PISTOIA
Mercoledì, 15 Novembre 2017 17:46

Futuro del Festival Blues, al vaglio l'unica proposta targata Versilia

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Non è un'eredità facile quella del Pistoia Blues. E così alla “manifestazione di interesse” lanciata dall'Amministrazione comunale è arrivato un solo aspirante.

Non c'è stata la ressa, e nemmeno un – auspicabile - confronto fra ipotesi diverse: per ridisegnare la manifestazione, partendo però dalle sue radici, dalla sua tradizione, dal suo peso internazionale guadagnato in tanti anni. Se poi si tiene conto che l'unica proposta arriva da una società, la “Event Beach Srl”, che ha sì un patrimonio di esperienza di organizzazione, ma in ambiti musicali certo non affini con quello che è stata la storia del blues di Piazza del Duomo. Non solo. Il "progetto" è stato presentato solo un'ora prima della scadenza.

“Il Fu Pistoia Blues” - ha commentato, pirandellianamente, l'ex consigliere comunale Pd Alessandro Giovannelli - sottolineando che “l'unica proposta viene da un organizzatore di eventi del mondo delle discoteche versiliesi”.

Ora la parola passa al Comitato di valutazione, che non è stato ancora insediato e che da ambienti dell'Amministrazione si dà per certo lavorerà in tempi strettissimi (si parla di non più di 10 giorni): per promuovere o bocciare l'unico candidato.

“Ci aspettiamo – dice in merito Progetto Pistoia, l'associazione legata a Roberto Bartoli - che il procedimento di valutazione venga effettuato con tutta la rapidità, l'attenzione e la trasparenza che l'importanza dell'evento impongono”.

Comunque vada, sarà una svolta storica. Con “Event Beach” si creerebbe un duo inedito fra il solleone delle Focette e la sonnolenta piazza del Duomo. In effetti la società della Versilia, unica aspirante organizzatrice della manifestazione per i prossimi tre anni ha nella sua agenda collaborazioni con Castrocaro Giovani e con il “Dopofestival” di Sanremo. E, attraverso una derivazione romana, conta esperienze e contatti con grossi organizzatori e manager.

Siamo in altri scenari in mezzo ad ambiti musicali e tracce di melodie che appaiono lontane dal blues. Sicuramente ci sono le premesse per una svolta radicale (che è del resto quello che l'amministrazione Tomasi aveva rivendicato all'indomani del suo insediamento).

Inutile cercare di capire verso quale direzione ha intenzione di muoversi il nuovo potenziale “padrone” del blues: il manager Alessandro Mazzucco ha scelto per ora il silenzio. Parlerà solo dopo che il Comitato di valutazione avrà dato il via libera, consegnandogli le chiavi della manifestazione 2018.

Stringato ma netto il commento del capogruppo del Pd in consiglio comunale, Walter Tripi: "Un solo partecipante al bando voluto dall’Amministrazione per l’organizzazione del Pistoia Blues: la Event Beach Srl ha proposto, tra presentazione della società e ipotesi organizzativa, un paio di pagine scarse. Ovviamente niente contro questi imprenditori, ma il fatto che non abbia partecipato nessuna delle organizzazioni professionali di eventi musicali simili è significativo. Vista la forma di quel bando è anche comprensibile, nonostante si sia tentato di venderlo come un grande passo avanti. Considerato che dovrebbe essere veloce l’analisi dei partecipanti – conclude Tripi - spero che in tempi molto brevi si renda pubblica la commissione giudicatrice e si relazioni sull’adeguatezza della proposta, oltre che sui contenuti di quelle due pagine".

Torna insomma il tema delle due paginette in cui si definisce il progetto. A dire la verità, una pagina e mezzo. A molti sembrano poche. Anche perché il bando chiedeva forse qualcosa di più che un “estratto” sommario. Parlava infatti di una “Relazione descrittiva di massimo 30 pagine in formato A4, in cui il proponente dovrà presentare il programma degli interventi e il progetto di allestimento delle strutture necessarie alla realizzazione delle attività”. E ancora: l'elaborato grafico per palco e tribune e impianti tecnici; il piano economico, compreso il prezzo dei biglietti; il piano di comunicazione e promozione; più gli elementi collaterali nell'interesse di Pistoia e del suo territorio. Di tutto questo pare non ci sia traccia.

Una pagina e mezzo in formato A4 è forse davvero una sintesi un po' troppo riassuntiva. E' questo comunque che dovrà essere sottoposto al Comitato di valutazione. Il futuro del Festival passa da qui. E sarà comunque una rivoluzione. Anche se la proposta dovesse essere respinta.  

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