PISTOIA
Venerdì, 19 Gennaio 2018 21:23

Tornano a Pistoia sede e lavoratori di Publiacqua. Oggi il Consiglio aperto

di Marcello Paris

PISTOIA - Pistoia avrà di nuovo la sede di Publiacqua e torneranno i 40 lavoratori. 

Lo ha detto il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni nel corso del Consiglio comunale pubblico che si è tenuto nella Sala Maggiore di Palazzo di Giano affollata di cittadini e associazioni, a dimostrazione dell’interesse che suscita il tema acqua.

L’ordine del giorno recitava: “Rapporti tra l’Amministrazione comunale, publiacqua spa e Autorità idrica toscana e tra publiacqua spa, Autorità idrica toscana e cittadini. Situazione attuale relativa alla rete idrica. Qualità del servizio idrico. Prospettive future”.

A confrontarsi con i consiglieri alcuni assessori e il sindaco Alessandro Tomasi, oltre al presidente di Publiacqua, sono intervenuti il presidente di AIT (Autorità Idrica Toscana) e l’assessore regionale con delega al servizio idrico Federica Fratoni.

L’AIT controlla sette diversi gestori di acquedotti ed è composta dai sindaci di molti comuni toscani, così come avviene per Publiacqua: il comune di Pistoia possiede solo il 3 per cento delle azioni.

Hanno preso la parola tutti i capi gruppo che, con sfumature varie, hanno imputato a Publiacqua poca attenzione al territorio, pochi investimenti, scarsa manutenzione dell’acquedotto e tariffe troppo alte.

Un duro attacco al gestore è venuto dal consigliere di Forza Italia Giampaolo Pagliai, che ha tacciato Publiacqua di essere un carrozzone, più attento agli utili e ai propri interessi - ha sostenuto - che all’erogazione di un servizio efficiente ed efficace. Poi ha stigmatizzato il mancato intervento per ripristinare l’invaso di Gello che attende il ripristino da venticinque anni. Sui ritardi per Gello ci sono state altre critiche e prese di posizione.

Sulla scarsa manutenzione, sui ritardi negli interventi di riparazione dei guasti e sulla qualità degli stessi, come sugli scarsi investimenti per l’ampliamento della rete idrica a fronte dei 30 milioni annui di utili conseguiti, si sono espressi i consiglieri Tripi del PD, Galligani dei Fratelli d’Italia, Calzolari di Amo Pistoia, Vespignani di Pistoia Concreta, Bartoli di Pistoia Sorride, Maglione dei Cinque Stelle, colui che ha chiesto e ottenuto il Consiglio aperto.

Hanno preso la parola singoli cittadini, rappresentanti sindacali e di comitati per l’acqua i quali, a loro volta, hanno criticato l’inerzia di Publiacqua nell’estensione della rete idrica e nella depurazione, sugli interventi di riparazione dei guasti e soprattutto delle condizioni delle strade dopo che questi sono stati effettuati.

In particolare è stata lamentata la difficoltà per gli abitanti delle Piastre di allacciarsi alla fognatura di depurazione. Qui c’è un vero paradosso: mentre le autorità intimano l’allaccio, i tecnici dell’azienda oppongono difficoltà di vario genere. Dunque è scaturita una richiesta specifica di sapere come fare.

L’assessore Federica Frantoni, ha ringraziato il Consiglio di avere dato la possibilità alla Regione di essere presente al dibattito. La Regione - ha detto l’assessore – non ha un interesse diretto nella gestione, ma quello di dettare le norme e vigilare. Fratoni ha dato merito all’Ente regionale di avere istituito l’AIT per uniformare i comportamenti e l’azione di tutti i gestori degli acquedotti toscani ed avere aggregato tanti soggetti, compresi i comuni. Poi ha ricordato lo sforzo fatto nel passato per collegare Pistoia alla così detta “autostrada dell’acqua” (il famoso tubone) per portare in città l’acqua dall’invaso di Bilancino, nel Mugello.

Per l’AIT ha parlato il suo presidente, Bruno Valentini, il quale parlando di depurazione ha elencato le difficoltà alla sua estensione per le caratteristiche del territorio di riferimento. Per quanto riguarda le tariffe ha detto che c’è un meccanismo dettato dal Parlamento al quale attenersi. Poi ha voluto sottolineare come da recenti ricerche sia emerso che i cittadini toscani sono fra i più soddisfatti del servizio idrico. Infine ha rivendicato lo sforzo della dirigenza per tenere insieme i comuni perché attuino azioni congiunte e uniformi.

Per il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni c’è un impegno della società ad investire per migliorare e ampliare il servizio idrico. Il problema - ha sostenuto - è che ci sono 600 chilometri di tubazioni vetuste, dunque sottoposte a rottura. L’azienda - ha continuato Vannoni - è impegnata al miglioramento degli interventi di riparazione, sull’estensione della rete e soprattutto alla prevenzione dei guasti, grazie alle nuove tecnologie che consentono di individuare le criticità esistenti. Infine ha rassicurato sul ripristino della sede sociale e del ritorno degli operai, ora dislocati a Prato.

Concludendo l’Assemblea, il sindaco Alessandro Tomasi ha preso atto della volontà del gestore idrico di porre attenzione al territorio pistoiese, ma ha anche lamentato la mancata programmazione di interventi.

E’ inammissibile - ha sostenuto - che intere zone della piana e collinari non abbiano il servizio di acquedotto e altre quello di depurazione. Sul ritorno della sede di Publiacqua a Pistoia, il sindaco ha rivendicato l’impegno profuso dall’amministrazione comunale per convincere il gestore idrico a ripristinare la sede con il conseguente ritorno degli addetti: perché - ha concluso - era inconcepibile privare il capoluogo di provincia di una sede di Publiacqua.  

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