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La complessità umana dell'emigrazione, incontro a Vicofaro con il prof. Revelli

PISTOIA - Sabato 17 febbraio alle ore 17.00 nella chiesa di Vicofaro, Marco Revelli incontrerà la cittadinanza e i rifugiati africani accolti da don Massimo Biancalani nelle canoniche di Ramini e di Vicofaro.

Il tema sarà l’emigrazione esaminata nella sua complessità umana in riferimento alla politica italiana, dal decreto Minniti-Orlando, ai lager libici, agli accordi con i governanti della Libia, allo Ius soli.
Marco Revelli - docente universitario, storico, sociologo – ha denunciato più volte con fermezza l’indifferenza colpevole dei nostri politici, dei veri e propri “specialisti del disumano”, che dovrebbero essere consegnati al Tribunale dei popoli.

“L’incontro - scrivono gli organizzatori - vuole essere un approfondimento, un confronto che abbia come priorità le realtà umane di chi cerca speranza e in questo momento incontra il rifiuto razzista o l’ipocrisia delle strumentalizzazioni elettorali. Per demistificare tutta la politica italiana – ed europea - sull’immigrazione è sufficiente la foto scattata in un carcere dell’orrore, cioè un lager: si preferisce invece chiamarlo ipocritamente “campo di detenzione”. Con accordi e finanziamenti ai signori della guerra libici, con la criminalizzazione delle ONG impegnate nei salvataggi, praticamente si ricacciano indietro, si consegnano persone disperate, si chiede di far soffrire, di far subire violazioni, magari anche di uccidere, o di estorcere soldi ai migranti lontano dai nostri confini. Si dimenticano i tanti morti nel Mediterraneo, che In Africa c’è una massa di disperati che spinge per arrivare in Europa”.

“La questione migranti – scrive in una nota l'Assemblea antirazzista e antifascista di Vicofaro - si risolve solo con una seria politica di accoglienza che riaffermi l’uguaglianza nella condizione umana. L’ accoglienza non come beneficenza, ma come restituzione di giustizia a chi è stato depredato di ogni risorsa. Si deve avere finalmente il coraggio di elaborare una vera strategia dell’integrazione, come invece non è mai stato fatto in questi anni. Corridoi umanitari, salvataggi organizzati in mare e Europa aperta, su tutte le frontiere. I migranti andranno dove c’è lavoro, come hanno sempre fatto, come fecero a milioni gli stessi Italiani.

Revelli ha denunciato in questi giorni con un articolo durissimo, ma illuminante, il tracimare dell’odio razziale, di cui è rivelatore il tentativo terroristico di strage degli immigrati africani da parte del nazifascista di Macerata, del tutto simile a quanto realizzato nel 2011 dal pistoiese Casseri: perché quello che si è visto a Macerata è in senso proprio un episodio di terrorismo, non diverso da quelli organizzati dall’Isis o dai suoi cani sciolti a Barcellona, Londra o Bruxelles, con le persone inermi fatte bersaglio e le città chiuse nel terrore. Come tale va trattato l’attentatore di Macerata”.

“La memorabile manifestazione di Macerata – chiude la nota - ha rimesso le cose a posto: un’umanità variopinta in piazza ci ha salvato la faccia e ha salvato la Costituzione. Era un atto dovuto. La condizione per tutti noi di poter andare ancora con la testa alta. Senza la vergogna di una resa incondizionata all’inumano che avanza, e rischia di farsi, a poco a poco, spirito del tempo, senso comune, ordine delle cose”.

Dopo l'incontro ci sarà una cena (a offerta libera) presso la Pizzeria del Rifugiato. Prenotazioni cell. 366 4550598 (Doriano)

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