pensione.

Dalla morte del 55enne Antonio De Witt (vigile del fuoco in pensione trovato morto nella cameretta del suo appartamento in via Ferrucci il 5 febbraio) all'arresto della moglie è passato oltre un anno. Marinova fu denunciata dalla Polizia il 5 febbraio del 2017, per maltrattamenti e omissione di soccorso. Il 9 febbraio del 2017 per omicidio preterintenzionale.

Dal 13 febbraio 2018, la donna si trova ai domiciliari con l'accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte del marito. Perché per il gip e il pm Giuseppe Grieco che ha diretto le indagini della Squadra Mobile “pur avendolo visto sul pavimento il marito con il setto nasale rotto, lo ha abbandonato omettendo di soccorrerlo”.

Le lesioni.

Sul corpo di Antonio De Witt il consulente medico legale incaricato dalla Procura ha individuato ben 22 lesioni cutanee e graffi, la maggior parte di origine contusiva. Lesioni che si collocano nelle ultime 24 ore di vita dell'uomo Colpi inferti “da un mezzo contundente rigido, sferrati in maniera sufficentemente violenta”. E i lividi trovati sulle mani di De Witt costituirebbero un tentativo di difesa. Antonio De Witt era un uomo fragile, affetto da epilessia fin da piccolo e in terapia farmacologica.

Per il medico le contusioni riportate negli ultimi giorni di vita sono state determinanti nel cagionargli la morte, avvenuta per ischemia miocardica. In parole povere, il cuore non ha retto. (i.l)

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