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Valle delle Buri, tanti no dal sindaco Tomasi

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Tanti “no”, pochi “forse” e nessuna visione per il futuro.

Di fronte a oltre cento persone che avevano riempito il salone del circolo Arci di Candeglia, il sindaco Alessandro Tomasi ha ribadito la linea della sua amministrazione: badare al sodo, al quotidiano, mettendo sempre e comunque al primo posto le urgenze, che sono così tante da non permettere altri interventi. Perfino i cimiteri periferici non sono nell'agenda del Sindaco. Come dire: i sogni sono i compagni di viaggio del sonno e lì devono rimanere.

L'assemblea era stata organizzata dal coordinamento dei comitati delle valli delle Buri per capire lo spazio di azione della nuova maggioranza di destra, per avere risposte a problemi posti da tempo, anche alle precedenti amministrazioni.

Il presidente del coordinamento, Enrico Miniati, è stato chiaro: tappare le buche o mettere punti luce è la normalità per un'amministrazione, quindi ben vengano questi interventi di manutenzione ordinaria ma le comunità delle Buri chiedono altro, chiedono risposte a problemi straordinari, come il sistema della viabilità dell'intera vallata, la salvaguardia del territorio, la metanizzazione, la sicurezza.

“Sono anni che sollecitiamo le varie amministrazioni – ha ricordato Miniati – senza avere nemmeno una risposta: la frana sulla strada per Villa di Baggio che è lì dal 2013, le condizioni di numerose strade rendono difficoltoso l'accesso a borghi e gruppi di case, dell'allacciamento di Cignano alla rete del metano nemmeno se ne parla. Come non si parla dell'estensione della metanizzazione”.

Poi ci sono i problemi idrogeologici a Ponzano, a Santomoro. E quelli dei cimiteri che stanno candendo a pezzi, quelli dei parcheggi che mancano un po' ovunque.

Infine la scuola materna “Lo scoiattolo” di Santomoro, l'amministrazione l'ha inserita nell'elenco delle scuole che dovrebbero passare allo Stato ma la popolazione non ci sta. Sono state raccolte 900 firme per chiedere che il Sindaco convochi un'assemblea come è previsto dal regolamento del Comune: non è stato ancora risposto.

In sostanza, due vallate in cui ci si sente cittadini a metà, stessi doveri, meno diritti.

Un'assemblea composta ma dura. E' stato rimproverato a Tomasi anche la riapertura del varco di San Vitale: “L'Amministrazione dice sempre che non ha soldi – è stato detto -, con ciò che è stato speso per il varco, potevano essere fatte tante cose anche in questa zona. Avete deciso di accontentare pochi e trascurare molti”.

Altrettanto duro il Sindaco: le nostre priorità sono le emergenze. Punto.

“Dobbiamo far fronte ad una situazione emergenziale per l'assetto del territorio – ha spiegato -, negli ultimi quattro mesi siamo stati costretti ad interventi per mettere in sicurezza numerose zone”, poi ha elencato le priorità.

Al primo posto le scuole. Quelle comunali sono 54, solo 4 hanno avuto le verifiche sismiche.

“Ma noi – ha annunciato Tomasi – le verificheremo tutte perché per me conta soprattutto la sicurezza dei bambini e del personale delle scuole. E occorrono soldi perché dopo le verifiche devono essere fatti gli interventi prescritti. E dobbiamo rifare gli impianti antincendio in tutti gli edifici. Il solo intervento alla scuola La balena costerà 400mila euro. Dobbiamo fare interventi in edifici che rischiano di crollare, come la scuola in via di Gora, le Frosini. Poi ci sono le strade che si trovano in una situazione disastrosa. Ora interveniamo con i finanziamenti del 2017 ma abbiamo previsto la copertura anche nel bilancio 2018. Queste sono le nostre priorità, se tra quattro anni i cittadini non saranno soddisfatti, tornerò a fare il mestiere che facevo prima”.

Quindi per il resto, poche speranze. A partire dai cimiteri. Le priorità, ha annunciato il Sindaco, sono il cimitero comunale e quello della Vergine: per il primo ci sono 800mila euro, per il secondo 500mila. Si trovano in condizioni strutturali pericolose.

“Se quello di Candeglia è pericoloso – ha detto Tomasi rispondendo al parroco – devo fare una ordinanza di chiusura. E non escludo che qualche cimitero debba essere chiuso per motivi di sicurezza”. Un annuncio che ha sollevato un bel po' di proteste.

Ma chi insisteva su una visione più ampia per il futuro delle vallate, non ha avuto risposta perché il Comune non ha un progetto specifico per l'intera area.

La metanizzazione, ad esempio, al momento non si farà. La situazione è complicata, esattamente come lo era per la passata Amministrazione.

L'estensione della rete del metano potrà avvenire solo tramite gara pubblica alla quale potranno partecipare anche aziende diverse da Toscana Energia che attualmente sta operando in regime di deroga. Sarà la gara economicamente più importante nella storia del comune: 120 milioni di euro. Allo stato attuale, ha spiegato Tomasi, non è possibile fare investimenti perché non è ancora ben chiara la proprietà delle reti in quanto, nel passato, ci state forme di compartecipazione alle spese da parte dei cittadini. Per capire, l'Amministrazione dovrà affidare una consulenza.

Parcheggi. Un problema molto sentito in tutte le frazioni. Le vallate si sono ripopolate ma i servizi mancano, a partire dal trasporto pubblico.

Tomasi è stato generico: nel piano degli investimenti sono previsti parcheggi anche nelle periferie. Alle vallate delle Buri nessun accenno.

Per quanto riguarda la sicureza, il Sindaco ha annunciato che l'Amministrazione sta cercando finanziamenti per installare due telecamere al'inizio delle valli.

Decisamente bocciata la strada interquartiere a nord, che dovrebbe collegare viale Marino Marini alla tangenziale est.

“Non c'è niente – ha detto il Sindaco - non c'è un progetto, solo uno studio della Regione. Quella strada costerebbe tra i 10 e i 15 milioni, ovvero l'intero piano degli investimenti degli ultimi cinque anni. Non possiamo farla. Ci sono partite ancora aperte su cui concentrarci per non perdere i finanziamenti: Bottegone, il recupero dell'ex Ceppo”.

Scuola “Lo scoiattolo”. Francesca Matteoni ha ricordato l'iter della petizione e ha bacchettato il Sindaco: “Sono scaduti i termini previsti dal regolamento – ha detto – e non vi siete degnati nemmeno di rispondere alla petizione: noi vogliamo l'assemblea e una risposta sulla questione. E' un problema economico? Nessun cittadino si tirerebbe indietro ad una compartecipazione economica”.

La risposta è stata generica: “stiamo facendo verifiche con la Regione, stiamo pensando a lasciarlo comunale”, ha detto Tomasi il quale, a mo' di rassicurazione ha detto: “Negli ultimi dieci anni, solo due scuole sono passate allo Stato”.

Per il resto informazioni generiche, che potevano essere fatte in qualsiasi altra parte del territorio comunale: il Comune sta lavorando a modifiche specifiche del regolamento edilizio, che stanno lavorando per capire se è possibile lavorare sugli oneri di urbanizzazione per favorire interventi edilizi; che stanno lavorando per capire le esigenze delle varie zone collinari e montane.

 

 

 

 

Commenti   

#1 marco 2018-04-14 07:39
Arridateci Bertinelli .... Almeno stava zitto . Questo ha anche i' coraggio d'apri' bocca. ...
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