PISTOIA

Mercoledì, 06 Dicembre 2017 12:53

Pistoia, due nuovi progetti per l’inclusione sociale dei carcerati

di Tommaso Brunetti

PISTOIA - Sono due i progetti presentati dalla Fondazione Sant’Atto in vista del 2018 al fine di contrastare la marginalità sociale e per favorire l’inclusione nella società dei carcerati: il progetto 'Traghetto' e 'Agricoltura Sociale'.

Ricordiamo che la Fondazione Sant’Atto, come spiegato dalle parole del suo direttore Marcello Suppressa, si presenta come il braccio operativo attraverso il quale le strutture che fanno riferimento alla diocesi pistoiese vanno a rendere concreti i loro molteplici e complessi progetti multisettoriali. In quest’ottica e coordinati dalla stessa Fondazione, operano l’associazione Ceis Pistoia, attiva da anni nel settore delle dipendenze, 'Il Delfino', impegnata al fianco di detenuti ed ex-detenuti e l’Ente Camposampiero, rivolto ai progetti educativi per i giovani.

La proficua unione di queste realtà, grazie al prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, da anni in prima linea nel contrasto alla marginalità, hanno portato alla realizzazione dei due percorsi in questione. Per quanto riguarda il progetto 'Traghetto', introdotto dal ri-educatore responsabile del carcere di Pistoia Pasquale Scala, esso intende attuare delle iniziative specifiche a favore di soggetti che si trovano all’interno di percorsi giudiziari ed al fine di sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche relative al carcere.

Il soggetto attuatore dell’attività sarà la cooperativa 'Il Cammino', che cercherà di coinvolgere queste persone (al momento una quindicina) in attività lavorative nel settore ortocolturale, della carpenteria in ferro e nella pulizia dei giardini pubblici. Tutte attività grazie alle quali sia possibile accompagnare il graduale re-inserimento nella società di detenuti che possono usufruire degli arresti domiciliari o che abbiano già scontato la pena.

“Grazie alle attività in questione – ha affermato il responsabile Scala – è possibile che i soggetti all’interno di un percorso giudiziario siano in qualche modo assistiti nel loro inserimento in società. Non è un caso che, statisticamente, gli individui che prendono parte a tali percorsi abbiano un tasso di recidività al reato percentualmente molto più basso rispetto a coloro che espiano interamente la loro pena all’interno del carcere”.

Anche Agricoltura Sociale, come presentata dal presidente di Ceis Pistoia Franco Burchietti, nasce dalla volontà di valorizzare esperienze nell’ambito dell’agricoltura come mezzo di riscatto sociale, per far convergere i percorsi di realtà diverse ed in qualche modo difficili (si parla di tossico-dipendenti, disabili, giovani non occupati ed ex carcerati) in un cammino più fruttuoso. Attraverso l’utilizzo di terreni abbandonati o di pertinenza della curia pistoiese, si impegneranno circa trenta soggetti in attività agricole che dovranno innescare progetti produttivi che riescano a garantire loro una buona autonomia economica. Tali fattorie sociali saranno disseminate sul territorio della provincia, tra Pistoia, Masotti e Larciano.

“A nome della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia – ha spiegato il presidente Luca Iozzelli – ci tengo a ringraziare tutti i soggetti e le cooperative di volontariato che si sono attivati ed hanno reso possibile la realizzazione di tali progetti. Stiamo parlando di percorsi in cui il re-inserimento sociale di individui che hanno vissuto un’importante frattura all’interno della loro vita è l’obiettivo finale che ci si pone al fine di migliorare l’intera comunità. Sostenere attività di tal genere è uno degli scopi principali della nostra Fondazione e non posso pertanto che dirmi soddisfatto dalla messa in atto di tali iniziative”.

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