PISTOIA
Giovedì, 31 Maggio 2018 16:27

Ripresa e riforme nel mirino di Confindustria Toscana

L'assemblea della Confindustria Toscana Nord stamani alla Cattedrale. Nella foto sotto: il Presidente nazionale Vincenzo Boccia e un altro momento dell'incontro L'assemblea della Confindustria Toscana Nord stamani alla Cattedrale. Nella foto sotto: il Presidente nazionale Vincenzo Boccia e un altro momento dell'incontro foto Carlo Quartieri

Il Presidente nazionale Boccia all'Assemblea di stamani. Nostra intervista a Boccia e Grossi

di Marcello Paris

PISTOIA - Crescita, manifatturiero e strumenti per sostenerlo. Questo il contenuto principale della relazione del neo presidente (è stato eletto a maggio dell’anno scorso) degli industriali di Lucca, Prato e Pistoia, ora Confindustria Toscana Nord, Giulio Grossi, presente il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che ha concluso l’assemblea.

Produzione ed export

Una relazione, quella di Grossi, che mette in luce i progressi fatti nell’ultimo anno dalle imprese rappresentate. La produzione industriale del quarto quadrimestre segna un +1,8% mentre sul 2016 la variazione è positiva dello 0,7%. Bene l’export del manifatturiero che nel 2017 ha chiuso con un + 2,3% con un fatturato di 7,4 miliardi di euro. C’è, però, da registrare un lieve rallentamento nel primo trimestre di quest’anno nelle tre province con un +1,1%.

Occupazione

Sempre nei primi mesi del 2018 l’edilizia le ore lavorate hanno “tenuto” confermando i dati positivi del 2017. Ma gli ultimi dati Istat segnano un arretramento della fiducia delle imprese forse dovuta alla attuale situazione politica.

Nel complesso, dati Inps, confrontando i dati dal 2014 alla fine del 2016, l’occupazione ha avuto un’impennata con circa diecimila unità in più a tempo indeterminato grazie agli sgravi fiscali per i nuovi assunti. Gli altri costi da alleggerire riguardano l’Imu sugli immobili strumentali per la quale gli industriali vorrebbero la deducibilità al 100% e non il 20% com’è adesso.

Europa, energia e costi Anche l’energia, gas ed elettricità, ha un costo superiore del 30% rispetto ai paesi concorrenti. In particolare questi costi gravano in modo significativo su tessile e carta per colpa dell’Unione Europea che non ha inserito queste lavorazioni nella filiera produttiva.

Continuando a scorrere la relazione e soffermandoci sull’Europa, Grossi ha detto che gli industriali vi vogliono rimanere ma vorrebbero che l’Unione Europea “volesse un po’ più bene all’industria italiana.

Riforme

Tornando all’Italia e alle riforme c’è il “codice degli appalti”, una riforma fatta male per la quale l’Ance (costruttori) denuncia lacunosità e poca chiarezza. Un caso clamoroso denunciato da Confindustria riguarda gli impianti per la gestione dei rifiuti, un argomento tabù che invece è fondamentale per le imprese e la loro competitività. Noi crediamo, dice Grossi, alla sostenibilità ambientale e sociale con l’uso razionale delle risorse ma serve un approccio realistico e pragmatico a questi problemi.

Il credito

In tema di credito si assiste ad una marcata differenziazione delle condizioni di accesso relativo alle dimensioni delle aziende e settori merceologici, in particolare per le aziende più piccole per le quali servono strumenti creditizi appropriati.

Tuttavia, dai bilanci delle società di capitali manifatturiere, nel territorio di Lucca, Prato e Pistoia, nel decennio 206-2016 è aumentata l’autonomia finanziaria tanto che il capitale proprio sul totale degli investimenti è passato 29,8% al 36,9%. Per ottenere questi risultati e patrimonializzare le aziende sono stati ridotti o azzerati i dividendi.

I due presidenti

Al di là della relazione abbiamo approfittato per porre qualche domanda più specifica ai presidenti, Giulio Grossi e Vincenzo Boccia.

Presidente Grossi, abbiamo visto che la congiuntura è tornata moderatamente favorevole, quali sono le prospettive.

Si, la situazione è migliorata ma non posiamo dormire sugli allori. La ripresa va consolidata ma purtroppo la situazione politica contingente non aiuta.

Soprattutto chiediamo che le riforme che consideriamo positive non siano annullate ma c’è anche bisogno che chi andrà al governo abbia il coraggio di farne altre per i settori produttivi. Abbiamo bisogno di altre riforme, di buona politica.

In attesa che la polita nazionale si stabilizzi, quali sono i rapporti con la politica locale ed in primis con la Regione.

I rapporti ci sono e sono mediamente buoni ma proprio in questi giorni abbiamo emesso un comunicato molto preoccupato sugli impianti di smaltimento, in particolare sui rifiuti e Case Passerini (l’impianto di smaltimento alle porte di Firenze ndr), impegnati essenziale per le nostre imprese la cui assenza mina la competitività.

Ci sono anche gli impianti del comprensorio pistoiese che preoccupano.

Noi siamo sensibili alla sostenibilità ambientale, lavoriamo molto in questo senso però la compatibilità ambientale si deve conciliare con le necessità produttive e la sostenibilità economica. Su queste problematiche serve un’informazione puntuale e seria e non ci devono essere dei non a priori.

Sul piano strettamente associativo, il nuovo soggetto confindustriale come va?

Come sapete l’Associazione è nata tre anni fa. Il principale obiettivo è di amalgamare, compattare i tre territori. Tanto più siamo forti, ci conosciamo tanto più Confindustria Toscana Nord sarà autorevole senza prevaricazioni di una entità territoriale su l’altra.

La prima domanda al presidente Vincenzo Boccia è riferita alle fibrillazioni per la nascita del nuovo Governo: come le valutate.

Si devono decidere quanto prima se andare alle elezioni o fare un Governo, con due elementi di imprescindibilità: un’Europa che va riformata e un euro di cui non si può fare a meno; l’Italia è un paese ad alta vocazione all’export i cui tassi di interesse sono elemento determinante. Ricordiamo che ogni punto di interesse sono venti miliardi in più di debito dello Stato e difficoltà per famiglie e imprese.

La prima cosa che chiedere al prossimo Governo quale sarà.

Di non toccare i provvedimenti che hanno avuto effetti positivi sull’economia reale ma prima di questo molta attenzione al mondo del lavoro e al lavoro. Il nemico da combattere è il debito pubblico e la disoccupazione. I mercati sono un effetto dei provvedimenti che diciamo.

Le assemblee sono anche il momento per fare il punto sulla salute dell’Associazione.

La salute è buona, abbiamo 160 mila associati e molta coesione interna, una convergenza di vedute che parte dalle infrastrutture e dalla centralità del lavoro, una grande convergenza sui contenuti di politica economica e la cosa molto bella è dietro il pensiero economico di Confindustria c’è un’idea di Società a partire dalla dotazione infrastrutturale che vale per tutto il Paese e a maggior ragione per questi territori.

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