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Case popolari: a Pistoia sono poche e alcune restano sfitte

Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia foto @Reportpistoia

di Guendalina Ferri

PISTOIA - “Abitare in Toscana”: è questo il titolo del sesto rapporto sulla condizione abitativa nella nostra regione, presentato stamani da Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia.

Abitare in Toscana tra alti e bassi, tra criticità e miglioramenti. E Pistoia segue questa linea. Se i canoni d'affitto sono rimasti pressoché invariati, ad aumentare rispetto agli anni precedenti – del 3,7% - sono state le richieste di atti di intimazione e relative esecuzioni di fronte a casi di morosità.

Per quanto riguarda l'edilizia popolare non mancano i punti di criticità. A partire dall'assegnazione degli alloggi: sono circa 6000 in Toscana, ma solo il 4,3% si trova nella zona di Pistoia. “Un dato costante negli ultimi anni. Siamo terzultimi in Toscana” ha precisato Innocenti. Nel 2016 non è stato costruito neppure un alloggio. Il 27% degli assegnatari vive da solo; di questi, l'11% ha più di 85 anni.

“Se confrontiamo i dati del rapporto 2014 e quelli del 2017, vediamo che è calato il numero delle domande per l'assegnazione” ha proseguito Innocenti: da 402 a 373. Del resto è calato anche il numero delle domande che sono state accolte, in proporzione. “Nel 2014 è stato escluso il 14% delle domande; nel 2017, il 39%”.

Perché questo calo? Per quanto riguarda il numero crescente di esclusioni, è necessario tenere a mente che il 54% delle domande non soddisfatte del 2017 proveniva da extracomunitari. “I requisiti sono stringenti, soprattutto per gli stranieri” ha spiegato Innocenti.

“Per partecipare al bando, oltre a 5 anni di residenza in Toscana, è richiesto un certificato che attesti che il richiedente non ha una casa di proprietà nel Paese di origine: in certi Paesi è molto difficile, quasi impossibile, ottenere una documentazione di questo tipo. È anche necessario che tutto il nucleo familiare del richiedente abbia un permesso di soggiorno per motivi lavorativi: un requisito che molti non hanno perché, magari, le mogli sono arrivate in Italia tramite ricongiungimento familiare e hanno quindi un permesso di soggiorno per motivi familiari”.

Per quanto riguarda le domande in calo, però, le motivazioni sono anche altre. “A fronte di un insoddisfacimento della domanda così alto, e dei tempi che tendono ad essere lunghi, molti rinunciano a partecipare al bando”.

Una situazione critica, quindi, soprattutto considerando che dal rapporto emerge un altro dato: nella provincia di Pistoia il 6,1% degli alloggi popolari è sfitto. “Un po' a causa dei tempi tecnici necessari per assegnare l'alloggio; un po', però, anche perché mancano le risorse per mettere a posto le varie strutture” conclude Innocenti.

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