PISTOIA
Giovedì, 31 Maggio 2018 17:47

Spaccio in piazza della Resistenza, nove condanne

nella foto un momento del blitz dei carabinieri del 6 giugno nella foto un momento del blitz dei carabinieri del 6 giugno foto archivio Reportpistoia

I giudici hanno disposto la custodia in carcere per i pusher finiti nella rete dei carabinieri

PISTOIA - Per mesi le telecamere spia dei carabinieri avevano registrato gli spostamenti e il modus operandi dei pusher.

Giovani nordafricani originari del Gambia e richiedenti asilo, che avevano scelto piazza della Resistenza come mercato di spaccio. In città tutti sapevano. Molte, infatti, erano state le lamentele e le denunce dei cittadini alle forze dell'ordine. Ma per prenderli con le mani nel sacco, i carabinieri avevano aspettato la chiusura delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Claudio Curreli.

Perché grazie alle immagini registrate e agli appostamenti incessanti degli investigatori in borghese del Nucleo operativo il gruppetto di spacciatori era stato identificato. E le cessioni documentate.

Il blitz era scattato il 6 giugno dello scorso anno. Stamani nove di quelli spacciatori sono stati condannati dal tribunale collegiale di Pistoia. Che, su richiesta del pubblico ministero, hanno inoltre applicato ad otto degli imputati la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere. Per rischio di reiterazione del reato qualora fossero stati lasciati in libertà.

Per il reato di spaccio di hashish e marijuana aggravato dalla cessione a minorenni, a colui che è stato ritenuto il capo della banda, Madou Toure, 29 anni, i giudici hanno inflitto la pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione. Invece 2 anni e 4 mesi a Yankuba Conteh, 25 anni; Lasana Conteh 23 anni; Mohamed Bojang, 24 anni; Salif Mbaje, 27 anni; Fodaj Kamara, 20 anni; Samba Abubuka, 36 anni. 

Per Lamin Fafana, 25 anni, la pena è stata di 6 mesi di reclusione in quanto il suo ruolo è stato ritenuto marginale.

I giudici hanno inoltre disposto la confisca dei del denaro di cui sono stati trovati in possesso al momento del blitz. Un blitz, quello dei carabinieri, in cui furono sequestrati tre etti di droga, che aveva destato scalpore in città il 6 giugno scorso a causa del massiccio spiegamento di forze e dell'impiego anche di un elicottero e di cani antidroga.

Come funzionava lo spaccio.

La droga veniva nascosta sottoterra. Ai piedi degli alberi che circondano il grande parco cittadino. Il posto cambiava ogni volta. E l'albero ogni volta veniva “segnato” da qualche particolare che solo il pusher conosceva: una bicicletta appoggiata contro il tronco o una maglia lasciata su un ramo. La droga era tenuta dagli spacciatori a debita distanza dalla panchina sulla quale sedevano e aspettavano.

E quando arrivava l'acquirente (molti giovani pistoiesi) bastava uno sguardo o un cenno della testa.

Come avveniva la trattativa.

Un pezzo di hashish venti euro, ma se trattavi te la cavavi anche con dieci euro. Cinque euro, invece, un po' di erba per uno spinello. Chi voleva la droga doveva parlare solo con il capo. E la trattativa avveniva in inglese. O a gesti. Dopo, si poteva vedere ciò per cui pagavi.

Dopo la trattativa il pusher si alzava e camminava verso il nascondiglio. Raggiunto il punto faceva il gesto di legarsi le scarpe. E mentre era chinato in avanti prendeva la droga da sottoterra. Che cedeva poi con una stretta di mano. (i.l)

 

1 commento

  • Link al commento marco Domenica, 03 Giugno 2018 10:34 inviato da marco

    Bello , sembra un telefilm.
    Ma poi i bravi pistoiesi ma dove seguitano ad andare a comprare il materiale ricreativo ?
    Fermare l'acqua con le mani ?
    Fortunatamente il nuovo governo risolverà il problema , cominciando col rimpatrio nel Gambia (dove esistono senza dubbio accordi) semplicemente fornendo un biglietto di sola andata .....
    Mi sembra un telefilm

    Rapporto

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