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Taglio del nastro alla nuova Maic

nella foto il taglio del nastro nella foto il taglio del nastro foto di Carlo Quartieri

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Il nuovo Centro di Riabilitazione della Maic, intestato ai fratelli Carrara, è stato “consegnato alla città”. Stamani il taglio del nastro ufficiale.

Le forbici tenute su un cuscino da una bambina, l'inno nazionale, le autorità civili, religiose, politiche e militari; insieme al Presidente Luigi Bardelli, i rappresentanti della città. Poi il varo della nuova struttura, con il taglio del nastro a tre mani di sindaco, presidente della provincia ed assessore regionale alla sanità. Si sono aperte le porte di una struttura che, nel nome della “bellezza”, ha aggiunto un anello significativo ad una lunga storia. (nella foto a sinistra Tomasi e Bardelli)

E' quello che ha ricordato Luigi Bardelli nel suo discorso di saluto e nel suo benvenuto ad “autorità ed associazioni”: ha ricordato, guardando al passato, “un mondo a volte di scartati” e la scommessa ormai cinquantennale di seguire la via degli ultimi. Il primo imput arrivò da don Renato Gargini. La scelta da allora fu quella di “seguire per loro il bello”.

“Allora – ha detto Bardelli non senza tradire un filo di legittima emozione – quelli che erano solo gli spastici cominciarono ad uscire dalle famiglie e dagli istituti dove erano rinchiusi. Dicemmo che dovevano vivere nel bello, non circondati dal pietismo”. Fu una scelta difficile e complicata. Bardelli ha ricordato la storia di qualche ostacolo: come l'albergo “Settebello” in Versilia che divenne il loro albergo, ma dovette combattere con la voglia di emarginazione e la diffidenza.

La conquista del bello non fu insomma facile. Ora le porte della Maic che si aprono sono una tappa importante in questa direzione: qui il bello è di casa.

“Una realtà nata dal messaggio del Vangelo – l'ha definita il Vescovo Fausto Tardelli – E la bellezza dell'edificio è solo un pallido riflesso di quelli che ci sono dentro. Una bellezza profonda che viene dall'amore. Una bellezza umana che non ha potuto che riflettersi in questa struttura”.

A questo punto una bimba corre incontro al Vescovo che la prende in braccio. E' un momento di gioia e umanità. Monsignor Tardelli sottolinea poi la figura di don Gargini a cui è stata intitolata con una lapide la grande zona di passaggio a vetri, il suggestivo percorso interno che è stato denominato “navata”. (Foto a destra)

Bardelli, prima di dare la parola al sindaco, ricorda che la nuova struttura nasce dall'impegno di privati (e ricoreda la grande spinta della famiglia Carrara), Fondazione Cassa di Risparmio, e sostegno pubblico. La gestione sarà tutta in rapporto con l'Asl e non ci saranno utili da distribuire: “è tutto per qui”, dice il Presidente, scandendo le parole.

Nel suo intervento il sindaco Alessandro Tomasi ha sottolineato come “per realizzare una cosa così ci vuole passione. Bisogna saper sognare – ha detto il sindaco – e poi ci vuole coraggio per gettare il cuore oltre l'ostacolo. Una struttura che può essere portata ad esempio in tutta la regione”.

L'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi ha sottolineato il significato della convergenza su questo progetto di privati, associazioni, persone, ma anche la presenza delle istituzioni. “A noi piace governare così – ha detto – valorizzando l'incontro fra istituzioni e quello che il territorio esprime, rispondendo in sinergia alle necessità. Sento – ha aggiunto Saccardi – di potermi prendere l'impegno di continuare a dare una mano a questa struttura”. (seconda foto a sinistra)

Poi lo spazio dell'auditorium si oscura e sulla parete scorrono le immagini che fanno il ritratto dell'attività della Maic.

La Fondazione Maria Assunta in Cielo, con una squadra di 150 volontari, 120 dipendenti specializzati e 40 consulenti professionali, opera sul territorio a sostegno delle persone con disabilità più complessa, e delle loro famiglie, lungo l'intero arco della vita: dai primi giorni alla terza età.

E proprio il Centro di via San Biagio andrà ad ospitare i servizi sanitari e sociosanitari di riabilitazione: la comunità alloggio protetta, la fisioterapia ambulatoriale, i servizi sanitari, i laboratori di stimolazione multisensoriale, la piscina terapeutica con idromassaggio e percorso multisensoriale acquatico, l'orto di erbette aromatiche. Laboratori e attività pensate per gli utenti e per le loro diverse disabilità. A fine mese diverrà operativo.

Intanto stasera, fino alle 19 la nuova Maic è aperta alla città: un open day per conoscere, capire, ammirare, stupirsi, sotto la guida dei tanti volontari in maglia gialla. La nuova vita della Maic di via san Biagio è già cominciata.

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