PISTOIA
Martedì, 13 Marzo 2018 18:26

Don Biancalani al sindaco di Pistoia: "per la città siamo una risorsa o un problema"?

di Samantha Ferri

PISTOIA - “Un'uscita infelice, inopportuna, che mi ferisce e mi rattrista. Mossa dal pregiudizio e senza alcuna volontà di capire e di aprirsi ad una realtà diversa”.

Sono le parole pronunciate da don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, in una conferenza stampa indetta per replicare alla nota inviata ai giornali da Lorenzo Galligani, capogruppo di Fratelli d'Italia nel consiglio comunale di Pistoia e dal consigliere Gabriele Sgueglia.

Parole dure, quelle dei due esponenti di Fratelli d'Italia, riguardo l'arresto di un richiedente asilo ospite a Vicofaro che avevano scritto: “Don Biancalani sta mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini” e ancora: “Riteniamo evidente che si imponga una seria riflessione sull’opportunità di tenere aperti i centri coinvolti”. La soluzione proposta sarebbe quella di chiudere tutto.

Dal canto suo don Massimo ribadisce: “Chiedo, allora, a Galligani e Sgueglia cosa vogliono fare di queste persone? Dove le mandiamo? Li riportano in Africa sul barcone?”. Domande legittime a cui fa eco il pensiero di Roberto Barontini, medico e presidente dell'Istituto Storico della Resistenza: “In qualsiasi altro posto questi ragazzi richiedenti asilo starebbero peggio e allora potrebbero davvero dedicarsi ad attività illecite e diventare pericolosi, ma qui... qui non sono pericolosi”. Il dottor Barontini si trovava a Vicofaro perché aiuta don Massimo a prendersi cura dei ragazzi ospitati. “Spesso i ragazzi che vengono qui sono stati espulsi dai progetti di accoglienza e quindi perdono ogni privilegio, compreso l'accesso alla sanità gratuita – ha spiegato Barontini – Perciò sono io il medico di questi ragazzi e spesso non è facile farsi spiegare i sintomi e capire quindi cosa li affligge”.

Nelle parrocchie di don Massimo non si accolgono solo migranti. La porta è aperta a tutti i poveri ed emarginati. “Finora non ho mai pensato che il nostro servizio di accoglienza potesse ledere in qualche modo all'incolumità dei cittadini – dichiara don Biancalani – Quindi, vorrei capire se quanto scritto nel comunicato dei due giovani esponenti di Fratelli d'Italia è condiviso dal sindaco Tomasi e dall'Amministrazione comunale pistoiese”. “E sempre all'Amministrazione chiedo se quello che facciamo qui tutti i giorni è considerato un servizio alla città o se invece è considerato un problema”, afferma don Massimo.

Nei locali delle parrocchie di Ramini e Vicofaro sono accolte, al momento, settanta persone. Dalla scorsa estate più di centocinquanta persone hanno trovato rifugio, anche se solo per una notte o poco più, tra le stanze delle parrocchie. E se chiudessero? “Si ritroverebbero tutti in mezzo alla strada – risponde don Massimo – E si arrangerebbero a dormire sotto loggiati, stazioni e luoghi così”.

Finora i ragazzi ospitati dal parroco denunciati per spaccio sono stati due. Per un episodio verificatosi nel novembre 2017 ed uno di pochi giorni fa. “Sono giovani, che hanno sbagliato ed hanno provato a racimolare qualche euro percorrendo la strada più facile – replica don Massimo – Il nostro impegno, mio e dei volontari, è tanto. I ragazzi sono coinvolti in attività di studio e di lavoro ma non sempre possiamo tenere d'occhio tutti”.

L'accoglienza, il diritto ad una vita dignitosa sono per don Massimo prerogative imprescindibili oltre che valori della fede cristiana. “C'è da dire poi che Sgueglia e Galligani sono esponenti di un partito che vanta radici cristiane. Eppure nel loro comunicato di cristiano non c'erano nemmeno le foglie”, commenta metaforizzando don Massimo.

Dopotutto anche le ultime omelie di papa Francesco chiedevano alle parrocchie di aprirsi, di accogliere, di tendere la mano proprio come don Massimo sta facendo da anni, tra critiche e parole di sostegno, ma sempre pronto a dare rifugio a tutti.

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