PISTOIA
Lunedì, 15 Gennaio 2018 19:36

In consiglio comunale le maestre colpite dalla sentenza del Consiglio di Stato. Tomasi: "E' un fallimento della politica"

PISTOIA - “Quando arriva una sentenza prima della politica è un fallimento della politica”.

Lo ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi durante la seduta del consiglio comunale di oggi, lunedì 15 gennaio, in riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito che i diplomati magistrali 2001/2002 non hanno diritto all’abilitazione ad entrare nelle graduatorie ad esaurimento (Gae).

Soldarietà alle maestre di Pistoia colpite dalla sentenza arrivata il 20 dicembre scorso dal più alto organo di giustizia amministrativa, è stata espressa, oltre che dal primo cittadino di Pistoia, anche dai consiglieri Vespignani, Cotti e Bardelli. Presenti in consiglio comunale una delegazione di insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria (foto a sinistra e a destra, Quartieri).

“La città fa suo il problema – ha continuato Tomasi – quando le insegnanti sono venute a rappresentare i fatti (martedì 9 gennaio il sindaco ha incontrato una delegazione di maestre a palazzo comunale, ndr) ho fatto fatica io stesso a capire. La sentenza colpisce in Italia 50mila insegnanti e a Pistoia 130 e questa è una sconfitta della politica. Persone che dall'oggi al domani si trovano da avere un contratto di ruolo alla retrocessione in seconda fascia. Doveva intervenitre prima la politica. Il nuovo Governo, qualunque esso sia, dovrà affrontare il problema, perché dietro a questa sentenza ci sono famiglie, persone e storie. La partita si gioca a livello nazionale”.

Il capogruppo di Pistoia concreta, Jacopo Vespignani, ha sottolineato che “è importante riflettere su una questione gravissima che riguarda 50mila persone, il più grande licenziamento di massa della storia. Ad oggi questa vicenda sta andando avanti nel silenzio più assoluto, dalle istituzioni, alla politica, ai sindacati”.

La consigliera Pd Antonella Cotti ha espresso solidarietà e ha evidenziato che “la sentenza non è politica ma giurisdizionale. Ci siamo informati attraverso i nostri esponenti in parlamento che hanno assicurato che la ministra Fedeli è consapevole della situazione e troverà una soluzione”.

Infine Elena Bardelli, consigliera comunale Fdi-An, ha sottolineato che questa è una “situazione scandalosa. A settembre, anche le maestre che hanno sostenuto brillantemente l'anno di prova, saranno costrette a lasciare il ruolo. E' grazie all'impegno quotidiano di questi insegnanti che la scuola italiana è sopravvissuta. In questo scenario la riforma della scuola attuata da Matteo Renzi centra eccome e anche i sindacati hanno fatto ben poco”. (i.l)

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